La religione degli Immortali

Immagine                                                                       Per gli antichi Egizi esistevano molteplici figure divine immanenti nella natura ed espressione del suo potere sul mondo umano. Gli dei rappresentavano il legame che unisce l’uomo all’ambiente e ai cicli naturali della vita e erano insiti nei fenomeni fondamentali della natura che si manifestava come energia vitale  in tutti gli esseri viventi. Il dio, come l’uomo, è costituito da 6 elementi fondamentali; lo spirito (akh) l’energia vitale (ka) l’anima (ba) il nome (ren) l’ombra (shut) il cuore (ib). La parola neter -dio in egiziano- significa funzione o principio, ossia una forza che non è direttamente visibile ma che condiziona la vita di tutti gli uomini e che questi devono seguire e rispettare. In fondo una visione scientifica della divinità per cui è difficile scindere i vari aspetti del pensiero egiziano; la teologia si identifica con la scienza, con l’arte, con lo sport, con la vita quotidiana. I circa 400 dei, diversi spesso nell’Alto e Basso Regno, erano i fatti della natura ed erano il punto concreto di riferimento tra la vita umana e il cosmo. Una concezione aperta della divinità che si prestava a sovrapposizioni e cambiamenti, incroci e apparenti incoerenze, tanto che gli studiosi non riescono ad organizzare in modo schematico le singole devozioni. Nella lingua egiziana antica inoltre, non ci sono i termini religione o fede o devozione che sarebbero comodi per creare una classificazione comprensiva per noi occidentali bisognosi di schemi rigidi e di divisioni fra le varie discipline. Una verità religiosa è messa a fianco dell’altra, la completa o la nega a seconda delle circostanze. Nell’affollato universo delle divinità egizie si possono con sicurezza fare solo due distinzioni: 1) gli dei oggetto di culto locale 2) gli dei che estendono la loro influenza su tutta la regione del Nilo, ossia le divinità cosmiche che erano in relazione con i grandi fenomeni della natura o con la creazione del mondo o del genere umano.Immagine                                                                    Un’altra peculiare caratteristica della religione egizia era l’adorazione per gli animali, come tali oppure come parte o forme parziali degli altri dei. La spiegazione totemica avanzata in proposito da alcuni studiosi non sembra valida, infatti in Egitto si attribuiva all’animale, come al sole e a altre forme della natura, un significato religioso per se stesso che lo sottraeva al mondo umano. Lo stesso discorso valeva per il Faraone  che era considerato figlio di Horus o del dio solare Ra.                                                                               Ma veniamo ad alcuni dei più importanti dei egizi, ad esempio Amun, il dio nascosto che si manifesta nel vento ma è anche il respiro, fonte di vita per tutti gli esseri animati. Ra è il potere creativo del sole e quindi Amun-Ra diventano talvolta una divinità unica. Nel 1325 a.C. il faraone Akenathon introdusse il culto esclusivo del dio Aton o Ra, il Sole, eliminando gli altri dei. La nuova religione monoteista durerà solamente 17 anni e gli dei spodestati ritorneranno al loro posto  con Tutankhamon che ristabilirà l’ortodossia  e riporterà la pace in Egitto.Immagine                       Al Museo Egizio di Torino vi sono ben 21 statue della dea Sekhmet, che era la consorte del dio Amon e era associata con altre divinità come Hathor e Bastet. Il disco solare e il cobra  la mettono in relazione con la dea Serpente del Basso Egitto. Secondo il mito, Sekhmet fu inviata da Amon nella valle del Nilo per divorare gli uomini che avevano smesso di venerare gli dei.Immagine                 – Sacerdote che offre un simulacro di Amon con la testa di ariete-                                               Sekhmet esagerò nella sua attività di sterminio tanto che stava facendo fuori tutta l’umanità. Amon allora versò nel Nilo della birra rossa, lei si ubriacò e l’umanità fu salva (lo stesso mito ha spesso come protagonisti Ra e Hathor) Sekhmet era considerata pure la dea della guerra e quindi protettrice dei confini dell’imperoImmagine                                  e poteva curare le malattie e quindi era pure protettrice dei medici.Immagine                                               Ptah era un altro dio importante  ed un altro marito di Sekhmet; secondo il mito la creazione del mondo avvenne attraverso le parole di Ptah. Il loro figlio Nefertum era il dio dei profumi.Immagine                                                               Hathor, la dea madre preposta all’allevamento dei figli, impugna lo scettro del potere.Immagine                                                                    Renenutet, raffigurata nella stele qui sotto, era la dea che proteggeva le provviste alimentari destinate ai granai e alle provviste dei villaggi ed era vista come un serpente che si ciba dei roditori.Immagine                                   Bes proteggeva le donne durante il parto nelle case o nei villaggi.Immagine                                                          Mertseger (= colei che ama il silenzio) proteggeva le necropoli . Nell’ostrakon raffigurato qui sotto è rappresentata davanti ad una tavola offerta in segno di devozione dal fedele Amenkhau.Immagine                                                                 Ma gli dei più amati dagli antichi Egizi e che maggiormente hanno fatto parte della loro esistenza sono stati senza dubbio Iside ed Osiride (qui sotto rappresentato nella stele che raffigura la defunta Neskhonsu che offre due fiori di loto al dio Ra e ad Osiride)Immagine                                                                   Il culto di Osiride incomincia agli albori della civiltà egiziana e nei Testi delle Piramidi (2420-2270) viene identificato con il faraone morto. Osiride è il figlio di Geb e Mut, dei della terra e del cielo ( il cielo era femminile e la terra maschile per gli Egizi) Osiride ha un fratello, Seth, che gli è mortalmente nemico e che lo uccide. La sorella e moglie Iside, disperata, lo cerca con l’aiuto della sorella Neftys per tutto l’Egitto  e  alla fine lo trova  smembrato  in 14 parti buttate per tutto il territorio. Lei lo ricompone e lo richiama in vita (succederà due volte, ma verrebbe troppo lungo raccontare tutta la storia peraltro interessantissima) Horus, il figlio di Iside e Osiride poi vendicherà il padre e riuscirà a cacciare Seth dall’Egitto. Horus avrà a sua volta 4 figli che saranno rappresentati con la testa di animali sui vasi canopi. Osiride, il dio morto e resuscitato, rappresenta la fede in una vita dopo la morte e si identifica con i defunti, che difende quando questi devono presentarsi al giudizio nell’oltretomba. E’ pure il protettore delle acque e delle inondazioni da cui dipendeva la fertilità del Paese. Iside è la dea del cielo e dell’amore per cui spesso viene assimilata ad Hathor con le caratteristiche corna di vacca che richiamano il mondo lunare. Nel mondo egizio è sempre associata ad Osiride mentre in quello greco-romano assume caratteristiche autonome e diventa una misteriosa divinità universale (v. Metamorfosi di Apuleio libro XI) Il culto di Osiride è pure fondamentale per capire l’importanza dell’imbalsamazione presso i popoli del Nilo.(ma questo nella prossima puntata). Immagine                                                             -Stele di Padiamenipet : il defunto è in piedi a destra con le braccia alzate in segno di adorazione. Il dio Harakhty è seduto in trono , seguito da Iside alata e dai 4 figli di Horus-

Bibliografia:

Plutarco -Iside ed Osiride- Adelphi                                                                                                  AAVV -I grandi musei del mondo- Scala                                                                                          Gardiner -La civiltà egizia-                                                                                                              Civiltà degli Egizi – Museo Egizio di Torino-                                                                                   Un itinerario nella storia dell’Egitto antico; a cura del Museo Egizio di Torino.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in egittologia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...