L’uomo è quello che mangia

“Un polacco venne in Italia per studiare all’Università di Padova ma vi rimase solo per un’estate e per l’inverno ritornò a casa. Quando il padre gli domandò perché fosse ritornato così presto rispose: siccome laggiù mi hanno nutrito tutta l’estate di erbe avevo paura che d’inverno mi dessero fieno” Jan Kochanowski (1530-1584) da: -La Polonia mille anni di storia-

Una storiella divertente che mi ha fatto riflettere sui vari modi in cui si nutrono e si sono nutriti i popoli: Tutti conoscono l’enorme differenza tra la cucina mediterranea, basata sopratutto sull’uso di cereali, verdure e legumi, e la cucina del Nord Europa ed America in cui gli ingredienti principali sono la carne ed i suoi derivati. Questa marcata differenza è venuta meno negli ultimi decenni e gli Italiani stanno abbandonando le loro dieta salutare e rispettosa dell’ambiente, per imitare un modo di vivere che appartiene ad altre culture, ad un altro clima e , soprattutto, ad un’altra storia.

Seneca loda la -parsimonia veterum- dei primi secoli di Roma che ha permesso la sua grandezza ed il suo potere. Il pasto principale dell’antico Romano era costituito da una polenta di farro, cotto in acqua e sale, con un contorno di legumi e teste di pesce sotto sale. Si consumavano grandi quantità di frutta come antipasto, alcuni formaggi e, raramente la carne. Come per gli Etruschi la base dell’alimentazione era costituita dai cereali. A questi si aggiunsero in seguito l’olio e la vite provenienti dalla Magna Grecia. Cambia tutto completamente quando Roma diventa un grande impero e Apicius, con i suoi banchetti, dimostra la dissolutezza delle nuove classi al potere che prepara la fine della Repubblica. Le classi dominanti consumano enormi quantità di animali mentre il 99,9 % della popolazione continua ad alimentarsi con la polenta di farro. L’alimentazione carnea diventa la prerogativa delle classi al potere, dal Medioevo fino alla metà del ventesimo secolo, mentre il popolo continua a nutrirsi di cereali ed erbe, e, come diceva un detto popolare: “se un povero mangia un pollo o è malato lui o il pollo.”

Nel secolo appena trascorso si è creata una grande distinzione tra dieta mediterranea e dieta nordica, forse riconducibile a problemi climatici. Bisogna ricordare infatti che la produzione di ortaggi è largamente influenzata dal clima e questo può spiegare in parte il largo consumo di carne tra le popolazioni nordiche.

Oggi però questo discorso non è più valido, infatti se negli orridi allevamenti industriali si produce un’enorme quantità di carne, nelle serre e nei campi, anche grazie alle recenti modificazioni genetiche, si riesce a produrre un’altrettanto enorme quantità di cereali e di verdura che si trasportano facilmente in tutte le parti del mondo. Che cosa fa sì quindi, che gli esseri umani consumino circa 60 miliardi di animali all’anno, allevati in modo disumano e che per nutrire i quali si debbano usare, per produrre mangimi, circa il 45% delle terre emerse? Perché gli esseri umani che si sono nutriti, per più di duemila anni di cereali e legumi, che hanno permesso loro una vita piena e ricca, molto più della nostra (Leonardo era vegetariano), all’improvviso diventano carnivori e non possono più vivere se non hanno la bistecca davanti? E’ vero che la carne contiene proteine facilmente digeribili, ma nello stesso tempo è ricca di grassi causa di numerose malattie mortali. Siamo di fronte a persone che consumano carne perché non sanno quello che fanno ed ignorano le conseguenze delle loro azioni su se stessi e sull’ambiente? Qualche volta è così ma credo che si debba trovare una spiegazione più seria analizzando in profondità quello che succede nel nostro inconscio personale e collettivoImmagine Come ho scritto sopra, nei secoli passati la carne era prerogativa dei potenti i quali nei loro banchetti consumavano enormi quantità di animali mentre il resto dei sudditi continuava a sopravvivere con pochi cereali. La carne è lo status simbolo del potere e della ricchezza per più di due millenni e non c’è quindi da stupirsi se quest’immagine occupa una parte importante nel nostro inconscio. Avere un’abbondante quantità di carne in tavola vuol dire, per il nostro inconscio, non essere più poveri, aver superato la miseria ed in qualche modo far parte delle classi al potere, e non importa se queste nel frattempo si sono convertite all’alimentazione mediterranea. Si aggiunga l’abile pubblicità degli allevatori, che trasmette immagini di vita felice, collegata al consumo di insaccati e polli allo spiedo, ed il gioco è fatto. Ci sono poi i messaggi subliminali inviati quasi quotidianamente attraverso le serie televisive americane, dove imperversano le visioni di lussuose case dei ricchi, piene di macchine da sogno, di affascinanti ragazze intorno alla piscina, con il prato perfetto, sul quale immancabilmente si celebra il rito religioso del barbecue. Il maschio di successo, attorniato da belle donne e maschi simili a lui, brucia su una grande griglia, con aria spavalda, chili di wurstel, salsicce, bistecche, hamburger, tra le risate di approvazione degli ospiti, soprattutto di sesso femminile. Il nostro maschio italico si immedesima prontamente e mostra ai suoi invitati che anche lui appartiene alla stessa classe del ricco americano, anche se ha la pancetta, le gambe storte, il giardino è pochi metri quadrati e la piscina è di plastica. Bruciacchiare carne e mangiarla insieme agli amici lo accomuna per qualche ora ai ricchi americani: lo fa sentire internazionale e gli fa dimenticare la realtà in cui vive. Non importa se poi pagherà con qualche grave malattia la consumazione della bistecca annerita ed affumicata, per un momento si è sentito al centro dell’universo ed è sicuramente riconoscente ai mercanti di animali che, per pochi euro, gli permettono di sentirsi importante per un intero pomeriggio domenicale.

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4 risposte a L’uomo è quello che mangia

  1. Bastet ha detto:

    Bello…come sempre un’analisi accurato ed intelligente. Credo che probabilmente non sei lontana attribuendo al “status simbol” attavico, ma anche indotto, una delle principale cause della ricerca della carne a tavola. Ho saputo recentemente che quel gran mangione di “fast food”, l’ex presidente americano Clinton sia diventato vegano, e lo pubbliciza molto…chissà, se i famosi e potenti cambiano modo di mangiare, probabilmente così faranno molte altre persone…in più ci sarebbe da considerare che sia perfino più economico e salutare…c’è da pensare.

  2. elena ha detto:

    Grazie Bastet per il tuo commento, veramente troppo gentile. Certo, se i personaggi famosi diventano vegani poi seguono a ruota anche gli altri, ma molto dopo, e nel frattempo del nostro pianeta non resterà più molto

  3. luigi ha detto:

    Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

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