Il corpo e l’anima

Ci illudiamo di possedere il nostro corpo  ed ancora di più la nostra psiche o anima, in realtà noi siamo posseduti da loro. Ed il mondo, in cui il senso comune e la nostra esperienza ci dicono che siamo immersi, è pura apparenza, inganno della natura e semplice adattamento della nostra specie alla realtà con il solo scopo di far sopravvivere l’umanità il più a lungo possibile. La coscienza, immersa nella realtà di tutti i giorni, deve proteggere il fragile essere umano dai timori dell’ignoto, dal dissolvimento, dalle paure sociali tramandate nei secoli per controllare i potenti istinti dell’inconscio ed indirizzarli verso attività utili a tutta la specie.

Nella creazione artistica, il rassicurante e logico lavoro di controllo compiuto dalla ragione per nascondere la realtà, viene però distrutto dall’artista il quale esprime la coscienza del suo tempo e mostra quello che è racchiuso nel nostro inconscio collettivo e quindi anche nella nostra personale psiche. Chi crea un’opera d’arte getta uno sguardo poco rassicurante sul mondo sotterraneo represso in ognuno di noi. Ma il suo linguaggio non è mai personale. Poco contano nell’opera d’arte le esperienze personali dell’artista, quello che è significativo è il suo linguaggio universale attraverso il quale costruisce ed esprime significati del suo inconscio. L’opera d’arte è tale solamente se esprime palesemente il pensiero nascosto di tutta una collettività in modo tale che tutti possano riconoscere un po’ di loro stessi nell’opera dell’artista.

Proseguendo nelle esposizioni dell’Arsenale si resta particolarmente colpiti da un grande pupazzo di Paul McCarthy.Immagine           E’ una bambola dal sorriso rassicurante, immagine emblematica di tutti i giocattoli del mondo occidentale, capace di suscitare, in quasi tutti noi, i ricordi piacevoli dell’infanzia; ma poi se ci avviciniamo per leggere il titolo dell’opera -Children’s Anatomical Educational Figure- vediamo che dal ventre del pupazzo fuoriescono le viscere. Il nostro immaginario, che vede nell’infanzia il perduto mondo felice, ne esce sconvolto. Ci rendiamo conto che dietro il finto sorriso infantile si nascondono gli istinti perversi che gli adulti non vogliono riconoscere e la ribellione interna e viscerale verso il mondo dei grandi.

Ancora più esplicitamente sconvolgente l’immaginario mondo dell’inconscio rappresentato nelle opere di Jakub Julian Ziòlkowski.Immagine         Le sue tavole mostrano mondi contorti, forme aberranti, galassie che lottano per venire alla vita dalle lacrime di un mostro, Immaginetentacoli dentati, dita contorte come vermi che circondano mucchi di occhi e di denti formanti un grumo rivoltante.Immagine       Una cosmologia delle bestie personali dell’inconscio dell’artista, come da lui stesso dichiarato.Immagine

Affascinante l’esposizione di Pawel Althamer intitolata -Venetians-  80 sculture in grandezza naturale che raffigurano gli abitanti di Venezia che con i loro corpiImmaginefiliformi ed evanescenti sembrano appartenere ad un mondo in dissoluzione. I volti e le mani sono stati realizzati con calchi in gesso poi fusi in plastica e ricongiunti Immagineattraverso strisce di plastica appoggiate su strutture di ferro, in modo da creareImmaginel’immagine di un impalpabile e misterioso essere umano. E’ un’indagine sulla vulnerabilità del corpo umano, provvisorio ed aleatorio nello stesso tempo, attraverso il quale lo spettatore stupito può guardare e vedere che non c’è nulla.Immagine            Il vuoto in fondo, è quello che stupisce di più in queste singolari creature. Hanno uno sguardo intenso e sembrano capire e cogliere quello che noi non vediamo. Le loro mani ed il loro sguardo esprimono forza, sentimento, angoscia, ma in fondo sono composti dal vuoto che li attraversa.ImmagineSconvolgente rivelazione della nostra attuale poco solida situazione umana.

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7 risposte a Il corpo e l’anima

  1. talpa ha detto:

    Fare la fatica di andare fino a Venezia per vedere tutti quei mostri e fotografarli!! Non era più semplice andare davanti allo specchio?

    • elenaedorlando ha detto:

      Quando leggo i tuoi commenti mi viene in mente una frase dell’Elias: -Ich arbeite vergeblich- Lavoro inutilmente, infatti nonostante tutta la mia fatica non hai ancora capito che il riflesso di uno specchio non puo’ essere un’opera d’arte, o credi forse che la mia faccia lo sia?

      • talpa ha detto:

        Beh’ alcuni chirurghi plastici fanno dei bellissimi lavori artistici….. Pensaci…..

  2. Bastet ha detto:

    Hmmmm….preferisco un altro tipo di arte…ma la bambola era carina.

  3. elenaedorlando ha detto:

    I tre autori di cui ho parlato in questo post sono veramente sconvolgenti, ma sono solo una piccolissima parte dell’esposizione che è immensa. Io ho scelto in base alla qualità delle mie foto, purtroppo, ma una scelta andava comunque fatta fra le circa mille foto che ho scattato in due giorni … ed ho lasciato scegliere alla mia macchina fotografica…

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