Musei delle scienze

Ne visito regolarmente due o tre all’anno per cercare in qualche modo di completare la mia misera cultura scientifica, ma invece di imparare cose nuove, finisco coll’esprimere giudizi più o meno socio-antropologici sulle città che li ospitano, sulla loro storia e sul carattere degli abitanti.

Il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, contiene, oltre  alla ricostruzione delle macchine di Leonardo, anche colossali macchine appartenenti alle prime industrie italiane.Immagine                                                            E’, in fondo, un museo dedicato all’esaltazione delle imprese dell’uomo sulla natura. Su una tavola del 2005 ho trovato una notizia sconcertante, quasi a conferma del mio giudizio, che trascrivo integralmente: ” La Basilicata è una delle principali aree d’interesse petrolifero in Europa occidentale e produce circa l’80% del petrolio grezzo ottenuto in Italia sulla terraferma. Diverse compagnie private operano sul territorio. Nell’ambito delle fusioni societarie che hanno caratterizzato il settore petrolifero negli anni novanta, la società francese Total è subentrata nelle attività di Fina italiana, in particolare nell’area di Corleto Perticara in provincia di Potenza. Il petrolio è stato scoperto nel 1989. Il giacimento chiamato “Tempa Rossa” prende il nome dal punto in cui è stato effettuato il primo pozzo esplorativo. Ora ne esistono 5 ed è prevista una nuova esplorazione”    Peccato che la Basilicata non sia la mia regione, altrimenti mi sarei sentita veramente orgogliosa nello scoprire che i Francesi stanno trivellando la mia terra!

Il Museo delle Scienze di Venezia nel Palazzo del Fontego dei Turchi sul Canal Grande è un gioiello architettonico ed ancheImmagine                                                              gli oggetti esposti sono sistemati in sintonia con la bellezza del luogo. Si può fotografare tutto ma senza flash per cui le immagini lasciano un po’ a desiderare (ma non è una cosa nuova). In questo periodo poi, vi sono esposte le opere di Cattelan,Immagine                                                          della Beecroft,Immagine                                        e di CuoghiImmagine                                                           che inseriscono nell’ambiente una nota di leggerezza artistica. In tutti e due i musei sopra menzionati il mio desiderio di solitudine e di tranquillità vi trova completa realizzazione. Eravamo in 5 visitatori al Fondaco dei Turchi un sabato mattina; fra questi due bambini ed i loro genitori che ascoltavano con religiosa attenzione le spiegazioni di un serio signore sul Mesozoico. E’ tutto un altro discorso per il Muse di Trento, lì per poter entrare si deve fare una coda di almeno un’ora, in mezzo a giovanissimi provenienti dalle altre regioni. L’edificio, appena completato, è estremamente serio e funzionale, costruito solamente con vetro, strutture in metallo e pannelli fotovoltaici.Immagine                                                             si staglia verso le montagne richiamandone la forma ed il colore soprattutto nei giorni nebbiosi. Fotografandolo mi è venuto il sospetto che Renzo Piano abbia voluto dargli questo aspetto severo ed essenziale non tanto per richiamare il profilo delle montagne, ma il carattere dei suoi abitanti (a questo proposito preferisco non approfondire l’argomento).Immagine                                                                  L’interno, a differenza dell’esterno, è estremamente luminoso e colorato. Adulti e bambini si divertono felici in mezzo ai giochi sparsi un po’ dappertutto. In realtà non sono giochi ma oggetti che servono a dimostrare teorie, a sfatare miti, Immagine                                                              (c’è anche un letto per fachiri, fatto di chiodi e che si rivela comodissimo)Immagine                                                             a testare le proprie disposizioni alle novità ed al superamento dei pregiudizi. In concorrenza con una decina di bambini sui dieci anni, ho testato il mio senso dell’equilibrio e poi, nel tentativo di recuperare un po’ di adulta dignità mi sono diretta verso la sezione dedicata alla fisica dove un signore gentilissimo ha cercato di spiegarmi la legge di Bose-Einstein e la velocità quadratica media degli atomi in rapporto alla temperatura. Credevo di essere da sola, invece quando mi sono girata ho visto una ventina di giovani che seguivano con estremo interesse ogni parola. Si può fotografare e toccare tutto, anche perché molti reperti sono ricostruzioni. Non ho provato nessun fastidio per gli animali imbalsamati perché sono inseriti nell’ambiente in modo da sembrare ancora vivi. Girando nella sezione dedicata ai rapaci di montagna ho appreso che l’uccello che si era schiantato tempo fa contro una mia porta finestra (dopo un po’ si è ripreso ed è ripartito) era un falco pellegrino; un animale incredibile che viaggia a 350 km orari e che vede una preda alla distanza di circa 1000 metri. Mi hanno detto che può sollevare un gatto e questo mi ha fatto capire perché la mia gatta non esce più di casa durante il giorno.Immagine

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