Topi e uomini

Gli studiosi che colgono più profondamente l’essenza dell’uomo non sono i filosofi o gli psicologi, ma gli zoologi e gli etologi. L’osservazione degli animali ha permesso loro di guardare con distacco scientifico anche il mondo umano e le strutture interne che lo compongono. Nel testo: -Die sogenannte Bose. Zur Naturgeschichte der Aggression- Konrad Lorenz analizza la presenza, lo sviluppo ed il controllo dell’aggressività nelle varie specie: uccelli, pesci, mammiferi ed applica le sue osservazioni al comportamento dell’uomo.

Tutti gli animali combattono per il territorio, per poter procreare e quindi tramandare i propri geni. Ma la lotta fino alla distruzione del nemico si svolge sempre contro un aggressore esterno non all’interno della propria comunità, tranne in due casi: i ratti e gli uomini. I topi, all’interno del loro gruppo, si comportano in modo esemplare e nessuno attacca l’altro, ma se per caso si avvicina un’altra famiglia, si trasformano in killer spietatiImmagine e, dei nuovi arrivati, se sono più deboli, non resta più nulla. Lorenz riporta il crudele esperimento fatto da Steiniger che aveva prelevato un topino da una gabbia, lo aveva isolato e poi rimesso con gli antichi compagni, i quali non lo riconobbero, perché il suo odore era cambiato e quindi lo dilaniarono in pochi secondi. Il nostro etologo giunge alla conclusione che questo continuo stato di guerra è funzionale alla sopravvivenza delle famiglie più popolose e più forti le quali, sterminando le famiglie più deboli, permettono la propagazione di individui resistenti e prolifici. I predatori carnivori, dotati di grande forza fisica e della capacità di ammazzare con un morso un avversario, hanno ricevuto dalla natura l’inibizione ad uccidere i membri della propria specie altrimenti questa si estinguerebbe in poco tempo. Quando invece ci troviamo di fronte ad animali erbivori od onnivori, che non sono in grado di uccidere i loro pari in pochi secondi, questa inibizione non esiste, perché un singolo assassinio non mette in pericolo la specie. Lo stesso discorso si può applicare all’uomo. Uccidere a morsi o pugni un altro individuo è possibile, ma molto difficile, l’altro può fuggire o rispondere ed in ogni caso l’umanità non corre il pericolo di estinzione. L’uomo un’ innocua creatura onnivora, manca di armi naturali per ammazzare una grossa preda: non ha zanne né artigli, non sa correre come un leone, si arrampica con difficoltà, quindi non ha incorporato i meccanismi sociali di sicurezza che vietano ai carnivori di uccidere i loro pari.

Date queste premesse si potrebbe pensare che la specie umana sia al sicuro: niente affatto. Proprio questa mancanza di zanne, becchi, artigli, tipiche dei grandi predatori e che ci ha privato dell’inibizione ad uccidere, può diventare fatale per la nostra specie. I meccanismi inibitori che funzionano così bene, ad esempio nella società dei lupi, non hanno avuto modo di crearsi nella nostra storia evolutiva, la quale è costellata di omicidi e di guerre. Nessuna di queste, in passato, ha messo in pericolo la sussistenza della specie umana. L’umanità è riuscita a sopravvivere ma non sarà mai al sicuro dal pericolo dell’autodistruzione. Per controllare l’aggressività latente in tutti gli uomini sono stati inventati la morale ed i comandamenti del non ammazzare e non desiderare le cose degli altri ma sono state inventate pure le armi che uccidono a distanza. -E’ come aver dotato un coniglio terrorizzato del potente becco di un’aquila- (Lorenz). Non si vede il nemico e quindi non si attivano le inibizioni che si metterebbero in moto se la persona da uccidere fosse presente. I nostri strati emotivi più profondi non registrano il fatto che schiacciare un pulsante o un grilletto può lacerare il corpo di un altro individuo. Spedire un drone o un’atomica sopra migliaia di persone è un’azione talmente spersonalizzata che chi la compie non si rende conto della sofferenza che causa. La ragione può aiutarci a controllare queste azioni distruttive? La ragione, secondo Lorenz, è come un computer in cui sono state programmate informazioni logicamente coerenti, ma la forza motrice che la fa agire deriva dai meccanismi di comportamento istintivi più vecchi della ragione e non accessibili al’osservazione razionale. Il nostro inconscio è la fonte dell’amore, dell’amicizia, dei sentimenti, dell’apprezzamento della bellezza, della creatività, dell’insaziabile curiosità che fa progredire la scienza. Su questi strati sono stati costruiti i riti e le norme sociali che regolano la comunità umana, strati che non sono sostanzialmente diversi dagli istinti degli altri animali e che devono essere compresi ed analizzati al più presto se non vogliamo che qualcuno prima o poi  prema un pulsante e distrugga insieme a noi il pianeta terra.

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8 risposte a Topi e uomini

  1. Pingback: Thoughts about Mice and Men | Bastet and Sekhmet

  2. elena ha detto:

    Grazie Bastet per aver preso in considerazione il mio modesto e limitato scritto.Trovo giuste le tue osservazioni e ti ringrazio per le precisazioni che hai aggiunto. Mi sono prefissa di non superare le 1000 parole nei miei post per non abusare dei miei pazientissimi lettori. Quindi non ho scritto che Lorenz ha scoperto, lungo la costa della California anche dei pesci che si distruggono tra loro. Mi sono limitata ai mammiferi superiori, ma, hai ragione, avrei dovuto dirlo. Spero sempre che qualcuno gentile come te, faccia delle obiezioni in modo che io possa approfondire e colmare le lacune nei commenti. Non credo però. per quanto riguarda le specie animali non umane, che si possa parlar di matriarcato. Non saprei come collocare le api e le formiche, e i pavoni che si trascinano un’enorme coda per piacere alle femmine. Solo le iene possono rientrare nel ‘matriarcato’ come lo intendiamo noi. Fra gli altri animali esiste chi si occupa dei piccoli nati e chi no, e talvolta, sono i maschi.Per quanto riguarda il femminismo, anch’io sono d’accordo con te a proposito di un certo tipo di femminismo che non ha portato risultati, almeno in Italia, ma qui, intorno agli anni 70-80 ci sono stati un numero notevoli di movimenti, a me quello che piaceva di più era “Rivolta femminile” di cui puoi trovare su internet ancora qualche testo come ad esempio: “Sputiamo su Hegel”. Grazie ancora e scusa se ti rispondo qui, ma scrivere tutta questa roba in inglese sul tuo sito è superiore alle mie forze..

    • Bastet ha detto:

      L’unico matriarcato di cui ho mai sentito parlare e tra le scimmie bonobo…forse altre ma non mi sono documentata abbastanza. No, la mia idea è che in natura non ci siano o sono rare che ci siano strutture dove la femmina ha una sua diciamo “libertà”. Credo che sia la norma che la femmina sia “protetta” dal maschio e che suo ruolo sia quella di mettere al mondo i piccoli e curarli, ma che fuori dal “nido” per così dire non va. Ed è così per gli umani fino a recentemente, malgrado che abbiamo fatto un salto evolutivo che permetterebbe un diverso partecipazione delle femmine, con la loro particolare modo d’essere e comportarsi. Ciò’è penso che se vogliamo andare oltre la nostra “naturale” tendenze animalesche, non è sufficiente solo sviluppare la tecnica e la razionalità. Se non siamo capaci(e) di sviluppare un modo diverso di “essere” che va al di furoi della natura siamo tanti scimmie con la bomba atomica con tutti i pericoli che questo comporta. Purtroppo, iio capisco il tuo reticenza a scrivere in inglese queste cose, mi trovo in difficoltà di provare rispondere e sviluppare degli idee piùttosto complicate in italiano. Perciò ho scritto il blog faccendo riferimento al questo tuo interessante blog. Ho solo l’impressione che qualche volte ci rischiamo di frainttenderci. E in più, è solo un caso che sono venuta qui oggi per rileggere tuo blog e ho avuto il piacere di vedere questa tua risposta!! Vorrei tanto che le donne riuscisse di dare la loro apporto come donne…hai visto il reblog che ho messo sulla mia blog: http://bastetandsekhmet.wordpress.com/2013/02/08/904/ credo che questa sia la link. Che ne pensi?

      • Bastet ha detto:

        And if I may be so bold..I’d like to see your ideas even in Italian! After all, I wrote the blog in English referring to your blog in Italian, which I didn’t translate…it could be fun. This is what I wrote about females in the animal kingdom (including humans): “If we look back to nature, we will also find that it is the norm that the female of the various species is nearly always dominated by the male of the species. This has been something that has caused me to ponder over the years, that is, how is it that in our human society as well as in the rest of nature, the female is dominated by the male.” Very often this fact has been used as a reason why women are not able to do more in society. All females are child bearers, all are dominated and protected by males, there are no matriarchal social structures….so I think we have to make a leap forward and go beyond where we originate…

  3. Bastet ha detto:

    Reblogged this on Bastet and Sekhmet and commented:
    This is the blog I referred to in my Thoughts about Mice and Men…this is a very interesting writer, who really merits being read…

  4. L'AVVIO ALL' INSEGNA DEL GLICINE è QUANTO MAI ACCOGLIENTE, I VARI MATTONI CHE SEGUONO SONO INTERESSANTI, ANCHE SE CONRAD LORENZ è SUPEERCITATO, NON SOLO DA TE. ha detto:
  5. elena ha detto:

    Grazie -Morellimontagna-per aver letto i miei mattoni, riconosco che ci vuole una grande forza di volontà e pazienza per leggerli. Lorenz è citato per la sua teoria dell’-impronta- non certo per il suo libro sull’aggressività, ma non mi dispiace di essere in buona compagnia. Invece colgo l’occasione per complimentarmi con te per i tuoi libri facili e semplici da leggere, insomma alla portata di tutti. Questa è vera democrazia!.

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