Archeologia e Santi

Il Monte di San Martino -1050 m. di altitudine- nel Comune di Lundo, nel Lomaso, faceva parte di un ampio sistema di fortificazioni che i Romani avevano eretto lungo tutte le Alpi nel disperato tentativo di mantenere in vita l’impero, impedendo l’avanzata dei barbari. Il Monte domina un vasto territorio che raccoglie un gruppo di valli che confluiscono verso la pianura padana e verso il lago di Garda. Una piccola parte di queste fortificazioni e l’edificio di culto sono stati riportati alla luce nel corso dei restauri voluti dai Comuni di Comano Terme e di Lundo, con la collaborazione della Provincia di Trento e della Bayerische Akademie der Wissenschaften.

Si arriva sul posto partendo dal paese di Lundo dopo una tranquilla passeggiataImmagine           di 40 minuti attraverso una romantica stradina in mezzo ai boschiImmagine         ed appena arrivati sulla sommità della collina ci si imbatte in due grandi pietre; i resti della porta delle antiche mura.ImmagineAll’interno sorgeva un sistema di fortificazioni che racchiudeva le abitazioni dei soldati,Immagine         sia sul lato ovestImmagine         che sul lato nord-est.Immagine

La chiesetta è situata sul punto più alto della collina.Immagine          Le sue origini risalgono al VI secolo, un periodo in cui il luogo di culto serviva come sepoltura per importanti personaggi locali. Nel IX secolo l’edificio viene consacrato e riceve il nome di San Martino di Tours. Numerose sono le modifiche subite dalla costruzione durante i secoli, fino a quando, nella metà del Novecento, non cade completamente in rovina. Solamente nel 2004-2005 incomincia l’opera di restauro il cui risultato ci permette di immaginare la sua antica forma.Immagine -Sopra: la facciata principale, sotto; le mura ed i resti sul retro-Immagine

I monti, le montagne, le chiese e le chiesette dedicate al vescovo di Tours sono talmente tante in Italia ed in Trentino, che credo valga la pena spendere qualche riga su questo santo, di cui tutti sanno che si privò di una parte del suo mantello per darla ad un povero. In realtà Martino nacque in Pannonia (Ungheria) nel 316 da un tribuno della legione romana, il quale lo chiamò Martinus in onore del dio Marte. Si convertì al cristianesimo e divenne un instancabile diffusore della religione cristiana in tutta Europa tanto che alla fine fu nominato vescovo di Tours dove morì nel 397. Malignamente io sospetto che il numero di chiese e montagnole a lui dedicate sia dovuto, più che all’episodio del mantello, al fatto che introdusse la coltivazione nella vite in centro Europa e questo gli guadagnò sicuramente la riconoscenza dei Francesi.

A lui, l’amico Sulpicio Severo, storico cristiano nato nel 360 e morto nel 420, dedica la: “Vita di San Martino” in cui si mettono in risalto le opere ed i miracoli del popolare missionario. Citerò solo alcuni episodi che ho trovato particolarmente significativi e che offrono una chiave di interpretazione della storia del primo cristianesimo assai sconvolgente:

Cap. XIII: -Distruzione di un albero sacro. Conversione di tutta la popolazione di una regione.                                                                                                                                              “1- Un’alta volta, in un villaggio dopo aver fatto distruggere un tempio assai antico, Martino voleva abbattere un pino che era nelle vicinanze di un santuario; allora il sacerdote di quel luogo e le folle dei pagani si opposero. 2- quegli stessi uomini che, per volontà del Signore erano stati quieti mentre veniva demolito il tempio, non volevano permettere che si tagliasse un albero…..”  (Naturalmente poi alla fine l’albero si taglia con il relativo miracolo). Ed ancora:                                                                                                      Cap. XIV: San Martino distrugge un tempio pagano con l’aiuto di due angeli- “In un altro villaggio il cui nome è Leprosum, Martino un giorno voleva parimenti distruggere un tempio , arricchito dalla superstizione pagana, ma incontrò la resistenza di una moltitudine di pagani, i quali lo respinsero facendo ricorso anche alla violenza (anche in questo caso, naturalmente, il tempio viene distrutto con l’aiuto dei due angeli).                      Cap: XV -Predicazione e miracoli di San Martino nel paese degli Edui-  “…..nella regione degli Edui, dove mentre Martino faceva distruggere un tempio, una moltitudine inferocita di contadini pagani si gettò su di lui….”

Potrei continuare ma mi sembra che basti per sollevare il dubbio sull’utilità delle fortificazioni contro i barbari. In fondo chi distruggeva i templi romani e le opere d’arte non erano i barbari, secondo lo storico Sulpicio Severo, ma il suo caro amico Martinus ed altri santi simili a lui, che dimentichi della tolleranza dei loro avi romani verso tutte le religioni, imponevano la loro con la violenza morale e fisica.

Per capire veramente le origini della nostra attuale società credo sia indispensabile rileggere con attenzione gli storici latini.

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6 risposte a Archeologia e Santi

  1. talpa ha detto:

    Prima te la prendi con il Kaiser adesso con i santi che hanno introdotto la coltivazione della vite! Ma fammi un grande piacere, ritorna a Venezia ad occuparti della roba esposta alla Biennale, fai meno danni e non mi rovini il fegato!!!

  2. elena ha detto:

    Per salvare il tuo fegato,-ma non è stato rovinato dai fiaschi di vino?- non hai che da evitare il mio blog.

  3. talpa ha detto:

    Eh no, il nemico va sorvegliato!!

  4. Ermione ha detto:

    L’umano ha sempre sentito la necessità di spiegare ciò che non riesce a capire. La “religione” ha risolto brillantemente il problema, con tutti gli annessi e connessi che il passato ci ha mostrato e il presente continua a mostrarci e, purtroppo, anche a imporci.

    • elena ha detto:

      Grazie Ermione per il tuo commento. Sono completamente d’accordo con te anche sulle virgolette alla parola religione e sul -purtroppo- finale

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