Agricoltura intensiva

Avevo rinunciato da tempo ad avere un orto -un’attività stressante e faticosa- ma non avevo tenuto conto di mia madre la quale, tutte le volte che veniva a trovarmi, ripeteva ad intervalli irregolari: ‘tutto questo terreno intorno alla casa e non produci nemmeno un pomodoro!’. L’unico effetto di questa frase su di me era quello di farmi capire che le persone, più sono vicine a noi, meno ci capiscono. Ed i genitori sono i parenti più prossimi, quindi la conclusione è evidente. Un giorno, mentre non c’ero, mia madre assoldò un suo vecchio amico e gli fece vangare circa 100 metri di terra. ‘E’ tutto pronto, non hai che da seminare, pigrona!’ Mi disse, quando la rividi e mi mise in mano un po’ di bustine di sementi. Io le guardai con attenzione  quindi mi precipitai a comperare una decina di manuali di giardinaggio. Li lessi tutti più o meno attentamente, ma erano troppo superficiali e non spiegavano come da un seme si sviluppa una pianta e come avveniva la sua crescita. Finalmente trovai: –Biologia vegetale: forme  funzioni- di L. Longo. Un trattato incredibilmente interessante in ognuna delle sue 620 pagine. Incominciai a leggerlo con attenzione ma mi accorsi subito che non ricordavo più nulla di chimica, la base indispensabile per capire i processi di sviluppo delle piante. Quindi ripresi in mano il mio vecchio manuale di chimica e ristudiai tutto di nuovo. Terminai dopo circa un mese, quindi ripresi la lettura del trattato di Longo che riuscii a finire alla metà di settembre. Ormai era troppo tardi per seminare, ma io ero molto contenta di me perché avevo imparato cose incredibilmente interessanti sulle quali non avevo mai riflettuto. Eccone alcune:                            I vivaisti  non mettono le piantine da fiore in vasi sproporzionatamente piccoli per trasportarle meglio (come pensavo io) ma perché facciano più fiori.ImmagineInfatti le piante, in situazioni problematiche, quando sentono che la loro sopravvivenza è minacciata, fioriscono molto di più di quando stanno bene, diffondendo così attraverso i semi i loro geni. Esattamente come gli esseri umani che fanno più figli quando sono in condizioni economiche difficili.

Perché curarsi con le erbe. Non tutte le malattie si possono curare con le piante, ma per i piccoli malanni le erbe sono molto più utili dei medicinali, perché contengono principi attivi che si potenziano uno con l’altro (sinergismo) e non hanno effetti collaterali (ma ci si può curare con le erbe solo a patto che si abbia molta pazienza). Alcune piante che appartengono alla tradizione popolare in vari parti del mondo, e che sono state snobbate a  lungo dai nostri scienziati, si sono rivelate quasi miracolose alla luce delle ultime ricerche. Cito solamente il taxus brevifolia, la vinca rosea e la rauwolfia, che è sempre stata usata in India contro il morso del serpente e l’epilessia, infatti contiene la reserpina un potente sedativo.

Il seme, riserva che permette la nascita di una nuova pianta, segue la strategia riproduttiva degli animali ma ripartendo la materia vivente in modo diverso. Un numero enorme di semi , con poche possibilità di sopravvivenza, per le piante, un piccolo numero di discendenti per gli animali, ma con maggiori possibilità di sopravvivenza. Nei semi la possibilità di sopravvivenza è data dalle riserve, negli animali dalle cure dei genitori.Immagine I semi artificiali esistono da circa 40 anni e sono stati creati per sfuggire al sesso. infatti la sessualità con tutti i suoi processi di ricombinazione dei geni dà luogo ad individui diversi l’uno dall’altro, magari non redditizi in agricoltura.

L’importanza dei semi per la sopravvivenza umana. La produzione agricola mondiale vede ai primi posti: frumento, granoturco, riso ed orzo. Il seme è composto da tessuti di riserva e quindi contiene molte sostanze nutritive; è ricco di proteine, e, importantissimo, si può conservare a lungo. I semi sono particolarmente adatti per l’alimentazione umana perché per la nutrizione della plantula valgono le stesse regole che governano quelle dell’uomo. Durante la prima fase della germinazione è abolita la differenza nel modo di nutrirsi delle piante rispetto agli animali, infatti organismo animale e plantula sono ambedue eterotrofi (= non in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche partendo dalle inorganiche).ImmagineOrganismo umano e proteine vegetali. Le proteine sono indispensabili per l’organismo e non possono essere sostituite da nessun altro alimento. Le piante riescono a sintetizzare tutti i 20 aminoacidi che costituiscono le proteine, mentre gli esseri umani ne possono sintetizzare solo 12, gli altri 8 (gli aminoacidi essenziali) devono essere presenti nella dieta. L’organismo, se manca un solo aminoacido, perde completamente la funzione plastica (costruttiva) di tutte le altre proteine che si trasformano in funzione energetica. Per integrare una dieta bastano però 3 miseri grammi di lisina che sono sufficienti a recuperare la funzione di tutti gli altri aminoacidi. Ma è possibile migliorare il valore nutritivo delle proteine dei semi restando nel regno vegetale. Le proteine dei vegetali scarse di lisina e ricche di metionina possono completare il loro valore alimentare con quelle dei legumi scarse di metionina e ricche di lisina. Ciascuna  proteina corregge i difetti dell’altra. Lo sapevano bene i nostri antenati che hanno inventato  i piatti tipici della cucina mediterranea: pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e piselli, orecchiette pugliesi, farro e legumi, ecc..

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4 risposte a Agricoltura intensiva

  1. talpa ha detto:

    Hai sbagliato titolo!!! Dovevi scrivere: ‘ Braccia PURTROPPO non restituite all’agricoltura’

  2. Bastet ha detto:

    Dal orto alla cucina attraverso la botanica, la chimica e la mente! Bello! Ma le erbe…dove le trovi?

  3. elena ha detto:

    Grazie Bastet per il tuo gentile commento ma le erbe si trovano al supermercato già lavate e pulite.. Con mia madre avevo risolto il problema comperando della verdura non tanto bella e mettendoci un po’ di terra per farla sembrare mia. Purtroppo un giorno ho dimenticato lo scontrino…….

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