Dalla Cina a Timbuctu

Conquistare il potere è un’impresa che riesce molto difficilmente a pochissimi. Ci vogliono eserciti, sgherri disposti a torturare e uccidere gli oppositori, mezzi di comunicazione, armi, ecc, ed il tutto richiede una enorme quantità di denaro. Mantenere il potere è ancora più difficile e la paura di essere scalzati dal trono è sempre lì in agguato per cui si deve continuare ad uccidere, reprimere e, soprattutto, cercare di evitare in ogni modo che i nemici interni possano diffondere le loro idee. E’ per questo che molti dittatori hanno messo in atto un’operazione assai vistosa e difficile da ignorare: il rogo dei libri.

Si incominciò nel 212 a.C con Qi Shi Huang in Cina, per proseguire nel 292 e nel 367 d.C. con la biblioteca di Alessandria, poi con i manoscritti degli Atzechi e dei Maya nel XV secolo e poi con tanti altri ancora in quasi tutti i secoli. Ma i roghi che per me sono i più infami di tutti, forse perché vicini a noi nel tempo, ma probabilmente perché, con la scusa di voler liberare la Germania dal pensiero ebraico, vi sono stati bruciati tutti, ma proprio tutti, i libri che io ho letto ed amato durante la mia adolescenza e prima giovinezza (in verità si è salvato Proust), sono i roghi dei libri durante l’epoca nazista, dal 1930 al 1945. Gli autori distrutti erano il meglio che la cultura  del 1900 avesse mai prodotto ed il cancellarli voleva dire fare il deserto nella mente dei Tedeschi ai quali restavano da leggere solo: il -Mein Kampf-, i libretti delle opere di Wagner, la -Fenomenologia dello spirito-,ed i tomi di Heidegger (libri che potrebbero spiegare l’amore dei teutoni per la birra). Ad un regime dittatoriale come quello instauratosi in Germania, e che aveva la sua bibbia nel Mein Kampf (lo si trova in edizione integrale in inglese su internet), non poteva certo andar bene il lucido e razionale pensiero di Freud, Adorno, T. Mann e, secondo me, sopratutto di Wittgenstein. Nel Mein Kampf si esaltano i sentimenti, il senso della comunità, l’appartenenza ad una razza che si considera superiore al resto dell’umanità, le radici ariane, il sangue puro ed altre principi in cui la dimostrazione logica e scientifica non è certo di casa.

Immagino Goebbels ed i suoi scagnozzi leggere alcune frasi del Tractatus-logico philosophicus come ad esempio: 1.13  I fatti nello spazio logico sono il mondo- 4.112 Scopo della filosofia è la chiarificazione logica di pensieri- 5.1361 La credenza nel nesso casuale è la superstizione- Il libero arbitrio consiste nell’impossibilità di conoscere ora azioni future. 6.371 Tutta la moderna concezione del mondo si fonda sull’illusione che le cosiddette leggi naturali siano le spiegazioni dei fenomeni naturali- 6.43 Il mondo del felice è un altro da quello dell’infelice. 6.431 – Alla morte il mondo non si altera ma cessa-. Insomma una visione della realtà che si basa sulla logica, e di cui la matematica era il principale metodo, non poteva certo essere accettata da chi fondava il suo potere sugli istinti primordiali della massa e sui bisogni elementari a cui questa aspirava. Potenti dittatori, politici più o meno importanti, grandi e piccoli imprenditori, fino ai semplici capifamiglia fanno sempre leva sul sentimentalismo più bieco per ottenere i loro scopi, che sono sempre eternamente gli stessi: assoggettare l’altro per sentirsi importanti e soprattutto perché lavori e viva per loro, diventi insomma uno schiavo volontario.. Questi piccoli e minimi dittatori, consciamente od inconsciamente, sanno che in tutti noi esiste il bisogno di essere accettati ed amati, ed allora ammantano le loro più o meno misere volontà di potere dietro espressioni  ricche di: “cuore”, “vogliamoci tutti bene”, “amore eterno, amore per i figli, per la famiglia, la comunità, la patria, l’umanità” e simili.Immagine

(  M. Schinwald, foto: Orlando)

I roghi di oggi? L’ultimo di cui ho letto alcuni giorni fa, sembra sia avvenuto a Timbuctu. Secondo alcune fonti tunisine, che spero vivamente siano errate, gli jihadisti avrebbero bruciato 18.000 volumi della biblioteca di Timbuctu. Le fonti sono discordanti e spero che il rogo non sia mai avvenuto, resta però il fatto che la notizia potrebbe essere vera e questa sarebbe la più chiara dimostrazione che l’essere umano dovrebbe ritornare nelle caverne.

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5 risposte a Dalla Cina a Timbuctu

  1. Bastet ha detto:

    Unfortunately, the tragic answer to those who would control others at all costs, often is expressed in destruction…I’m so sad when I see the waste of thought and beauty, just for the sake of someone’s little egoistic view of the world. I’d say that a part of mankind never left the cave within their mind. Thank you for your thoughts.

  2. groupage ha detto:

    Ottimo articolo, ne far un punto di riferimento, chiss che quanto letto non possa aiutare anche me.

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