Maeterlink e le api

Maurice Maeterlink (Gand 1862-Nizza 1949) drammaturgo, poeta, scrittore e saggista, mostra nei tre libri in cui parla degli insetti -La vita delle api-delle termiti-delle formiche- una profonda conoscenza scientifica unita ad una grande partecipazione emotiva nei confronti di questi animaletti che osserva con estrema attenzione. I tre saggi sono una piacevole lettura che tutti prima o poi dovrebbero fare per capire il mondo che ci circonda ed imparare a rispettarlo. In questo contesto citerò solo alcune delle osservazioni che mi hanno colpito maggiormente del volume -La vita delle api-

Nella complessa società delle api esistono, come tutti sanno, la regina, le operaie ed i maschi (fuchi). Esistono poi i parassiti che si nutrono del loro lavoro come la farfalla Acherontia Atropos e l’essere umano che per appropriarsi del miele uccideva senza pietà le api dell’alveare più operoso tanto da far dire a Leonardo ne -Gli scritti letterari- ” DELL’APE    e a molti saran tolte le munizioni e lor cibi, e crudelmente da gente senza ragione saranno sommerse o annegate. O giustizia di Dio, perché non ti desti a vedere così malmenare e tua creati?”Immagine       Solo grazie agli studi dello svizzero François Hubert, raccolti nel libro -Nouvelles observations sur les abeilles- del 1789 ed alla prima costruzione dell’arnia a favi mobili da parte di Dzierzon, alcuni anni dopo, l’apicoltore riesce a raccogliere il miele senza uccidere gli imenotteri. Un notevole progresso morale, quello dell’essere umano, che riesce finalmente ad appropriarsi del lavoro delle api senza sterminarle, anzi fornisce loro le arnie e la protezione dal freddo invernale che era spesso causa di sterminio dei nostri insetti.

Maeterlink non parla di come allevare gli insetti, si limita a raccontare con evidente meraviglia il loro modo di vivere e di riprodursi, aiutandosi spesso con paragoni con il mondo umano. Qui mi limiterò ad alcune citazioni che ho trovato assai sconvolgenti. Partiamo dalla descrizione della regina: “Succede alla regina ciò che capita anche ai capi delle società umane. Sembra che siano loro a comandare, mentre in realtà essi stessi obbediscono ad ordini più autorevoli e misteriosi di quelli che impartiscono ai loro subordinati.”

La regina è il centro e lo scopo di tutto l’alveare. “Qualsiasi catastrofe colga la piccola repubblica- che si rovesci un’arnia o cadano i favi, che l’uomo le colpisca con la sua brutalità ed ignoranza, o patiscano il freddo e la fame, o addirittura si ammalino- quasi sempre la regina si salva e la si ritrova viva sotto i cadaveri delle sue seguaci. Tutte infatti la proteggono, facilitandole la fuga ed offrendole a baluardo e rifugio i loro stessi corpi.”Immagine    Come nasce e si forma una regina? Esce da un uovo simile a quello da cui nascono le operaie, ma viene nutrita in modo diverso più ricco ed abbondante. Vive 4-5 anni invece di 6-7 settimane, il suo addome è lungo il doppio di quello delle operaie, la tinta del corpo più chiara ed il pungiglione è ricurvo. Gli occhi hanno 8-9000 faccette invece delle 12-13.000. Il cervello è più piccolo ma possiede degli ovari enormi ed un organo speciale, la spermateca, che la rende in un certo senso ermafrodita. Non possiede nessuno degli organi necessari ad una vita laboriosa e passa la vita nell’oscurità. Il solo momento in cui vede la luce sarà quello del volo nuziale, un episodio assai spettacolare. La giovane regina esce titubante dall’alveare, gira sulla sua arnia per studiarla e poterla riconoscere al ritorno, poi si lancia verso l’alto ad un’altezza preclusa ad ogni altro insetto. I maschi di tutti gli alveari la seguono, ma solo il più forte riuscirà a raggiungerla e penetrarla. Terminato l’accoppiamento il ventre del maschio si lacera, l’organo si stacca con l’insieme delle viscere ed il resto del fuco precipita nel vuoto. L’ape regina mantiene nella spermateca il liquido seminale  che contiene  milioni di spermatozoi, i quali, fino all’ultimo giorno della sua vita, ogni volta che passa un uovo, andranno a realizzare un accoppiamento e questo fino alla sua morte. Maeterlink spiega anche il perché del volo nuziale. Il maschio, con un volo protratto, fa dilatare i suoi sacchi tracheali, che spinti in basso dal movimento delle ali, comprimono l’addome consentendo all’organo riproduttivo di protendersi all’esterno.ImmagineVeniamo ai numerosi maschi rimasti oziosi nell’alveare. Mangiano in continuazione, sporcano, ingombrano ed ostacolano il lavoro delle operaie (cito, non sto descrivendo nessun maschio umano) Per qualche giorno queste portano pazienza poi, all’improvviso, li circondano e li uccidono tutti  e quindi puliscono l’alveare buttando fuori moribondi e cadaveri. Solo gli alveari poveri che hanno una regina vecchia o sterile, non mettono a morte subito i fuchi e periscono tutti insieme con l’arrivo dell’inverno. Di solito l’apicoltore interviene e toglie i maschi in eccesso dall’alveare. In una florida arnia non dovrebbero superare i 500, mentre in una povera arrivano anche ai 5000, una chiara dimostrazione che l’alveare è incline alla rovina.

Tutti sanno che cosa fanno le api operaie, mi limiterò a descrivere succintamente come costruiscono una nuova casa. Entrate in una nuova arnia in cui non c’è assolutamente nulla, si dispongono a colonne l’una sull’altra creando una serie infinita di catene. Restano immobili fino a quando non avranno prodotto la cera (che esce dall’addome) che servirà a costruire le cellette esagonali in cui la regina deporrà le uova. Termino con l’osservazione estremamente attuale di Maeterlink il quale afferma che il giorno in cui scompariranno le api moriranno 100.000 specie di alberi. In realtà le api stanno scomparendo quasi dappertutto uccise dagli insetticidi e dall’agricoltura industriale. Ma si rassicurino i nostri contadini (naturalmente solo quelli ricchi) ecco pronto il Robobee, frutto della ricerca di tre studiosi di Harvard e che potete ammirare nella foto che segue (da: Le Scienze n.537)ImmagineMaeterlink si sta sicuramente rivoltando nella tomba

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4 risposte a Maeterlink e le api

  1. talpa ha detto:

    Visto che c’eri potevi parlare anche delle formiche e delle termiti!

    • elena ha detto:

      Fai un regalo ai 4 neuroni che ti sono rimasti, rinuncia ad un fiasco di vino e comperati il libretto . E’ tradotto in italiano ed è pure economico!

  2. aurora mazzoldi ha detto:

    Alcune cose le ricordavo da testi letti in gioventù e dall’apicoltore che, da bambina, mi portava con lui accanto a un’arnia e mi mostrava, scoperchiandola, tutto il suo meraviglioso contenuto.
    Altre, come le catene di api che costruiscono le cellette per le uova, non la sapevo.
    Certo che, forse, l’uomo viveva meglio quando teneva in gran conto l’esempio che gli veniva dal mondo animale, ma l’essersi liberato dal bisogno quotidiano della ricerca di cibo e riparo gli ha procurato molto tempo libero…che poi lo usi per danneggiare se stesso e gli altri…
    Sono convinta comunque che l’osservazione del mondo animale offra le risposte che spesso non riusciamo a trovare altrimenti, per una vita migliore.

    • elena ha detto:

      Maeterlink era un grande artista (come te, ho visto il tuo sito ed ammiro molto le tue opere) e scrive molto bene. Il suo libro è una veloce e piacevole lettura che ti consiglio. Grazie per il tuo commento

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