Psiche disperata

Federico II, marchese di Mantova, si innamora perdutamente di Isabella Boschetti e le dedica la villa sull’isola del T o del Te, splendida opera di Giulio Romano.Immagine             I dipinti nella stanza di Psiche sono un’allegoria degli amori di Federico ed Isabella ma riproducono fedelmente la favola di Psiche, narrata da Apuleio, che cercherò di riassumere brevemente. C’erano in una città una regina ed un re che avevano tre figlie; le prime due decisamente carine ma la bellezza della terza lasciava ammutoliti, La gente la credeva Venere in persona e la salutava come una dea.Immagine  Venere naturalmente  si arrabbia ed ordina al figlio Amore, che saettava frecce tutti i giorni a tutte le ore, di punire Psiche. La vendetta di Venere per mano di Amore consiste nel fatto che Psiche si deve innamorare del più vile degli uomini.  Nel frattempo il padre di Psiche chiede all’oracolo di Apollo un marito per sua figlia, perché essendo troppo bella, tutti la venerano come una statua ma nessuno pensa di sposarla.                    Immagine            Il responso del dio è sibillino. Psiche, in abito nuziale, dovrà essere esposta sulla cima di un monte dove celebrerà le nozze con un mostro crudele. Psiche tremante e spaurita attende il terribile marito e trema per il proprio destino, ma Zefiro la solleva da terra con il proprio soffio.Immagine         La brezza la trasporta nella valle di Amore dove si addormenta profondamente.mantova 044           Si risveglia e si ritrova in un meraviglioso palazzo disabitato dove ci sono solamente delle voci che l’invitano a riposare e a banchettare.ImmaginePassano giorni felici con uno sposo che la fa sua solamente nelle tenebre e che le ordina di non cercare di scoprire chi lui sia se non vuole perderlo. Psiche però ha nostalgia delle sorelle ed allora Zefiro le va a cercare e le trasporta nella reggia dove Psiche farà loro dono di preziosi gioielli.Immagine          Le sorelle invidiose della ricchezza di Psiche meditano la sua rovina e la invitano a scoprire se il suo sposo non sia il mostro vaticinato. Lei naturalmente cede, la notte accende un lume e scopre il bellissimo Amore.Immagine    Amore si sveglia e fugge da Psiche, mentre Venere, informata dell’accaduto, rimprovera aspramente il figlio.G. Romano 010Inutilmente Cerere e Giunone cercano di calmare l’ira di Venere.G. Romano 002    Psiche intanto disperata cerca di ritrovare Amore e giunge al tempio di Cerere alla quale chiede inutilmente aiuto.G. Romano 003Supplica inutilmente anche Giunone.G. Romano 004    Venere intanto non si dà pace e chiede l’aiuto di Giove per punire Psiche.G. Romano 006Mercurio, araldo di Venere, annuncia che chi catturerà quella donna riceverà dalla dea dell’amore 7 baci più uno tutto miele -blandientis ad pulsum linguae-G. Romano 007           A questo punto Psiche si fa catturare davanti alla porta di Venere da Abitudine.G. Romano 008      Venere l’affida alla sferza di Affanno e Tristezza e poi la sottopone a 4 terribili prove. Nella prima dovrà riconoscere i semi dei diversi cereali, e lei ci riuscirà solamente grazie all’aiuto delle formiche.Immagine       Nella seconda deve procurarsi un fiocco di lana della pecora il cui vello luccica d’oro. E qui sarà aiutata da una canna.G. Romano 009      Nella terza Psiche dovrà recapitare a Venere l’acqua dello Stige ed in questo caso sarà aiutata da un’aquila.G.Romano 003     Nella quarta prova Psiche dovrà portare a Venere un po’ della bellezza di Proserpina. A questo punto capisce che è arrivata la sua fine e cerca di uccidersi buttandosi da una torre, ma la torre le parla e le indica quello che deve fare.ImmagineOttenuta da Proserpina una pisside con il segreto della bellezza e con l’ordine di non aprirla, Psiche naturalmente apre la pisside che è vuota ma che la fa cadere in un sonno mortale. Arriva Amore che rimette il sonno nella pisside e sveglia Psiche con la sua freccia.G.Romano 002    Psiche si reca da Venere con la pisside ed Amore chiede a Giove il permesso di sposare la fanciulla che diventa una dea. Dopo il rito viene servito il sontuoso pranzo di nozze al quale partecipa anche Voluttà, loro figlia.mantova 054 Immagine Immagine Psiche è l’anima dell’uomo e per gli antichi era bellissima. Questo suo modo di essere determinava anche il modo con cui l’anima si manifestava nel mondo. Un archetipo che ha dominato la coscienza degli uomini del Rinascimento che ricercavano e volevano il bello nelle manifestazioni di ogni momento della vita. Il Bello, secondo Platone, è la sola idea che si rende visibile ai mortali e che si manifesta per poter essere da loro ammirata ed amata. Ovunque vi sia bellezza si ritrova misura e giusta proporzione, perfezione ed armonia, caratteristiche comuni anche alla Verità ed al Bene. Quando siamo belli siamo in armonia con il mondo, siamo brutti quando non lo siamo. Ma se il mondo è disarmonico, noioso, aberrante, volgare, in una parola televisivo, il nostro spirito si ammala e se non può ribellarsi diventa brutto come la realtà che lo circonda. Il brutto è diventato la malattia del nostro mondo quotidiano a cui il nostro spirito non sa più come reagire. Per noi Italiani, però, ritrovare il bello non è poi  così difficile, infatti basta recarsi in una delle nostre città e fra palazzoni mostruosi, macchinacce invadenti ed inquinanti, cartelloni pubblicitari repellenti, intravediamo sempre i resti della bellezza che ci hanno lasciato i nostri antenati. E’ per questo che mi sono ritrovata in una mattinata di sole davanti al palazzo di Psiche, alla ricerca della Bellezza perduta, e, diciamo tutta la verità, anche per dimenticare tutte le analisi spietate fatte dall’arte contemporanea al nostro mondo attuale e di cui avevo fatto indigestione a Venezia. Ahimè, prima di entrare nella sala di Psiche si deve attraversare la sala dei Cavalli che era occupata da enormi pannelli che spiegavano tutto sull’amore. Poco male, in ogni caso potevo intravedere una parte di -Morel Favorito- il cavallo preferito da Francesco II.Immagine           Il mio incubo incominciò nella stanza di Psiche. Qualche artista contemporaneo, assunto dalla direzione del museo, aveva ricoperto completamente il pavimento di specchi rotti sui quali due inglesi spaventati e la sottoscritta tentavano disperatamente di restare in piedi. Non solo, dal soffitto si spandeva il canto della Regina della Notte del Flauto Magico. Mozart e Psiche?!? Impossibile seguire le immagini degli affreschi. Uscimmo subito tutti e tre disperati e ci avviammo verso la sala dei Giganti di cui nelle sue -Vite- Vasari dice: “ Né si pensi mai uomo vedere di pennello alcuna cosa più orribile e spaventosa, Né più naturale. Perché chi vi si trova dentro, veggendo le finestre torcere, i monti e gli edifici cadere insieme coi Giganti, dubita che essi e gli edifici non gli ruinino addosso”.  Immagine          Lì il pavimento era quasi tutto occupato da un ammasso di sassi, vetri lampeggianti ed un rumore infernale doveva simulare la caduta dei massi. Inevitabilmente feci il mio solito paragone con Venezia dove l’arte contemporanea si integra perfettamente nell’architettura della città ed anzi ne esalta il valore e ne aiuta la comprensione. Povera Psiche e povera Mantova!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Psiche disperata

  1. Bastet ha detto:

    Palazzo Te coi vetri rotti…ma…c’è da chiedersi chi potrebbe essere l’infame che ha deciso di acettare un tale scempio chiamandola arte.

  2. talpa ha detto:

    Mi viene da ridere. Passi tutta l’estate a vedere roba della Biennale e poi ti lamenti se ti mettono un’opera d’arte nel palazzo di Mantova.

  3. Enzo ha detto:

    Dovrò approfondire il tema, conosco di psiche ma che fantasia questi autori classici !

  4. francesco ha detto:

    E’ vero. Penso che dell’epoca d’oro dell’umanità si stia spegnendo l’ultimo ricordo. L’attuale uomo meccanico, l’automa dell’evo moderno, non vive, grazie all’energia di Psiche ed Amore, nella bellezza. Bensì, mentalmente programmato, è rozzo schiavo, acefalo e senza cuore. Quel pochissimo che oggi rimane dell’antico ambiente naturale e della ricchezza della grande civiltà umana sarà presto totalmente spazzato via come imbarazzante, diseconomico, rivoluzionario. Noi siamo fortunati ad avere un’ultima occasione per poter nutrire l’anima con la vera bellezza! Grazie

    • elenaedorlando ha detto:

      Spero sempre che la mia visione tragica della realtà quotidiana venga smentita. Purtroppo tu mi dai ragione e questo mi getta nel pessimismo più nero. Ma grazie per il tuo prezioso commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...