Arte e storia

Gli avvenimenti politici influenzano quasi sempre anche gli eventi culturali. Ne è la dimostrazione più evidente la storia del Castello di Avio che, situato sul pendio di una collina che sovrasta Sabbionara, frazione di Avio, domina tutta la val Lagarina.Immagine           E quindi per i conquistatori e per i potenti di tutte le epoche è diventato il posto da conquistare e da mantenere. All’inizio fu un avamposto romano, poi nel X secolo ne presero possesso i Castelbarco, infine nel 1411 passò per eredità alla Repubblica di Venezia e nel 1815 all’impero d’Austria. Ritornò in possesso di Emanuele Castelbarco Rezzonico nel 1937 e nel 1977 Emanuela , la figlia, lo donò al FAI.

Il nucleo più antico, che comprende le robuste costruzioni murarie  e gli imponenti masti, sono stati eretti in epoca medioevale e sono una chiara dimostrazione delle difficoltà dei tempi.ImmagineAzzone di Castelbarco, nel XIII-XIV secolo, costruisce un’ulteriore cinta muraria ed il Palazzo Signorile,Immagine  situato più in basso rispetto al mastio ed in cui si possono intravedere i resti degli affreschi che ricoprivano quasi interamente le pareti.Immagine         Fu però con il figlio Guglielmo II che il castello conobbe il suo periodo più fulgido. Guglielmo, legato politicamente e culturalmente al Veneto ed amico intimo di Cangrande della Scala, oltre che a curare l’abbellimento della sua dimora, contribuiva pure alla costruzione di San Fermo a Verona, dove lo si può ammirare nell’archisesto del coro, in un interessante ritratto, di profilo, in ginocchio vestito di una tunica rossa, mentre tiene in mano quale offerta la chiesa di San Fermo.Immagine          La sua arca  sepolcrale però, si trova vicino alla chiesa di Sant’Anastasia.Immagine

Molti degli affreschi del Castello di Avio, soprattutto nel palazzo baronale, sono andati perduti nel diciannovesimo secolo per colpa dei proprietari, i quali, pur di non pagare le tasse, privarono l’edificio del tetto e delle strutture lignee. Restano ancora, a testimonianza dell’antico splendore, alcuni affreschi della -Casa delle guardie- oggi la più bella stanza del castello in cui si possono ammirare i dipinti del 1300. C’è un’immagine di com’era il castelloImmagine           e scene di battaglie a piediImmagine            e di addestramento,Immagine           ed in cui si vede molto bene l’impronta giottesca nei ritratti dei guerrieri.Immagine      Pochi sono i dipinti rimasti nel quarto piano del torrione, nella cosiddetta -Stanza dell’amore- chiamata così per il contenuto degli affreschi, ossia scene di amore cortese commissionate dal Guglielmo II. Restano pochissimi frammenti dell’intero ciclo che ricopriva soffitto e pareti. Rimangono: il dio Amore che su un cavallo al galoppo lancia una freccia verso la dama e verso il cavaliere che sta sull’altro lato della stanza.Immagine           Il cavaliere ne è colpito in pienoImmaginementre la dama, che tiene in mano un bianco cagnolino, è solamente sfiorata dalla lanciaImmagine               Ma tutto è bene quel che finisce bene.Immagine

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5 risposte a Arte e storia

  1. Bastet ha detto:

    Bello! Mi piace assai!

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