La divina proporzione

“Nessuna umana investigazione si può dimandare vera scienza se essa non passa per le matematiche dimostrazioni: e se tu dirai che le scienze che principiano e finiscono nella mente abbiano verità, questo non si concede, ma si nega per molte ragioni; e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienza senza la quale nulla dà di sé certezza” LeonardoImmagine                                                                    L’architetto romano Vitruvio (80-20 a.C) aveva descritto le misure del corpo umano perfetto, dopo aver constatato come un uomo con le braccia e le gambe distese, potesse essere iscritto allo stesso modo in un cerchio ed in un quadrato, ed in cui il punto centrale si trovava nell’ombelico.

Leonardo, per il quale le misurazioni empiriche erano fondamentali per costruire qualsiasi scienza, anche quella pittorica, scopre, misurando, che solo il punto medio dell’uomo iscritto nel cerchio si trova nell’ombelico, mentre quello dell’uomo iscritto nel quadrato si trova sopra il pube, per cui disegna due figure umane sovrapposte.Immagine                                                                  Il disegno dell’Accademia di Venezia (esposto al pubblico in questo periodo) è il trionfo della sperimentazione pratica sull’allora diffusa fede nell’autorità degli antichi. E’ inoltre la chiara dimostrazione del prestigio di cui godeva nel Rinascimento la matematica, per cui aritmetica e geometria costituivano il vero fondamento della pittura e di ogni attività artistica. L’uomo, gli animali e le piante sono iscritti negli stessi rapporti armonici e proporzionali che sottostanno alla costruzione degli edifici e delle chiese. L’uomo, come tutti i viventi, ha la stessa misura aurea che regola l’universo ed è armonico e proporzionato come tutte le parti dell’universo. “L’universo è un grande uomo e l’uomo è un piccolo universo” affermavano gli esoterici arabi -che sicuramente Leonardo conosceva- i quali avevano ripreso nei loro studi la spirale aurea, studiata dagli astrologi di corte egizi e poi diffusa in tutta la cultura mediterranea. La spirale aurea era considerata nell’antico Egitto la chiave e la matrice della vita sulla Terra e di tutto l’Universo. Leonardo ci indica, iscrivendo l’uomo in un cerchio ed in un quadrato (che rappresentava per gli antichi la Terra) che l’uomo ha le stesse misure auree che regolano l’universo a cui è unito in un rapporto armonico proporzionale ed indissolubile. L’uomo vitruviano non è quindi solo un disegno architettonico per studiare la composizione pittorica è pure uno studio filosofico sul significato dell’umanità ed il suo rapporto con l’universo.

Traduco, in modo approssimativo,  quello che Leonardo ha scritto sopra il suo -Homo vitruviano-

Vetruvio architetto mette nella sua opera d’architettura che le misure dell’uomo sono distribuite dalla natura in questo modo: 4 dita fanno un palmo-4 palmi fanno un piede-6 palmi fanno un cubito-4 cubiti fanno un uomo- 4 cubiti fanno un passo-24 palmi fanno un uomo.Immagine

Immagine                                                                    Se tu apri le gambe in modo da calare la tua altezza di 1/4 ed alzi le braccia  in modo che con la punta delle dita tocchi la linea che sta sulla sommità della tua testa, scopri che il centro sarà il tuo ombelico e lo spazio che si trova tra le tue gambe sarà un triangolo equilatero.

Sotto il disegno è scritto quanto segue: L’apertura delle braccia corrisponde all’altezza dell’uomo.Immagine                                                                      Dalla radice dei capelli fino al di sotto del mento è il decimo dell’altezza dell’uomo. Dal di sotto del mento alla sommità del capo è l’ottavo dell’altezza dell’uomo. Dal di sopra del petto alla sommità del capo è la settima parte di tutto l’uomo.Immagine                                                                     Dalle tette alla sommità del capo è la quarta parte. La larghezza delle spalle è la quarta parte del corpo.Immagine                                                              Dal gomito alla punta della mano è la quarta parte dell’uomo. Dal gomito alla spalla è l’ottava parte.Immagine                                                                     Tutta la mano è la decima parte. Il membro virile nasce nel mezzo dell’uomo. Dal di sotto del piede al disotto del ginocchio è la quarta parte del corpo. Dal di sotto del ginocchio al nascimento del membro è la quarta parte. Le parti che si trovano fra il mento ed il naso e l’attaccatura dei capelli e quella dei cigli sono ciascuna un terzo del volto.Immagine                                                             Con  queste misure il corpo umano è iscritto nella divina armonia celeste della matematica”colto e condiviso dall’arte suprema del saper vedere”. Nella stessa armonia celeste in cui sono iscritti tutti gli esseri viventi, dal cavallo,Immagine                                                                        al cane,Immagine                                             alle opere umane.Immagine

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4 risposte a La divina proporzione

  1. talpa ha detto:

    Non ho verificato con il mio cane, ma per me queste misure non corrispondono assolutamente, o hai trascritto male o si è sbagliato il tuo Leonardo.

  2. elena ha detto:

    Non ho trascritto male e non si è sbagliato Leonardo. Scommetto che hai scoperto di avere 30 cm in meno in altezza rispetto all’apertura delle braccia. Mi dispiace Talpina, ma le misure dell’uomo vitruviano sono le misure di un corpo perfetto, quello che Vitruvio ha calcolato sulle statue greche per intenderci e che non hanno nulla a che fare con te. Consolati, nessuno è perfetto.

  3. francesco ha detto:

    Negli studi di Leonardo sulla Divina Proportione vedo il bisogno di una riscoperta del retaggio del mondo antico, attraverso la rivendicazione della centralità dell’uomo nei confronti della visione teocratica medioevale. Matematica vs superstizione. L’antica profondità e completezza di una visione del mondo da ri-studiare perché ormai patrimonio perduto. Grazie

    • elenaedorlando ha detto:

      Certamente la matematica per Leonardo era un modo per superare il pensiero medioevale e teocratico. A differenza dei suoi contemporanei, però, Leonardo non poneva l’uomo al centro dell’universo ma come parte dell’universo, infatti la proporzione divina appartiene per lui a tutte le cose, animate e non. Sono comunque d’accordo con te che bisognerebbe recuperare il mondo degli antichi quale ancora di salvezza contro il mondo dei contemporanei, ma mi sembra un’impresa titanica sotto la quale si può facilmente soccombere. Grazie per il tuo prezioso contributo!

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