La paura

La paura è un sentimento utile alla sopravvivenza della specie. L’animale che non prova paura davanti ai pericoli e, soprattutto, davanti ai suoi predatori, diventa una preda facile e non raggiungerà l’età della riproduzione e quindi non trasmetterà i suoi geni ai discendenti. E’ quindi normale che tutti gli esseri viventi, mammiferi e non, provino paura di fronte a fenomeni sconosciuti o al pericolo. Ogni animale ha una serie di paure tipiche della sua specie, ad esempio gli uccelli temono i gattiImmagine               ed i serpenti, gli umani hanno paura di essere grassi, brutti, malati, rifiutati dal gruppo, meno ricchi del vicino e talvolta anche delle calamità naturali e dell’inferno.

La paura diffusa fra il popolo permette alla classe dominante di manovrare gli individui sottoposti al suo potere. Tacito ha individuato nel sentimento travolgente ed incontrollabile della paura, la base della politica, che ai suoi tempi dipendeva dall’imperatore. Oggi, in un’epoca ‘democratica’ sono i nostri democratici governi a manovrare con questo sentimento la psicologia delle folle e dei singoli individui. D’altra parte ogni potere politico vive e si alimenta della paura dei singoli. Una persona spaventata diventa ubbidiente ed ossequiosa delle leggi; esegue gli ordini, e, soprattutto, rinuncia alla sua libertà di pensiero in cambio della sicurezza. Spaventare attraverso la televisione è molto facile, basta sottolineare la criminalità di certi gruppi che si oppongono alle leggi, si annunciano ricorrenti calamità naturali, si mostrano in modo negativo gli atteggiamenti e le abitudini di vita diversi dai nostri degli immigrati,Immagine                                      si annuncia in modo apocalittico la possibilità di un sistema di vita che potrebbe sconvolgere la nostra tranquilla esistenza (c’è ancora chi parla di pericolo comunista). A tutti quelli che avranno fiducia nelle leggi, ed in particolar modo nei governanti, si sottintende che verrà garantita la sicurezza. Per tutte le terribili malattie presentate nei programmi televisivi e che potrebbero causare la nostra morte, le case farmaceutiche hanno ovviamente pronto un prodotto miracoloso che ci aiuterà a restare in salute. La televisione poi, con i suoi quiz e programmi tipo -grande fratello- fa leva sull’istinto gregario degli umani i quali vedono come una disgrazia terribile l’esclusione dal gruppo o dalla comunità. I personaggi esclusi da questi giochi hanno caratteristiche che non dobbiamo copiare se vogliamo restare nell’ambito rassicurante del pensiero comune e non sentirci  messi da parte.Immagine                                Lo Stato, che secondo Hobbes, è nato per controllare la violenza dell’uomo -lupo per l’altro uomo- e permettere con le sue leggi e punizioni, il controllo sugli istinti aggressivi dell’umanità, ha il compito di circoscrivere ed annullare la violenza individuale e quindi favorire la costruzione di una società pacifica ed operosa basata sulla collaborazione reciproca. Lo Stato quindi controlla gli istinti violenti dell’umanità per garantirne la sopravvivenza e quindi limita nello stesso tempo la paura, soprattutto quella dei più deboli nei confronti dei prepotenti. Lo Stato ha il compito di salvaguardare l’esistenza dei singoli e mettere in atto misure adatte ad arginare la paura primordiale dell’umanità, ossia la paura della morte.Immagine                                                                         La lotta, persa in partenza, contro la morte è incessante ed incomincia ad operare già al momento della nascita con un sistema sanitario attento a ridurre la mortalità infantile. La lotta continua poi in ogni aspetto della vita, con le leggi che regolano il traffico, obbligando il guidatore ad assumere un comportamento prudente, con le disposizioni sanitarie che controllano la diffusione delle epidemie, ecc..La dominante paura della morte viene così esorcizzata giornalmente dal grande e potente  Stato, il quale, mentre ci protegge dall’annullamento anche auto-inflitto, ci prepara all’uscita finale diluendo la grande paura in piccole dosi e spostando le nostre angosce esistenziali su argomenti diversi, sempre negativi, ma decisamente più controllabili come ad esempio la paura della povertà. Infatti essere poveri vuol dire essere esposti senza difese ai rischi delle calamità naturali, non essere in grado di affrontare le malattie o le avversità ed essere alla mercé dei prepotenti. I poveri sempre più numerosi, in contrasto con i ricchi sempre più ricchi, sanno che sono in balia di poteri economici ed industriali che possono travolgere la loro semplice esistenza in qualsiasi momento ed in ogni parte del mondo, nel quale non esiste più un’isola felice in cui rifugiarsi. La globalizzazione che doveva essere un elemento di scambio culturale fra le persone, è diventata un mostro nelle mani di pochi per schiacciare l’umanità e costringerla a diventare un semplice strumento di reddito.Immagine         Ed ecco nascere la paura per l’intrusione nella nostra vita privata, per le migrazioni che travolgono i nostri confini ed il nostro benessere. Il mercato senza confini è diventato il mercato illegale globale ed ha fatto nascere la globalizzazione dell’odio e della paura.

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