Programmi parte I

Se l’abito non fa il monaco, il programma non fa il politico” Orlando

E’ difficile capire che cosa voglia e possa fare veramente un politico. Probabilmente ha le migliori intenzioni di questo mondo e conosce la situazione del suo Paese più di chiunque altro, ma come ha detto Junker: “il politico sa benissimo che cosa fare ma non sa come farsi rieleggere dopo averlo fatto.” Quindi leggere i programmi elettorali che probabilmente non saranno applicati può sembrare un esercizio senza senso: in realtà credo sia indispensabile scoprire, attraverso l’analisi della forma e del linguaggio, con chi abbiamo a che fare e di conseguenza dare il nostro voto a chi ci può rappresentare, almeno teoricamente, al meglio.

Ho letto ed analizzato i programmi completi di 5 fra movimenti e partiti e riporterò di seguito le mie osservazioni, in ordine alfabetico, secondo il nome del principale candidato , dividendo le analisi in tre punti: -a- l’aspetto formale del programma -b- il linguaggio -c- il contenuto. Il lavoro è decisamente lungo e supera le 1000 parole che mi ero proposta come limite per i miei post, quindi ora scriverò di due partiti e nei prossimi giorni degli altri tre.

PDL-LEGA

-a- Il programma è uguale per tutti e due i partiti, cambia l’introduzione. Un semplice elenco dei punti programmatici, dei due partiti, per la Lega: 1) Per la famiglia ed il futuro dei giovani 2) Per lo sviluppo delle imprese e del lavoro. 3) Per la riduzione del costo dello Stato e della politica. 4) Per costruire istituzioni più moderne. 5) Per una giustizia degna di un paese civile. Ad introduzione del programma del PDL troviamo una lunga lettera  piena di sentimento e di umili richieste di scuse indirizzata ai cittadini italiani e firmata da Berlusconi. In cima a tutte le pagine dei due programmi ci sono i relativi simboli, e, sia in alto che in basso, le proposte sono incorniciate da una riga giallina. Il primo argomento trattato non è, come scritto nella prima pagina: “Per la famiglia…”, ma: ” Per costruire istituzioni più moderne..” che si trovava al terzo posto nell’introduzione. -b- Il linguaggio è perentorio e semplice; le frasi sono composte solo da nominativo e genitivo il che carica le espressioni di incisività ed immediatezza. Ad una frase di testa seguono tanti paragrafi che hanno il compito di approfondire l’argomento, come ad esempio, dopo il titolo: “Più Europa dei Popoli, meno euro-burocrazia” seguono le indicazioni: -Superamento di una politica europea di sola austerità- e: -Accelerazione delle quattro unioni: politica, economica, bancaria, fiscale- Frasi che, in un primo momento, colpiscono il lettore per la loro incisività, ma che non offrono nessuna indicazione concreta su come ottenere quello che ci si propone. Un solo esempio: “La difesa ed il sostegno della famiglia , comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Il linguaggio è semplice e popolare, ad esempio: “bonus bebè”. Ci si mette in sintonia con i nonni, le casalinghe felici, i piccoli imprenditori non ancora falliti. “Tendenziale azzeramento (in 5 anni dell’IRAP), a partire dal lavoro, con priorità alle piccole imprese e agli artigiani”. Oppure: “I musei svuotino le cantine” (per risolvere i problemi economici). Ci manca: “Vado al bar con gli amici” perché il significante non ci conduca direttamente al nostro pensionato. -c- Il contenuto? Si ripropongono i soliti temi già brillantemente sviluppati durante il governo di questi due partiti, ma si compiono passi avanti nella modernizzazione dell’Italia proponendo: “Sviluppo e valorizzazione dell’inglese come lingua di insegnamento dei corsi di laurea”. (La terminologia mette un po’ in imbarazzo, ma almeno non c’è la proposta di tenere i corsi di laurea in dialetto lombardo). Altre proposte suonano interessanti se non ci si chiede come si possano realizzare, ad esempio: “Valutazione di scuole, docenti ed università al fine di favorire la meritocrazia” o meglio: “Centralità dell’Italia nella politica Europea, nella Alleanza atlantica, nel dialogo euromediterraneo, nel rapporto con l’Est”. Termino con: “Misure per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie”.

L’ITALIA GIUSTA (PD)

-a- Il formato è decisamente originale e stringato: otto pagine distribuite orizzontalmente su 4 fogli incorniciati di rosso chiaro. La copertina è rosa chiaro in alto, rosso scuro in basso. Il simbolo appare solo nell’ultima pagina, a destra in basso assieme al nome: Bersani 2013. Il testo si legge quindi come le fotocopie di un libro tradizionale. Dopo l’introduzione di un’intera pagina su quello che si deve fare e la continua ripetizione che il nostro posto è in Europa, si passa al primo argomento intitolato: EUROPA, dove si sostiene che dalla crisi si esce con più Europa ed attraverso il governo dell’Euro (maiuscolo). -b- Il linguaggio è semplice e piano. Si ricorre spesso ai termini: Europa, libertà.progresso, principi di legalità ed uguaglianza, quasi ad indicare la sensibilità del proponente verso le tendenze più attuali. Ci si rivolge con familiarità e passione ad un pubblico con un certo livello di preparazione ed impegnato politicamente. -c- Per quanto riguarda i contenuti le novità sono contenute sopratutto nel capitolo intitolato: DIRITTI, dove si sostiene il diritto degli omosessuali al matrimonio e si accenna, in verità un po’ nebulosamente, al diritto all’eutanasia ed alla ricerca scientifica. Stupisce l’affermazione, nel capitolo EUROPA: “…integrare la più grande area economica del pianeta in un modello di civiltà che nessun’altra nazione o continente è in grado di elaborare”. Evidentemente ci si è lasciati trasportare dall’europeismo , che in questo programma sembra sostituire il nazionalismo. Ci si dimentica che il modello di ‘civiltà europea’ ha prodotto un bel po’ di fascismo e nazismo, due guerre mondiali ed il saccheggio dell’Africa e di tutto quello che agli europei capitava sotto mano.

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4 risposte a Programmi parte I

  1. Bastet ha detto:

    Aspetto con interessa il (i) seguito…

  2. elena ha detto:

    grazie mille per aver condiviso la tua ricerca!

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