Al Museion

Il Museion di Bolzano riflette, sulla superficie completamente vetrata delle sue pareti, i vecchi cedri, all’ingresso principale,Immagine           ed il fiume sul retro.Immagine          Le superfici vetrate moltiplicano la luce e non le impediscono di attraversare le pareti, per cui le opere collocate all’ultimo piano, dove non ci sono divisori, sembrano sollevate da terra ed inserite nell’atmosfera. E’ questa la prima impressione che ho avuto visitando la mostra di Danh Vo, un giovane vietnamita fuggito a 5 anni con la sua famiglia dal Vietnam, con un’ imbarcazione di fortuna , con l’intento di arrivare negli USA. Fu salvato invece da una nave danese che lo portò a Copenhagen, ove lo accolsero come profugo e dove trascorse molta parte della sua vita con i suoi genitori.

Anche se avevo letto velocemente che la mostra si intitolava .we the people- ho ammirato le sculture presenti senza chiedermi che cosa volessero rappresentare, cercando di cogliere nella loro forma, materia e disposizione nello spazio, l’idea che l’artista aveva voluto esprimere. Immagine        Sono giunta alla conclusione che l’artista, nelle sue imponenti sculture, voleva manifestare un’immagine della realtà che noi, senza l’aiuto dell’arte non riusciamo a cogliere. Ma che cosa fosse questa realtà riuscii a capirlo solo leggendo la guida offerta dal Museion intitolata: -Fabulous Muscles-.

I pezzi presenti nella galleria sono la copia esatta della statua della Libertà che sovrasta New York e che accoglieva ed accoglie gli emigrati che giungono negli USA.Immagine           La statua, eseguita in Francia da Bartholdi, ed inaugurata nel 1886, era stata creata in tanti pezzi composti da un telaio sul quale si avvolgeva una lastra di rame, per poterla facilmente trasportare e poi assemblare sul posto.Immagine              La  scultura ha sempre rappresentato la libertà per gli emigranti che la vedevano dalla nave dopo un lungo e faticoso viaggio e una fuga dalla miseria o dall’oppressione in cui erano vissuti nel loro Paese di origine. -We the people- titolo della mostra, sono pure le prime parole della Costituzione americana. Nell’inconscio di quasi tutti la statua rappresenta il concetto di libertà, un’idea alla quale non possiamo rinunciare e che abbiamo costruito nel nostro immaginario collettivo con molta sicurezza e con il sentimento ben preciso che non rinunceremo mai a lei.Immagine         Ma anche senza l’aiuto dell’artista noi sappiamo che la libertà è una delle nostre illusioni, una chimera costruita ad arte dal nostro sistema mentale per farci credere che il mondo occidentale è il migliore dei mondi possibili. Cerchiamo continuamente di illuderci di possedere una forma di libertà in ogni attimo della nostra esistenza e che la scelta che sta alla base delle nostre azioni è solo nostra, non dipende dal potere economico o politico o sociale. Siamo talmente sicuri di possedere la ‘libertà’ che nel pensiero romantico, da Schelling ad Hegel siamo giunti a dichiarare che “la libertà si identifica con l’essenza razionale del pensiero e della storia”. Il pensiero idealista ha subito un duro colpo nel secolo appena trascorso, ma nel nostro inconscio rimane ancora la pretesa e la convinzione che siamo esseri liberi e magari anche padroni del mondo.Immagine       Danh Vo senza pietà prende la nostra illusione e la scompone nelle sue parti elementari: ci mette i pezzi davanti svelandoci la loro semplice composizione. La grande idea che faceva muovere il mondo ora giace lì smembrata davanti a noi e non possiamo ignorare che la sua composizione complessiva è un insieme di oggetti senza grandi significati filosofici.Immagine       Come tutti i grandi artisti, Danh Vo, mettendoci davanti la realtà, ci  mostra che cosa sta al di là delle nostre illusorie creazioni concettuali. Distrugge i nostri stereotipi , mostrandoci l’essenza elementare delle cose e ci obbliga a riflettere ed a toglierci dalla mente le strutture mentali con le quali credevamo di dominare il mondo.

La mostra chiude l’1 settembre prossimo.

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6 risposte a Al Museion

  1. francesco ha detto:

    Grazie e complimenti per la bellezza delle immagini e per la sensibilità che mostri nel commentarle.

  2. elena ha detto:

    Grazie a Te per il commento! Veramente troppo gentile.

  3. talpa ha detto:

    Se io prendo la mia macchina , la faccio a pezzi e poi la espongo, ho fatto un’opera d’arte?

    • elena ha detto:

      No, esteticamente hai fatto una schifezza, ma ecologicamente una cosa lodevole perché hai tolto dalla circolazione il puzzoso, inquinante, vecchio, rumoroso catorcio

  4. musa inquietante ha detto:

    Danh Vo ha colto nel segno… grazie per questo splendido articolo!

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