La città ideale

-La città dipinta- ed. Electa è un bellissimo cofanetto che contiene la copia esatta del rotolo de -L’età dell’oro di Suzhou- ed un libro con le spiegazioni del dipinto. E’ sicuramente il testo più bello ed interessante che io abbia mai visto in questi ultimi anni e, siccome parla dell’arte e della cultura cinese, non ho resistito alla tentazione di continuare il mio discorso utilizzando immagini e contenuto del testo (le foto sono del Cultural Relic Press il testo di Chen Jingsha). -L’età d’oro- di Suzhou si trova al museo di Liaoning ed è il capolavoro del pittore di Corte della dinastia Qing; Xu Yang, di cui si sa con certezza che ha presentato la sua opera  all’imperatore Qianlong nell’anno 1759. -L’età d’oro- è un rotolo lungo 1241 cm e largo 36,5  e rappresenta la città di Suzhou in tutte le sue manifestazioni. Vi sono ritratte 4.600 persone, 1140 costruzioni, 300 imbarcazioni, 200 insegne commerciali, ecc…Il rotolo è famoso non solo per la sua bellezza e dimensione ma anche per le informazioni che ci fornisce sulla Cina del XVIII secolo, che stava vivendo gli ultimi anni di pace e di benessere; il cosiddetto periodo d’oro, grazie al governo dei 3 grandi imperatori: Xangxi, Yongzhen e Qianlong che avevano portato la Cina al massimo livello di stabilità sociale e di prosperità economica e culturale. Immagine              Il lavoro di Xu Yang, che descrive in modo dettagliato Suzhou (una città molto amata già da Marco Polo) è l’esaltazione della bellezza della città, situata ai piedi delle montagne e circondata dall’acqua  -non dimentichiamo che per i Cinesi un paesaggio è bello quando contiene montagne ed acqua- e nello stesso tempo è l’esaltazione della sua vita culturale e sociale estremamente sofisticata. Molti dei suoi abitanti erano personaggi colti che aspiravano ad una vita in contemplazione della bellezza naturale, in un’atmosfera in armonia con la naturaImmagine                      Il rotolo incomincia con la Montagna delle rocce incantate che si trova a sud della città (v. 2 foto sopra) passa attraverso villaggi,Immagine                                                             cittadine ed il grande viale Shantang e termina con il poggio della Tigre situato a nord-ovest di Suzhou.Immagine                                                             Realistico e pieno di vita, pur essendo in parte opera della fantasia, riesce a mostrarci una visione della Cina assolutamente dettagliata e precisa  ed è un esempio incredibile della pittura di genere tipica di questo Paese.

Xu Yang, nato a Suzhou, era entrato giovanissimo presso la Corte degli artisti imperiali , e, nominato membro dell’Accademia imperiale di pittura, lavorò per tutta la vita per il -Padiglione del desiderio esaudito- Sicuramente entrò in contatto con gli artisti missionari europei come Antoine de Poirot, G.Castiglione, G.Pansi ed altri che gli insegnarono l’utilizzo della prospettiva parallela , per rendere con maggiore fedeltà gli elementi architettonici, anche se il dipinto è raffigurato complessivamente nella tradizionale prospettiva cavaliera (vista dall’alto con più punti di fuga). Il dipinto è stato realizzato in occasione della visita dell’imperatore Qianlong a Suzhou, città molto amata dalla dinastia Qing, non solo per la sua bellezza e raffinatezza, ma anche per la sua importanza economica per l’impero che ricavava dalla regione del sud molte delle sue risorse economiche. Con il suo dipinto Xu Yang ringrazia l’imperatore perché con il suo buon governo permette la prosperità della regione e l’imperatore porterà nel suo palazzo a Pechino il dipinto che ammirerà molte volte, apponendovi molti dei suoi sigilli rossi, segno di profondo apprezzamento.Immagine                                                                   Suzhou è una città dell’acqua, circondata da due laghi e dai fiumi. Il disegno segue il percorso dell’acqua che scende dalle montagne, si riversa nei laghi e nei canali, entra nella città, scorre sotto i ponti,Immagine                                             lambisce le case, i giardini, i suoi bellissimi palazzi, gli edifici che si riflettono nell’acqua. I ponti sono ovunque, in epoca Qing erano più di mille, di cui 40 illustrati nel rotolo. Il ponte della primavera fugace esiste ancora, Immagine                                                  e si può ammirare in una delle foto pubblicate su Google Earth.Immagine                                                          è lungo 54 metri, segmentati in nove archi e proietta la sua immagine sul Lago delle pietre leggere come un arcobaleno.Immagine                                                     Il 18 agosto di ogni anno la luna si riflette 9 volte nell’acqua sotto gli archi formando una catena luminosa di nove lune e gli abitanti di tutta la città, che è ancora molto bella, accorrono ad ammirare il ‘concatenare della luna sul lago delle pietre’.

Estremamente belli ed interessanti sono pure i giardini di Suzhou, ma di questo parlerò nella prossima puntata, ora vorrei solo sottolineare un’altra differenza fondamentale tra la civiltà occidentale e quella cinese. Nella prima potenti, re, imperatori ornavano le loro dimore ed i palazzi del governo con i loro ritratti, con scene religiose in cui il potente era inginocchiato vicino ai santi o alla Madonna, nessuno di loro avrebbe ammirato il rotolo di Xu Yang dove è rappresentata la gente comune, la plebe, ovvero i sudditi che vivono una semplice esistenza. L’imperatore Qianlong invece è contento che il suo popolo viva in una bella città e stia bene e quindi ne ammira frequentemente le scene. Di lui abbiamo solo pochi ritratti e sono quasi tutti stati eseguiti da Giuseppe Castiglione.Immagine                                                                Evidentemente la civiltà occidentale incominciava a penetrare anche lì. Un’altra differenza che salta subito agli occhi è fra la città ideale del Rinascimento italiano e la bellissima Suzhou; nella prima è stato tolto qualsiasi elemento vivente, non esiste, non dico un albero, ma nemmeno una fogliolina, non si vede un essere umano; solo marmo e prospettiva; il pensiero scientifico e matematico annulla ogni forma vitale e si impone sulla natura  (osservando certe opere architettoniche attuali nelle nostre città non si può fare a meno di pensare che questo principio sia rimasto nell’inconscio di certi architetti poco originali e mediocri assunti dalle poco originali e mediocri amministrazioni comunali) Nei disegni di Xu Yang la città si inserisce nell’ambiente, lo segue, lo accompagna rispettandolo ed interagendo con esso in modo da creare un tutto armonioso.Immagine

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6 risposte a La città ideale

  1. francesco ha detto:

    Grazie. Stimolante il confronto con la cultura europea, dal rinascimento in poi. Come ha potuto la Cina, nel giro di un secolo, veder dissolta la propria straordinaria cultura?

    • elenaedorlando ha detto:

      Non so rispondere alla tua domanda, ma forse la cultura cinese non si è dissolta, se dobbiamo credere a Jung sicuramente in loro sono rimasti gli archetipi della loro civiltà che stanno emergendo, infatti ho letto che negli ultimi anni si sono fatte numerose scoperte archeologiche e anche la pubblicazione del rotolo di Xu Yang è opera di Pechino. I risultati scolastici misurati dal PISA danno poi i bambini cinesi ai primi posti nel mondo per capacità ed intelligenza. mentre gli Usa sono agli ultimi, E’ solo una questione di tempo, intanto ti ringrazio per il tuo gentilissimo commento.

  2. musa inquietante ha detto:

    Fantastico post, opera stupenda!!!!!! grazie mille per averla descritta così bene!!

  3. Bastet ha detto:

    Bello…in ritardo lo leggo, andando a ritroso come sto andando a vedere ciò che ho perso in questi settimane…fantastico davvero, molto instruttivo e articolato come sempre! Grazie!

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