Libertà di pensiero

L’epigenetica, una scienza nata nel 1942, studia come l’ambiente modifica il grado di attività dei geni lasciando inalterata l’informazione nelle sequenze del DNA.
Fino ad alcuni anni fa si credeva che il nucleo contenente il DNA fosse il cervello delle cellule, ma, asportandolo, si è scoperto che la cellula continua a funzionare, scambiando informazioni attraverso la membrana, che reagisce alle influenze esterne adattandosi all’ambiente. Le cellule cooperano tra loro per poter sopravvivere, rispondendo in modo compatto agli stimoli esterni. Le reazioni avvengono attraverso la produzione o la soppressione di ormoni. Come chiaro esempio di interazione ricordo i cosiddetti -distruttori endocrini- ad esempio il bisfenolo, presente praticamente in ogni oggetto, ma in grandi quantità nella plastica, nei prodotti farmaceutici, negli insetticidi, ecc…il quale, diffondendosi nelle acque potabili e nelle piante commestibili, altera gli equilibri ormonali degli animali in modo permanente. L’esposizione delle madri topo incinte al bisfenolo, che si lega ai ricettori degli ormoni steroidei, induce un comportamento alterato nei figli maschi, ma non nelle femmine, per cui si è incominciato a scrivere, su qualche giornaletto un po’ troppo divulgativo, che fra un po’ non ci saranno più uomini stalloni. Si rassicurino i preoccupati lettori, l’umanità non scomparirà così presto, anzi, si può facilmente prevedere che fra poco raggiungerà i 9 miliardi per la gioia di tutti gli altri esseri viventi.

Secondo alcuni poi, cito solo Lipton ed il suo: -La biologia delle credenze- l’epigenetica rivaluta le teorie di Lamarck e dimostra che Darwin aveva torto. Queste conclusioni decisamente originali si basano sul fatto che Lamarck sosteneva, nella sua teoria dell’evoluzione, che l’uso di un organo poteva modificarlo e che questi cambiamenti venivano poi trasmessi alla prole. Lamarck è stato il primo a parlare di evoluzione, ossia del passaggio da una specie ad un’altra ed è per questo che godeva della stima di Darwin ed era oggetto di scherno da parte dei suoi contemporanei. Il Nostro è poi stato definitivamente messo da parte dalle ricerche dell’attuale genetica. Ora, coloro che non hanno mai accettato il fatto che l’uomo discenda dalla scimmia, si rifanno vivi, e, in nome delle ultime scoperte, ritornano al già disprezzato Lamarck perché non possono, essendo scienziati, ritornare al creazionismo. Peccato, dico io, una scienza che sostiene che tutti gli esseri viventi sono stati creati in sei giorni per la gloria dell’uomo, avrebbe sostituito molto bene tutte le mie letture comiche che mi stanno venendo a noia.

Ma torniamoImmagine alle modifiche cellulari analizzate dall’epigenetica. Esiste una cosiddetta ‘soft inheritance’ che gioca un ruolo nel cambiamento del fenotipo (la morfologia del gene) il quale lascia inalterato il DNA ma gli ordina di comportarsi in modo diverso in conseguenza delle esperienze precedenti. Alcuni cambiamenti epigenetici, come la metilazione del gene, alterano la trascrizione del DNA e possono produrre  modifiche nel comportamento e nell’ambiente. Alcuni di questi cambiamenti sono ereditabili ad un certo livello. Organismo ed ambiente creano un’interazione cooperante ed il destino di  un organismo è determinato da suo ambiente. In questo, a differenza di quanto affermano gli evoluzionisti, io non vedo nessun contrasto con le teorie darwiniane che parlano di selezione naturale e lotta per la vita, termini che ad alcuni suonano come crudeli, irreligiosi e poco cooperativi. Darwin stesso aveva dichiarato ne: -L’origine della specie- che: “…una tribù che comprende molti membri che…fossero sempre pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro ed a sacrificarsi per il bene comune, sarebbe vittoriosa sulla maggior parte delle altre e questo sarebbe selezione naturale.” Darwin non ha certo ignorato l’influenza dell’ambiente sull’individuo. Un ambiente favorevole permette la riproduzione di una specie ed uno sfavorevole la elimina. Naturalmente non bisogna dimenticare che Darwin, nato nel 1809, non aveva a disposizione le ricerche dell’attuale ingegneria molecolare e quindi non poteva parlare di ‘soft inheritance’ ma solamente di quello che la sua osservazione sui fossili gli permetteva di vedere e di capire. Del resto basta un po’ di logica  per giungere alla conclusione che se io espongo il mio organismo alle radiazioni nucleari (abbiamo molti casi da studiare in seguito a Cernobyl), queste modificano le mie cellule ed i miei discendenti saranno pure portatori di modifiche che l’ambiente può più o meno accettare, il che in biologia significa solamente che se sono portatore di una modifica sfavorevole non potrò riprodurmi e quindi trasmettere i miei geni ai posteri.

Concludo il divertente scritto dicendo che è ben triste il secolo in cui i ricercatori sono al servizio della classe politica o religiosa dominante e devono dichiarare come nel ‘Galileo’ di Brecht davanti al pendolo: “…eppur si muove…”

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7 risposte a Libertà di pensiero

  1. Bastet ha detto:

    Interesante articolo, ho fatto per ora un “skimming” e perciò dovrò tornare a leggerlo per bene per poter fare un commento intelligente, porta pazienza.

    • elena ha detto:

      Non fa bene alla salute affaticarsi troppo sui miei mattoni divulgativi, molto meglio una bella passeggiata.

      • Bastet ha detto:

        Beh, uno non esclude l’altro in realtà…è sempre bene informarsi e la mia mente, malgrado che sia vecchia, è sempre aperta a nuovi idee…

  2. talpa ha detto:

    Un notevole sforzo di divulgazione scientifica, almeno quello è lodevole.

  3. elena ha detto:

    Grazie talpa per il tuo gentile commento. Apprezzo sopratutto l’ALMENO.

  4. talpa ha detto:

    Credo di aver capito quasi tutto ma potresti spiegarmi che cosa è la metilazione del gene?

    • elena ha detto:

      Mi commuove, cara talpa, il fatto che tu sia uscita dai tuoi appartamenti sotterranei per cercare un po’ di luce nel mio blog. Ti rispondo subito con grande piacere. -Il termine metilazione viene usato per indicare la sostituzione o l’addizione di un gruppo metile su vari sustrati. (un gruppo metilico è costituito da un atomo di carbonio e 3 di idrogeno).
      In biochimica i gruppi metilici rappresentano i radicali deputati alla trasmissione di segnali cellulari (i radicali sono molecole molto reattive perché hanno un elettrone spaiato che rende queste molecole capaci di legarsi ad altri radicali e di sottrarre elettroni alle molecole vicine).- Spero di essere stata abbastanza chiara, ma tu chiedi pure se non hai capito, amo sostituire i manuali scolastici.

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