Morfologia dell’uomo contemporaneo

Il genere homo apparve sulla terra circa 2,5 milioni di anni fa. Era alto 1,3 metri, aveva dei grossi denti ed un potente apparato masticatorio indispensabile per triturare semi e radici. Il cervello raggiungeva al massimo i 5,20 cm cubi. Era bipede anche se forse non camminava come noi. 300.000 anni or sono appare l’homo sapiens con un cervello di circa 1500 cm cubi. Fra i 150.000 ed i 200.000 anni ecco l’homo neanderthalensis. Più robusto degli uomini moderni aveva un cervello più grande degli ominidi precedenti ed anche del nostro (Cavalli Sforza). Presenta alcune differenze rispetto all’homo sapiens sapiens. Il suo angolo facciale è inferiore ai 90 gradi, la volta del cranio è più bassa, le arcate sopracciliari sono prominenti, il mento è sfuggente e l’occipitale è più flesso. Ciò non toglie che il materiale genetico Immaginedell’uomo di Neanderthal risulti identico al 99,7% a quello dell’uomo moderno. I nostri geni provengono sicuramente da lui (lo dice il Max Plank Institute di Dresda). E sono i geni che ci hanno fornito grandi vantaggi in termini evolutivi come ad esempio le funzioni cognitive, il metabolismo, lo sviluppo dello scheletro e la resistenza alle infezioni. Il fatto che un essere che nasce nudo ed indifeso, sia riuscito a distruggere quasi tutti gli animali che non gli servivano ed a trasformare la Terra in un pianeta completamente umanizzato, è dovuto soprattutto alle capacità socio culturali che l’uomo di Neanderthal gli ha trasmesso. Il lungo periodo delle cure parentali ha aumentato la sua adattabilità a tutti gli ambienti trasmettendogli notizie utili alla sua sopravvivenza. La cultura è stata quindi indispensabile non solo per evitare di scomparire dalla faccia della terra ma pure per le diverse espressioni umane nei diversi popoli, condizionando la selezione di caratteristiche somatiche diverse (la pelle chiara dove c’è poco sole, la capacità di assimilare il lattosio del latte degli altri animali, ecc). Ma veniamo al secolo appena trascorso. I filmati dell’epoca fascista ci mostrano una popolazione fisicamente omogenea, schierata in modo ordinato davanti all’autorità ed in cui la caratteristica più rilevante per un osservatore imparziale era, non solo l’ordine, ma il fisico di tutti i presenti assai slanciato e decisamente asciutto.Immagine          Se ci aggiriamo per le nostre città oggi (non solo quelle italiane) ci colpisce una nuova forma di essere umano, in cui la mutazione genetica ha assunto espressioni assai evidenti ma di cui non si riesce a capirne l’utilità per il suo sviluppo in un prossimo futuro. Fra uomini e donne le differenze si sono notevolmente ridotte. Entrambi si sono smisuratamente allargati. Il posto che prima era occupato da tre individui ora è decisamente stretto per uno. Entrambi hanno un’enorme pancia ed anche i maschi sembrano incinti di due gemelli ed all’ottavo mese di gravidanza. Sopra la pancia penzolano i seni assai massicci che si congiungono alla massa panciosa: sopra i seni si appoggia il mento che si è triplicato. Gambe e braccia sembrano enormi prosciutti ed uno di questi arti si alza in continuazione con fatica per portare il cibo alla bocca, l’unica parte del corpo che compie un notevole esercizio fisico, anche se l’apparato masticatorio naturale, distrutto in giovane età dall’assunzione massiccia di sostanze zuccherate, è stato sostituito da una serie di impianti eseguiti più o meno bene da dentisti compiacenti. Gli arti inferiori del contemporaneo homo sapiens sapiens si muovono a stento. Le ginocchia che nell’uomo di Neanderthal, dovevano sopportare circa 25 kg ciascuna, ora ne devono trascinare almeno 60. Il menisco lancia le sue doloranti proteste alle quali il nuovo sapiens risponde restando seduto tutto il giorno ed ingrassando sempre di più. Credo che per il momento la forma del cranio sia rimasta invariata, ma questo potrebbe dirlo solo un esame radiologico perché, all’osservazione superficiale, creando un angolo facciale che parte dal triplo mento ed incontra quello del cranio, non abbiamo più i 90 gradi ma un angolo ottuso. Non so dire quale peso abbia il cervello del nuovo essere, ma se fossi lamarkiana sosterrei che, essendo utile solo alla ricerca del cibo nel supermercato o al ristorante, le sue dimensioni dovrebbero essere notevolmente ridotte rispetto all’uomo di Neanderthal che doveva svolgere un numero enorme di attività per sopravvivere. Immagine           Il fenomeno si sta estendendo in modo preoccupante ed è facile la previsione che in un prossimo futuro questi nuovi esseri perderanno l’uso degli arti inferiori e dovranno muoversi in carrozzella. Non so invece prevedere quali saranno i meccanismi evolutivi che si metteranno in atto per permettere alla specie masticante di sopravvivere, ma temo che questo sia un sintomo che abbiamo raggiunto il massimo della nostra possibilità di sopravvivenza.

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8 risposte a Morfologia dell’uomo contemporaneo

  1. Bastet ha detto:

    Vagamente mi ricorda un articolo che ho letto in Playboy negli anni ’70, descriveva il futuro uomo sedentaria…naturalmente l’uomo metamorfico di cui parli è in netta minoranza sul pianeta Terra…confido che quando arrivamo al punto che descrivi, non ci si presenterà più il problema, saremo stati invasi come il neanderthal e resi estinti.

    • elena ha detto:

      E’ difficile prevedere un’invasione da un altro pianeta. Quale essere intelligente può voler conquistare un pianeta completamente distrutto dagli umani, e se non è intelligente non riesce certo ad arrivare fino a noi, quindi si può stare tranquilli ci estingueremo solo con le nostre mani.

      • Bastet ha detto:

        Senz’altro…ma riflettevo che la tua analizi, tutto sommato è un po’ logocentrico…gli umani che tu descrivi non gli avevo mai visto per esempio in africa, il medio oriente e nemmeno in india…salvo forse qualche esemplare qua e là nelle città naturalmente. Che gli umani siano invasivi non v’è dubbio…ma che tutti soffrono dalla mutazione disabilitante mongolfiera, no. Quella sembra un’esclusiva del occidente. Viene in mente che, ridotti come descriti tu l’ivasione di badante dopo badante, di lavoratore importato dopo lavoratore importato, eventualmente rimpiazzerebbero quei infelici creature che nelle condizione che si troverebbero non potrebbero nemmeno riprodursi…un estinzione garantito. Scusa la mis zoppicante italiano…spero solo che si chiaro il concetto che provo di illustrarti.

  2. talpa ha detto:

    ma che simpatico articoletto! L’hai scritto davanti allo specchio? E perché non scrivi di chi sono i quadri? Troppa fatica, eh..

    • elena ha detto:

      Questo è un blog non un corso per la terza età. I miei lettori, a differenza dei tuoi, che si sorbiscono i tuoi libracci scritti male e copiati ancora peggio, capiscono subito di chi sono le opere, ma sarò gentile, per questa volta: Il primo è un particolare di Bosch, il secondo è di Casorati ed il terzo di L. Freud. E non ho usato uno specchio ma una tua foto ripresa mentre sproloquiavi di usanze popolari.

      • talpa ha detto:

        Chi scrive frasi del tipo: -massa panciosa- non ha il diritto di criticare i libri degli altri.

  3. elena ha detto:

    Grazie Bastet per i tuoi commenti sempre estremamente interessanti e che permettono di approfondire in modo serio gli argomenti. Il mio articoletto era un po’ provocatorio, frutto di un’esperienza scioccante in una città italiana, una decina di giorni or sono, quando mi sono trovata circondata da una comitiva di turisti che corrispondevano alle descrizioni che ho scritto nel post.Inoltre non credo che l’essere grassi sia una mutazione genetica, ma sociale e culturale, quindi non è trasmissibile ma solo socialmente contagiosa. Ho scritto che il fenomeno fa parte delle nostre città ma credo si stia diffondendo anche negli altri Paesi, ricordo la conferenza delle ambasciatrici ad Arco ed il mio stupore quando ho visto che tutte erano decisamente sovrappeso.Il problema non è solamente estetico o medico ma decisamente anche morale: queste persone consumano quantità enormi di cibo solo per accumulare grassi sul proprio corpo. Ma qui termino altrimenti sconfino nella discussione filosofica.

  4. elena ha detto:

    Ritorna nei tuoi alloggi, Talpa… -massa panciosa- è una licenza poetica, un termine che mi sono divertita ad inventare. E’ molto meglio dire Talpa panciosa che Talpa pancione, suona un po’ più simpatico

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