Arte ed altare

Immagine                                                                   Michael Pacher (Brunico 1435-Salisburgo 1498) è sicuramente il più grande artista tirolese. Dotato di un’enorme capacità artistica, sia come scultore che come pittore, si è formato nell’ambiente stimolante di Brunico e le sue prime opere furono sicuramente influenzate da Hans Multscher di Ulm che nel 1458 aveva portato a termine le tavole per l’altare di Vipiteno. Si recò in seguito a Padova dove studiò ed assimilò l’arte di Donatello e di Filippo Lippi. L’altare di Vipiteno , sintesi dell’arte fiamminga e tedesca e le esperienze padovane, aprirono a Pacher la possibilità di una sintesi audace e mirabile tra arte tedesca ed italiana. Il suo soggiorno a Mantova e Venezia gli fece probabilmente conoscere il Mantegna e Antonello da Messina; i suoi viaggi nelle Fiandre; Van Eyck e Van der Weyden.

Quello che resta delle sue opere è distribuito tra l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera (La disputa con gli eretici e La disputa con il diavolo) la chiesa di Gries (Bolzano) e Salisburgo in cui resta parte di un altare terminato con l’aiuto di Friedrich Pacher. L’opera più notevole che ci è rimasta di Michael Pacher, e probabilmente anche la più imponente da lui eseguita, è l’altare di St. Wolfgang, una deliziosa cittadina turistica a nord di Salisburgo, in cui si può ammirare il suo talento sia come scultore che come pittore, capace di conciliare l’arte nordica con quella italiana. Gli scorci prospettici estremamente audaci inquadrano sculture dotate di un grande pathos espressivo. Sono statue lignee tardo gotiche, sia per la forma che per il movimento nello spazio dove acquistano un effetto pittorico che si riproduce poi anche nelle predelle dipinte. La storia di questo altare incomincia con un contratto firmato nel 1471 tra l’abate del monastero benedettino di Mondsee, Benoit Eck de Piburg e Michael Pacher . L’altare terminato nel 1481, a Brunico, trasportato ad Hall via terra e poi in barca quasi fino a St. Wolfgang, è sicuramente l’opera più importante di Pacher e del suo atelier. E’ composta da due predelle mobili che si aprivano per i fedeli solamente durante le festività. Il gruppo della crocifissione domina la parte superioreImmagine                                                              e comprende i padri della Chiesa. L’incoronazione della Vergine è fiancheggiata dai santi Wolfgang e BenoitImmagine                                                                 (come era stato richiesto dal committente). La Vergine incoronata riceve la benedizione di Cristo ed il mantello d’oro che segue dolcemente il suo corpo sottolinea la grazia del volto e l’espressione delicata di tutta la scultura.Immagine                                                             L’abate Benoit fa il segno della croce e caccia il veleno rappresentato sotto forma di serpente mentre osserva con aria pensosa e severa i due angeli musicanti.Immagine                                                             Le tavole interne, chiuse, mostrano in senso orizzontale otto scene della vita di Cristo e sono opera probabilmente di Friedrich  PacherImmagine                        L’ambiente in cui sono raffigurati i personaggi risente della pittura fiamminga inquadrata nella prospettiva rinascimentale italiana.Immagine                             Le figure mostrano lo stesso intenso pathos espressivo che richiama il movimento e la forma delle sculture.Immagine              L’altare chiuso mostra i pellegrini che incontrano St. Wolfgang, il patrono della chiesa. La sua vita di santità illuminaImmagine                                                                         dall’alto la vita dei comuni fedeli.Immagine                                                                        In un’altra tavola è rappresentata la costruzione della chiesa di St. Wolfgang davanti al lago ed alle rocce di Sparber.Immagine                                                                   Nella predella si possono ammirare i santi evangelisti.Immagine                                                   Termino con la parziale immagine di uno dei santi guardiani, Giorgio e Floriano, che sorvegliano e proteggono l’altare.Immagine

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4 risposte a Arte ed altare

  1. musa inquietante ha detto:

    veramente affascinante, soprattutto la commistione di stili, con prevalenza di gotico internazionale, che a mio parere dà sempre un tocco “incantato” alle opere d’arte… come se fossero uscite direttamente da una fiaba medievale…

    • elena ha detto:

      Grazie Musa, anch’io, nonostante i miei tentativi disperati di amare l’arte contemporanea, trovo che non ci sia nulla di più bello dell’arte antica.

  2. talpa ha detto:

    Qualche foto della chiesa all’esterno e di St. Wolfgang ci sarebbero state bene, tanto per dare un’idea dell’ambiente in cui è inserito l’altare

    • elena ha detto:

      Se non ci sono le foto di St. Wolfgang è colpa tua. Infatti pioveva (piove sempre da quelle parti) e le foto sono riuscite veramente male; non volevo che tu ripetessi un’altra volta il tuo mantra.

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