Periodi critici

Il cervello è l’organo più pesante del corpo umano. La massa cerebrale raggiunge in età adulta  1.500 kg, ossia il 2% del peso corporeo complessivo. E consuma il 20% dell’ossigeno ed il 20 % del glucosio dell’intero organismo. Anche la biochimica del cervello è diversa da quella degli altri organi: ad esempio, privare per pochi secondi il cervello -che non dispone di riserve- di ossigeno e di glucosio, causa perdita di coscienza e svenimento. Diverso pure il suo modo di svilupparsi che è sempre in stretta relazione con l’ambiente e con gli stimoli che gli giungono dalla realtà esterna.

Possiamo imparare perché possiamo modificare il nostro sistema nervoso sulla base delle esperienze esterne e queste esperienze possono modificare le espressioni dei nostri geni. Il ruolo dei geni è quello di interagire con qualsiasi ambiente adatto alla vita e l’apprendimento modifica il cervello modificando l’espressione genica (fonte: E. Bates – Plasticity localization and language development-) La coscienza di un individuo, che è in funzione delle sue connessioni sinaptiche e delle cellule neuronali, dipende sopratutto dagli stimoli che riescono a raggiungere la corteccia cerebrale ed il meccanismo della memoria ci permette di immagazzinare dati che possono riuscire utili per la nostra esistenza.  Alcune zone, però, si sviluppano solamente se stimolate entro un certo periodo di tempo dalla nascita, che varia da alcune settimane per i topi, ad alcuni anni per l’essere umano.Immagine          Nei primi anni di vita l’ambiente è talmente determinante per l’individuo che se costui non viene nutrito in modo adeguato o addirittura se deve sopportare la fame, il cervello non riesce a raggiungere il peso normale e rimarrà così in età adulta, anche se il cibo diventerà abbondante. Superato il cosiddetto periodo critico, ossia il tempo naturale di evoluzione e di crescita del cervello, non si può più fare nulla per porre rimedio alle carenze ambientali. Anzi, queste caratteristiche vengono trasmesse dai genitori anche alla prima ed alla seconda generazione. I terribili effetti della malnutrizione sullo sviluppo del cervello e quindi dell’intelligenza, che si possono riscontrare in alcuni Paesi in via di sviluppo o in alcune sacche di povertà del nostro mondo evoluto, sono la chiara dimostrazione che l’intelligenza non è innata ma dipende in stretta misura dall’ambiente in cui l’individuo si trova a vivere. Ben diverso è il comportamento dell’organismo di fronte alla privazione estrema di cibo in un adulto cresciuto normalmente. Il corpo, privato di alimentazione auto-consumerà tutti gli organi ma morirà conservando intatto il peso del suo cervello.

Lo sviluppo secondo i periodi critici si manifesta in modo molto chiaro soprattutto nel meccanismo della vista. R. Gregory nel suo: -Intelligent eye- sostiene che l’evoluzione del cervello ha fatto seguito a quella dell’occhio e che soltanto con lo sviluppo del sistema visivo si è creata la struttura più complessa del cervello. La vista, il più complicato dei sistemi sensibili, rielaborando dati che riguardano lo spazio, i colori, la luce e l’oscurità, invia i messaggi alla corteccia cerebrale che li elabora e seleziona in base alle esperienze passate. Però, se per una qualche malattia un bambino non può vedere e viene sottoposto ad un’operazione per recuperare la vista dopo i 6-8 anni, l’operazione sarà inutile, mentre si ottengono risultati positivi intervenendo nei primissimi anni. Dopo un certo periodo viene meno la plasticità dei circuiti neuronali e si consolida la situazione esistente mettendo in atto circuiti inibitori che impediscono ulteriori sviluppi . Il cervello si consolida per tappe ben definite interagendo con l’ambiente e con i suoi stimoli, mancando questi il cervello non crea le condizioni per la ricezione in età adulta. Alcuni studiosi sostengono che lo stesso meccanismo vale anche per l’apprendimento a livello di lingua materna per la seconda lingua e per imparare a suonare in maniera professionale uno strumento musicale (Leopold Mozart lo sapeva sicuramente).Immagine          Il mondo in cui capitiamo determina poi il nostro modo di porci nei confronti della società creando comportamenti adeguati al nostro essere femmine o maschi. Alcune virtù considerate tipiche di un sesso invece che dell’altro non sono che il risultato di un certo tipo di educazione che ci è stato imposto nei primi anni di vita e che il nostro recettivo cervello ha rielaborato ed impresso nella nostra corteccia per sempre.

Esiste poi nel nostro cervello una zona predisposta all’empatia, ossia alla capacità di capire  la sofferenza ed il dolore degli altri.ImmagineEvidentemente questa zona non esiste nei medici e nei neuroscienziati  che per studiare il cervello  ed i suoi meccanismi sottopongono milioni di animali a torture indescrivibili. Per scrivere questo articoletto ho letto di cervelli tagliati a metà (in animali vivi),di gatti in cui era stato tagliato il midollo spinale, di topini allevati al buio e poi esposti alla luce con elettrodi inseriti nel cervello, di occhi tolti dall’orbita e poi reimpiantati al contrario per vedere che cosa succedeva, ecc.. Non mi consola il fatto che negli USA si possano fare alcuni di questi atroci esercizi sui malati mentali ( fonte Steven Rose -The conscious brain- pag 272 e segg.). E’ orribile che per capire il funzionamento del nostro cervello si trasformi la vita di altri esseri in un inferno.

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6 risposte a Periodi critici

  1. Bastet ha detto:

    Interessante articolo…siamo sempre alla ricerca delle risposte definitive, che pensiamo di aver trovato, poi passa del tempo, e cambiamo direzione, poi scopriamo cose nuove, per poi scoprire che erano false, solo per poi sperimentare in un’altra direzione e infine, accantonare tutto e ripartire…e se nel mezzo abbiamo creato sofferenza, poco importa…l’importante è ragionare.

    • elena ha detto:

      Spesso i nostri ricercatori usano la ragione solo per calcolare quanto vantaggio economico possa procurare loro la ricerca sugli animali. Con la ragione e senza sofferenze i medici dell’antichità avevano capito quello che i nostri cosiddetti scienziati non vedono davanti ai loro occhi e praticano ricerche inutili sugli animali per poi applicare le loro deduzioni agli esseri umani che sono strutturati in modo completamente diverso. L’importante è diventare famosi e far arricchire le case farmaceutiche. Questa è la loro ragione.

  2. talpa ha detto:

    Il mattone è abbastanza interessante ma mi è piaciuto soprattutto il quadro di Raffaello.

    • elena ha detto:

      Quasi mi commuovo! Un mezzo complimento dalla talpa. Non stai bene?

      • elena ha detto:

        Mi sono commossa troppo ed ho dimenticato di segnalarti che la Santa Cecilia del Raffaello è del Domenichino. Si trova al Louvre ed è stata dipinta nel 1617. Ma non abbatterti, nessuno è perfetto.

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