Al Museo Caproni

Fra le tante manifestazioni del Festival della montagna di Trento, il 27.3.2013, c’era anche la visita al Museo Caproni con una guida eccezionale: il colonnello Francesco Volpi che aveva volato con ben 7 degli apparecchi storici presenti nel museo.

Quello che il colonnello ci ha raccontato della sua vita e delle sue imprese ci sembrava così incredibile che spesso gli chiedevamo di approfondire e di spiegarci meglio quello che aveva detto. Ci ha raccontato di come avesse volato tante volte sulla Russia, in inverno, con un aereo non pressurizzato, senza riscaldamento e dove il posto del pilota era sufficiente a contenere un bambino magro. Ci ha parlato dei ‘Foggiani’, i 500 allievi piloti USA, addestrati a Foggia sotto il comando di F.H. LaGuardia, sui bombardieri Caproni, e che assieme ai piloti italiani hanno compiuto azioni incredibili sul fronte italiano. Passando in rassegna gli aerei presenti ci ha poi spiegato come sono stati costruiti i primi velivoli (ma questo si può leggere anche nel sito del Museo). Alla mia domanda: “perché gli aerei volano?” mi aspettavo una sua tipica risposta sarcastica, invece, molto seriamente, mostrandoci il modello di una macchina di LeonardoImmagineci ha spiegato che non è il motore che fa volare l’aereo (Leonardo voleva far volare i suoi con la forza delle braccia umane) ma la curvatura delle ali con le quali l’aereo spinge l’aria verso il basso, la comprime e ne ottiene come reazione una spinta verso l’alto. Per essere più precisi: l’aria crea una specie di doccia fluida verso il basso che permette all’ala di comprimere l’aria e quindi di ricevere la contro spinta verso l’alto necessaria a sostenere l’aereo.

Ma ecco alcune delle macchine del museo, belle quasi come opere d’arte                                              ImmagineCAPRONI Ca 6

E’ lo scheletro in legno del più vecchio aereo esposto (il legno era un materiale eccellente per la costruzione degli aerei, si riparava facilmente ed era resistentissimo). Effettuò i primi voli nella primavera del 1911. E’ un cimelio importantissimo per studiare la tecnica dei primi velivoli.

ImmagineCAPRONI CA 9

Dalla primavera del 1911, Caproni costruì diversi monoplani con fusoliera scoperta. La struttura era in legno rivestita di tela. Il CA 9 conquistò il titolo mondiale di velocità (90 km h) il 20 gennaio 1912.ImmagineANSALDO SVA

Il suo primo volo ebbe luogo il 19 marzo 1917. Raggiungeva la velocità di 223 km h. Assieme ad un altro Ansaldo, su cui viaggiava, come passeggero, D’Annunzio, inondò Vienna di volantini tricolori.ImmagineFOKKER D VIII

Apparso nel 1918, fu il miglior caccia tedesco della prima guerra mondiale, raggiungeva la velocità di 200 km h. Ma l’esecuzione era poco accurata per cui fu ritirato per i troppi incidenti. Il cimelio presente nel museo è l’unico originale esistente al mondo.ImmagineSAVOIA MARCHETTI  S 79

E’ stato donato al Museo dalla Libia nel 1993. E’ il più celebre aereo italiano della seconda guerra mondiale. Fu collaudato l’8 ottobre del 1934. Raggiungeva la velocità di 430 km h.ImmagineTermino con l’immagine del primo compressore per aerei.

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6 risposte a Al Museo Caproni

  1. stefanoristori ha detto:

    Complimenti per il blog! Se ti va, dai un’occhiata al nuovo post del mio blog dedicato alle cattive abitudini degli italiani
    http://odiolumanita.wordpress.com/2013/05/03/ma-quanto-gesticoliamo/

  2. elena ha detto:

    Grazie Stefano! Mi piace molto il tuo blog: scritto bene ed intelligente, Ti inonderò di commenti, visto che sono una grafomane.

  3. Bastet ha detto:

    Interessante! Dove si trova il museo? E’ una mostra permanente vero…

  4. talpa ha detto:

    Ma ficchi il nasone proprio dappertutto!!

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