Nostalgia degli dei.

Su Leonardo è stato scritto così tanto che affrontare l’argomento è chiaramente sintomo di follia. Nondimeno vorremmo far notare quello che i suoi ammiratori e critici non hanno mai detto apertamente. Leonardo non appartiene al suo tempo ed ancor meno al nostro. Negli ultimi cinque secoli le conoscenze scientifiche si sono evolute ma l’essere umano no, e sembra non potrà mai raggiungere la grandezza del nostro più amato genio. In tutte le sue opere si sente il desiderio di conoscere, di capire la realtà e di spiegarla, non per dominarla  ma per rappresentarla in pittura o negli innumerevoli disegni e scritti, per farla propria, diventandone in qualche modo partecipe. Superando il modo di pensare dei suoi contemporanei, non solo nell’espressione artistica, ma sopratutto nel modo di analizzare, capire e giudicare il mondo nel quale vive, Leonardo riesce a togliere ogni distinzione tra sé e gli altri esseri, entrando in sintonia con qualsiasi forma  vivente  per la quale porta rispetto ed attenzione. E condanna con frasi lapidarie la sofferenza che viene inflitta per mano dell’uomo agli altri animali. Ecco, a dimostrazione di quanto detto, alcune sentenze tratte da: “Gli scritti letterari”.

Delle pecore, vacche, capre e simili. A innumerabili saran tolti e loro piccoli figlioli, e quelli scannati e crudelissimamente squartati.

De’ capretti. Ritornerà il tempo di Erode, perché l’innocenti figlioli saran tolti alle loro balie e da crudeli omini di gran ferite moriranno.

Delli asini bastonati.  O natura instaccurata, perché ti se’ fatta parziale, facendoti ai tua figli d’alcuni pietosa e benigna madre, ad altri crudelissima e dispietata matrigna? Io veggo i tuoi figlioli esser dati in altrui servitù senza mai benefizio alcuno; e in loco di remunerazione de’ fatti benefizi, esser pagati di grandissimi martiri; e spender sempre la loro vita in benefizio del suo malefattore.

Il pensiero del genio, i cui soli vincoli sono le leggi della logica e della matematica, può condannare senza esitazione le usanze sociali che colpiscono ingiustamente i più deboli. Usanze che verranno superate, in alcuni Stati, solo nel nostro secolo. Nel testo che abbiamo citato sopra, Leonardo scrive:

Della dote delle fanciulle. E dove  prima la gioventù femminina non si potea difendere dalla lussuria e rapina de’maschi, né per guardie di parenti, né per fortezze di mura, verrà tempo che bisognerà che padri e parenti d’esse fanciulle paghin di gran prezzi chi voglia dormire con loro, ancor che esse sien ricche, nobili e bellissime. Certo e’ par qui che la natura voglia spegner la umana spezie come cosa inutile al mondo e guastatrice di tutte le cose create.

Il suo sentirsi partecipe di tutte le infinite espressioni della natura, che riproduceva così mirabilmente  nei suoi quadri, gli fa scrivere le frasi di condanna più attuali e forti che io abbia mai letto contro il saccheggio compiuto dall’uomo nei confronti della madre terra.

Della crudeltà dell’omo. Vedrassi animali sopra la terra, i quali sempre combatteranno infra loro e con danni grandissimi e spesso morte di ciascuna delle parte. Questi non aran termine nelle loro malignità: per le fiere membra di questi verranno a terra gran parte delli alberi delle gran selve dell’universo; e poi ch’e’ saran pasciuti, il nutrimento de’ lor desideri sarà di dar morte ed affanno e fatiche e paure e fuga a qualunche cosa animata. E per la loro ismisurata superbia questi si vorranno levare inverso il cielo, ma la superchia gavezza delle lor membra gli terrà in basso. Nulla cosa resterà sopra la terra o sotto la terra e l’acqua che non sia perseguitata, remossa o guasta; e quella d’un paese remossa nell’altro; e ‘l corpo di questi si farà sepoltura e transito di tutti i già da lor morti corpi animati. O mondo come non t’apri e precipita nell’alte fessure de’ tua gran balatri e spelonche, e non mostrare più al cielo sì crudele e dispietato mostro.

Qualsiasi frase di commento sarebbe superflua, inutile e fastidiosa. Immagine

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2 risposte a Nostalgia degli dei.

  1. francesco ha detto:

    Bene hai fatto, Elena, alla vigilia di un nuovo anno e, si dice, di una nuova epoca, onorare la natura di un grande Uomo quale è stato Leonardo da Vinci. Nel suo sguardo ineffabile uomini e donne si sono ri-conosciuti, trovando dentro di se la forza necessaria per superare l’inevitabile scontro con chi quello “sguardo che vede oltre” vorrebbe spegnere. Oggi si verifica una condizione analoga a quella che permise il felice periodo che vissero Leonardo e tanti altri grandi italiani insieme a Lui. Niente di più di una momentanea distrazione del potere morale della Chiesa permise infatti, grazie ai commerci ed alle crociate, l’ingresso e la diffusione in Italia di preziosi volumi sottratti alle Biblioteche orientali. In alcuni di essi erano contenuti insegnamenti sapienziali antichissimi. Nelle corti italiane, forse neppure troppo segretamente, questi testi furono conosciuti e studiati da coloro in grado di intuirne il prezioso valore. Prima di essere definitivamente distrutti. Oggi di quegli insegnamenti noi possiamo riconoscerne tracce in affreschi che minute cappelle di campagna hanno inconsapevolmente conservato. Nonostante inquisizioni, epoche dei lumi, ere industriali e sanguinose guerre religiose. Grazie all’ignoranza del potere politico. Ed è proprio questa la risorsa che potrebbe rivelarsi preziosa oggi. Le Arti sapienziali, che Leonardo interpretò sommamente, sono lo strumento che tanti di noi hanno a disposizione per rendere vitale, far ri-vivere, ciò che della Natura si cela in noi. Il suo sguardo ci sia di unica guida.

    • ceccobeppe ha detto:

      Grazie per il commento, colto e ricco di spunti. Sono d’accordo con te, sicuramente Leonardo conosceva le Arti sapienziali orientali ed occidentali. Secondo tutti gli storici, Leonardo leggeva moltissimo ed aveva a disposizione numerosi volumi della biblioteca paterna.Infatti, già giovanissimo, aveva impiegato nei suoi disegni tecnici, la matematica dell’8, -presente in India nei templi dravidici-, per non parlar della sezione aurea e dei numeri di Fibonacci. La grandezza di Leonardo non sta solo nella sua cultura, ma nell’originalità delle sue ricerche. Il -Trattato di anatomia-, viene disegnato osservando i cadaveri sottratti ai cimiteri e mettendo a rischio la propria vita. -Il trattato della pittura- insegna a disegnare a tutti,, in un periodo in cui i pittori suoi contemporanei cercavano di nascondere i loro segreti., inutile parlare della sua pittura in questo contesto di colti commentatori, mi limito a sottolineare l’aspetto più sconvolgente della sua personalità. A differenza dei suoi contemporanei, e anche dei nostri,, Leonardo non si considerava al centro dell’universo, ma una parte di esso. La pietà verso gli animali, il suo essere vegetariano per non farli soffrire , rendono la sua personalità ed il suo essere unici al mondo. Solo un grande come lui può scrivere le frasi raccolte ne “Gli scritti letterari”, e questo nel ‘500.
      Dissento con il nobile commento a proposito del potere ‘morale ‘ della Chiesa: io lo chiamerei potere temporale. E non credo nemmeno che ci sia possibile ritrovare traccia del sapere antico nelle cappelle del ‘400. Possiamo solamente mostrare la nostra cultura notando i significati che i vari segni ci mostrano, ma che nella nostra epoca non colpiscono più i nostri sensi

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