Sui tetti di Venezia

Immagine             All’ultimo piano della fondazione Querini Stampalia si entra in uno spazio fiabesco, in un’atmosfera di gioco assai lontana dalle analisi sofferte delle altre esposizioni della Biennale.Immagine

Dal soffitto pendono circa 7.500 piccoli oggetti costruiti a mano con carta di riso e bambù, che ricordano gli antichi giocattoli giapponesi ed in qualche modo anche i nostri aquiloni.Immagine                         Insieme compongono l’opera di Jakob Hashimoto intitolata -GAS GIANT- ed occupano tutte le stanze dell’ultimo piano della Galleria.

L’impressione che si prova quando si passa sotto queste molecole leggere ed impalpabili è quella di attraversare una nuvola, inconsistente e diafana e che assume colorazioni diverse a seconda dei riflessi della luce che l’attraversa. Il bianco predomina su tutto, messo in risalto dal tenue colore del bambù ed è lui che determina il significato degli altri colori più vivi e forti delle monadi (?) disegnate con simboli e richiami alla natura.Immagine                                                        Le particelle si compongono in modo semplice ed armonioso creando un singolare paesaggio che non è umano ma nemmeno naturale e nello stesso tempo non è nemmeno artificiale e costruito. Non è nemmeno caotico ed occasionale.Immagine               Nel complesso è armonioso e regolare e corrisponde alle regole della bellezza classica. Le molecole colorate si dispongono con le colorate e le bianche con le bianche : si accostano a gruppi le une vicine alle altre in modo spontaneo e naturale ed ogni particolare influenza l’altro. Il tutto sembra regolarsi in un eterno movimento anche se i fili che reggono le monadi non si muovono.Immagine                  C’è naturalmente l’idea dell’artista in queste costruzioni, ma quest’idea si è disciolta nella composizione ed ha lasciato spazio all’arte che sembra naturale ed auto creante.Immagine               Jakob Hashimoto mette nelle sue opere gli archetipi della sua cultura giapponese; le tradizioni dell’arte orientale, la sua grazia, il richiamo alla natura, la bellezza elegante delle composizioni e degli accostamenti dei colori e lo spirito giocoso e  immaginifico dell’arte americana propri del Paese in cui vive.Immagine

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6 risposte a Sui tetti di Venezia

  1. Bastet ha detto:

    Stupendo, veramente c’è una leggerezza fantastica che invita.

    • elena ha detto:

      Anche se le foto non rendono loro giustizia, hai perfettamente ragione, sono composizioni fantastiche e leggere.

      • Bastet ha detto:

        Debbo dire che, malgrado che ti butti via come fotografa, credo che hai reso quella leggerezza in modo meraviglioso. Ho apprezzato molto questo articolo e mi vien voglia di andare a Venezia per gustarmi il piacere a vederli di persona. Grazie per un belissmo servizio fotografica.

  2. talpa ha detto:

    Ma sei sicura di non essere finita in un giardino d’infanzia?

  3. elena ha detto:

    Grazie Bastet per gli immeritati e gentilissimi complimenti!

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