Antonello tra le montagne

Ci sono due esposizioni al Mart di Rovereto in questo periodo; nella prima, intitolata -L’altro ritratto- si possono ammirare tra l’altro, le opere di Lucien Freud e di Tapies. La seconda è veramente affascinante, soprattutto per chi, come me, ama Antonello da Messina che rappresenta la sintesi più bella dell’arte rinascimentale italiana e di quella fiamminga e provenzale. Nato a Messina nel 1430, riesce a rielaborare ed assimilare nelle sue opere  le principali correnti artistiche del suo tempo. Un autentico pittore rinascimentale capace di apprendere e tramandare tecniche ed idee nuove per creare capolavori eterni. Purtroppo la maggior parte delle sue tele è andata distrutta nel terremoto di Messina del 1906.

La prima grande opera oggetto di studio del messinese è stata sicuramente il -Trionfo della morte- di palazzo Abatellis, imponente lavoro di un autore sconosciuto ma in cui sono evidenti l’influenza sia dell’arte catalana che della Borgogna. Dall’analisi di quest’opera deriva sicuramente la -Sant’Eulalia-Immagine                     Il grande maestro di Antonello fu però Colantonio di cui, nell’esposizione si può ammirare -La Crocifissione- proveniente da Madrid.Immagine                                                                                              Colantonio era il pittore più importante a Napoli, governata allora dal re-pittore Renato D’Angiò e quindi da Alfonso D’Aragona il Magnanimo, entrambi affascinati dalla pittura fiamminga e soprattutto da Van Eyck, la cui influenza sui paesaggi di Colantonio e di Antonello è evidente.Immagine                                                             Nell’Annunciata di Como è invece palese l’influenza di Piero della Francesca. La figura umana è iscritta in uno spazio geometrico. Il velo che ricopre il volto severo è una sorta di costruzione architettonica.Immagine                                                            L’influenza del grande matematico Piero resterà in tutte le opere del Messinese, anche nei ritratti che hanno lo sguardo umano, popolano ed immediato, tipico delle opere di Antonello, ma la forza e l’imponenza delle pitture di PieroImmagine                                                             che si ritrova pure nel -Salvator Mundi- di Londra.Immagine                                                             e nei disegni provenienti da New York.Immagine                                                              Nell’Ecce Homo le influenze provenzali sono completamente dimenticate e ci troviamo di fronte ad un tipico pittore rinascimentale italiano nel massimo della sua forza artistica.Immagine                                                             Superata completamente l’influenza dell’arte provenzale, che pure gli aveva permesso di creare delle opere deliziose come il San Girolamo di Palermo,Immagine                  si trasferisce a Venezia dove incontra l’arte di Bellini e di Bramante di cui si notano le influenze soprattutto nel Immagine -Cristo alla colonna- Ma il grande messinese non si limita ad assimilare le tecniche ed i principi pittorici altrui, porta nell’arte veneta le concezioni rinascimentali dell’Italia Centrale ed il colore della pittura nordica che eserciterà un’enorme suggestione soprattutto su Carpaccio. In Antonello l’influenza veneta si manifesterà nella famosissima -Annunciata- di Palermo,Immagine                                                             e nella -Pietà- del Museo Correr in cui il disegno è fiorentino ma il colore veneto.Immagine                                                             Un’affascinante mostra di arte antica nel Museo di Arte Contemporanea perché giustamente è necessario introdurre la bellezza rinascimentale nella nostra vita odierna. Non per fare paragoni, che per noi sarebbero sicuramente deprimenti, ma per riuscire a sopportare meglio il nostro contemporaneo quotidiano.

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4 risposte a Antonello tra le montagne

  1. talpa ha detto:

    Visto che ficchi il naso dappertutto perché non vai a frequentare anche un corso di fotografia così eviti di mostrare certi pasticci!?

    • elenaed orlando ha detto:

      Ti ripeti! Sembri un disco rotto, anzi, meglio, uno spettacolo televisivo per vecchietti. Il corso di fotografia poi, l’ho frequentato ed ho pure ottenuto il diplomino. Accontentati di quello che passa il convento, Posso fare di meglio ma solo se la situazione lo permette.

  2. Ermione ha detto:

    Anch’io apprrezzo moltissimo Antonello da Messina e ricordo che, moltissimi anni fa, visitando il Louvre, mi stupii della folla davanti alla Gioconda, mentre nessuno si soffermava più di tanto, in una sala vicina, davanti a un Ritratto d’uomo del Nostro.

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