Un po’ di storia, di cultura e d’arte cinesi -1-

Immagine                                                                    La presenza dell’uomo in Cina risale a circa 1.700.000 anni or sono, ma solo a partire dal 6.000-5.000 a.C i progenitori degli attuali Cinesi si stabilirono definitivamente attorno al fiume Giallo e divennero una delle prime comunità agricole del mondo. I ritrovamenti di ceramiche, pietre lavorate di questo periodo sono piuttosto numerosi e ci danno un’idea abbastanza precisa della vita di queste persone, ma, siccome non è questa la sede per fare una storia della Cina, tralascio alcuni millenni per arrivare a circa 5.000 anni or sono. La fase formativa dell’arte e della cultura cinese si può collocare nel tardo Neolitico, circa dal 3.000 al 2.000 a. C quando inizia l’età del bronzo. E’ in questo periodo che si definiscono i principi base della civiltà cinese come la scrittura, il culto degli antenati, l’organizzazione sociale. E si incomincia a lavorare il bronzo e la giada di cui sono giunti fino a noi pochi ma mirabili esempi.Immagine                                                                     Nel XXI secolo a.C gli Xia fondarono la prima dinastia cinese che fu sostituita nel XVI secolo dalla dinastia Shang che governò per circa 600 anni. Appartengono a questa dinastia le importanti scoperte archeologiche compiute negli ultimi decenni che hanno portato alla luce oggetti di straordinaria bellezza e fascino capaci di spiegarci, almeno in parte, una cultura sorprendente ed estremamente evoluta. Fra le rovine del palazzo di Yin sono stati rinvenuti oggetti in ceramica, giada, e bronzo estremamente raffinati nella loro esecuzione. Nella stragrande maggioranza erano oggetti rituali usati dall’aristocrazia e sono sicuramente il prodotto di una cultura eccezionale. Dei bronzi sacri il più famoso è  un recipiente portatile della fine del II millennio a.C, chiamato Yu (museo Cernuschi-Parigi) che rappresenta una tigre che emette dalle sue fauci un uomo. Non c’è un solo spazio libero sulla Immaginestatuetta, avviluppata dai serpenti che si insinuano in ogni angolo. Gli studiosi europei hanno subito pensato ai sacrifici umani; in realtà l’aspetto dell’uomo è sereno e nulla indica sacrifici o lotte. Per interpretare un oggetto appartenente a circa 5.000 anni or sono e ad una cultura diversa dalla nostra, forse sarebbe utile abbandonare le proprie concezioni ed i propri schemi culturali. Infatti la tigre, da quello che si può leggere dalle iscrizioni divinatorie degli Anyang, era concepita in stretto contatto con la terra la quale era al centro di tutte le concezioni religiose. Tutti gli animali con il pelo; orsi, tigri, ecc…erano considerati simbolo dello Yin, il principio femminile, la terra, mentre il drago, al contrario, è il simbolo maschile Yang.Immagine   Ancor oggi la tigre appare come uno spirito tutelare, amico, che non attacca gli uomini senza motivo e nello stesso tempo libera i campi dagli animali nocivi.Immagine                           Il serpente è il simbolo della terra e della sua vegetazione sempre rigogliosa. Il serpente si rinnova quando muta la pelle, rinasce a nuova vita e quindi è un animale benigno legato alla madre terra che continuamente si ricrea. In alcune zone rurali ancor oggi si pratica il culto del serpente  ed in alcune campagne è considerato un animale domestico. Lo Yu rappresenta quindi un uomo, simbolo del primo uomo e di tutti gli uomini, partorito e nutrito dalla tigre-terra e tutti gli esseri che lo avvolgono si uniscono per accompagnarne la nascita, la morte e la rinascita. Un altro recipiente di bronzo degli scavi di Anyang, la capitale dell’ultima dinastia Shang e risalente al II millennio, mostra una duplice civetta, simbolo del sole, con accanto due serpenti simbolo della terra.Immagine                                                              Il coperchio di un vaso sacrificale della fine del II millennio  mostra un’upupa, simbolo del sole e dell’aria, che sorge dalle fauci del T’ao T’ieh, simbolo della terra. Le spirali che ornano l’oggetto compaiono nelle antiche scritture ideografiche per indicare il sole che Immagine                                che esce dalle tenebre della terra. Un altro oggetto in bronzo, ritrovato nelle tombe ed estremamente interessante per capire la mentalità degli antichi Cinesi, è un recipiente del 1.000 a.C il cui coperchio è collegato ad un manico da un serpente che emette dalle sue fauci un uccello, sicuramente un gufo. Come tutti gli uccelli anche il gufo rappresenta la luce e lo spirito, spirito che non si vede perché esce di notte, come il gufo, ma che con il suo spirito muove tutte le cose.Immagine                                                       Spesso nei bronzi Shang compare la cicala, un animaletto che trascorre gran parte della sua vita sotto terra allo stato larvale, poi come verme si scava la strada verso la luce per divenire un essere alato che rappresenta la materia e lo spirito, lo Yin e lo Yang. Yin e Yang non sono però termini contrapposti, che si escludono a vicenda come nella nostra cultura occidentale, per cui al nero si oppone il bianco, al bello il brutto, ecc.. Infatti noi pensiamo per contrasti i Cinesi invece includono nei loro concetti anche il termine opposto per cui ogni cosa contiene in sé il suo contrario; la vita contiene la morte e la morte la vita, il buio la luce e la luce il buio, l’uomo la donna e la donna l’uomo, lo yin lo yang e viceversa. Nella loro scrittura il segno che indica cultura (uomo+fare) rappresenta sia l’attività culturale più elevata che l’ipocrisia, ossia la falsificazione della natura.Immagine              “Tutto soggiace a mille mutamenti ed a mille trasformazioni e non si assimila con il resto, ma tutto ciò che sorge al suo posto è in accordo con la creazione del cielo” Risponde il saggio Su-Tung-p’o a chi gli chiede che cosa sia la vita e che cosa sia la morte.

Bibliografia: v. post seguente.

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2 risposte a Un po’ di storia, di cultura e d’arte cinesi -1-

  1. Bastet ha detto:

    Interssante…c’è da fare un .pdf e salvarlo per fare riferimenti…ma dì me…vai in Cina?

    • elenaed orlando ha detto:

      Grazie Bastet! Quello che mi affascina particolarmente è la cultura cinese, così diversa dalla nostra e di cui noi (io) non conoscevo quasi nulla se non quello che avevo letto su qualche libro occidentale. Ora cerco di imparare a leggere il cinese, ma la strada è lunga e difficile, temo che soccomberò prima del tempo.

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