La medicina degli dei

Thot era il dio delle scienze e quindi anche della medicina ed i suoi seguaci furono i primi medici dell’Egitto. La medicina faceva quindi un corpo unico con il culto e le leggi sacerdotali. La prima figura di medico di cui si abbia certezza è quella di Imothep vissuto nel 2980 a.C. Sacerdote, astronomo, responsabile dell’ordine interno , dell’esercito e del tesoro, anche se di lui non ci sono rimasti scritti, sappiamo che fu dapprima considerato come un semidio quindi elevato al grado di divinità. All’interno dei templi, sacri ad Iside, venivano ricevuti i malati che erano posti sotto le cure dei sacerdoti stessi i quali ascoltavano il paziente e consultavano l’oracolo per l’interpretazione dei sogni. Si scrivevano le osservazioni sull’evolversi delle malattie, le terapie impiegate, le testimonianze di avvenuta guarigione. Ed alcune di queste osservazioni venivano incise sulle colonne dei templi. Esisteva quindi un codice di regole scritte conservate dai sacerdoti di Thot a cui i medici dovevano attenersi scrupolosamente. Era vincolante anche per i medici itineranti che si spostavano nei vari villaggi. Solo la stretta osservanza delle regole codificate esonerava il medico da ogni responsabilità in caso di morte del paziente (Diodoro Siculo) Ciascun medico aveva la sua specializzazione: esistevano i medici che curavano solo le malattie degli occhi (sunu irty) quelli che sanavano fratture e lussazioni, i dentisti ( sunu ibeh) quelli che curavano l’addome (sunu khet) i tumori, le malattie infettive, i ginecologi, spesso ginecologhe, perché anche le donne potevano essere sacerdotesse e medici, ecc…Non c’era una netta distinzione tra medico (sunu) sacerdote (hemnecer) e mago (hekau) La medicina intesa come scienza, comprensiva delle regole igieniche, della fisiologia e dello studio delle malattie, rientrava nelle competenze dei Profeti custodi pure dell’astronomia, della filosofia e della legislazione. Medici ed ostetriche sparsi per tutto l’Egitto erano remunerati direttamente dai pazienti, mentre i sacerdoti traevano le loro fonti di sostentamento dalle rendite statali e dalle tasse d’imbalsamazione. I sacerdoti-medici imponevano rigide norme igieniche a tutti, anche ai re, certi che il prevenire le malattie fosse meglio che il curarle. Ma quali erano le malattie degli antichi Egizi? Oggi possiamo dedurle da tre fonti principali: 1) I papiri ed i testi medici 2) L’analisi delle mummie diventata importante negli ultimi decenni soprattutto grazie alle nuove tecnologie 3) Le realistiche rappresentazioni artistiche egiziane.  Infatti statuette predinastiche mostrano deformazioni che si potrebbero ricondurre alla tubercolosi ossea (ma anche a malformazioni congenite) Nella mummia di Deshaseh è stata riscontrata una deformazione riconducibile alla poliomielite . Lo studioso Dasen (1993) cita 207 rappresentazioni di nanismo fra le quali la più importante è la statua di Seneb con la famiglia, i membri della quale erano tutti normali (i nani erano comunque ben accetti nella società egizia) Esistevano numerose malattie parassitarie. In una mummia della XXI Dinastia sono state trovate le uova calcificate del Schistoma haematobium, un verme che vive nello stomaco dei serpenti d’acqua i quali rilasciano nei fiumi le uova che penetrano nella pelle intatta degli esseri umani e circolano poi nel sangue provocando anemia, mancata resistenza alle malattie, intaccando talvolta anche il fegato e provocando infezioni urinarie con ematurie, tanto da far dire ai soldati di Napoleone che l’Egitto era la terra degli uomini mestruati. Altra malattia, descritta nel papiro  Smith, è il tetano encefalico, una malattia curabile al 50%, infatti nel papiro è scritto: “questa è una malattia contro cui combatterò” E’ testimoniata la presenza del vaiolo di cui si parla pure nella Bibbia, mentre non si sono riscontrati, fino ad oggi, casi di lebbra o di malaria o di peste. Sappiamo molto della medicina egizia grazie ai papiri che sono stati ritrovati nelle tombe e che ci forniscono un’idea ben precisa della loro scienza. I papiri medici sono numerosi  e sono stati tradotti e spiegati da molti studiosi. Prendono spesso il nome dai collezionisti occidentali che li hanno acquistati. Leggendoli possiamo capire che il rapporto tra magia e scienza era molto stretto ma solamente quando il fenomeno non era interpretabile con l’osservazione diretta. Non si parla di formule magiche nel papiro che tratta delle fratture, ma queste sono usate quando non si riesce a spiegare un fenomeno patologico.                                                                                                        I papiri medici più antichi a nostra disposizione sono i due papiri di Kahun (1850 a.C) che trattano uno di veterinaria l’altro di ginecologia. Il secondo contiene 35 paragrafi riguardanti le malattie ginecologiche, la fertilità, la maternità e la contraccezione. Ecco alcuni suggerimenti per capire se una donna era incinta:  “Tu metterai dell’orzo e del grano (in due sacchi di tela) che la donna innaffierà con la sua urina ogni giorno….Se germogliano entrambi essa partorirà. Se è l’orzo che germoglia per primo sarà un maschio; se è il grano sarà una femmina. Se non germogliano essa non partorirà” Una pratica usata anche durante il Rinascimento e che ha trovato riscontri positivi nel 70% dei casi  negli esperimenti effettuati negli ultimi anni. Interessante ed approfondita la parte che riguarda gli anticoncenzionali. Nella prescrizione XXI si consiglia di utilizzare lo sterco di coccodrillo  su una pasta di anyt (?). Nella prescrizione XXII si suggerisce di introdurre in vagina del miele con il carbonato di calcio. Nella prescrizione XXXIII si dice di cospargere della gomma con l’anyt e di introdurla nella vagina. Il Papiro Edwin Smith (1600 a.C) è la sola parte sopravvissuta di un libro di testo egizio sulla chirurgia dei traumi. Scritto in ieratico, si pensa si basi su un testo  risalente a circa un millennio prima, probabilmente opera di Imothep. Vi sono esaminati  48 casi di traumi, ognuno descritto obbiettivamente; dalla diagnosi, al trattamento, alla prognosi e dimostra che gli organi umani erano ben conosciuti dagli Egizi. Non ci sono formule od incantesimi. Per la prima volta in tutta la storia della medicina ci troviamo di fronte ad un approccio scientifico della malattia. Il papiro illustra tutti i 48 casi partendo dalla testa e proseguendo verso il basso. Un metodo scientificamente oggettivo che consiste nell’osservazione attenta delle ferite e del paziente, ponendo a questi delle domande, osservando i movimenti del corpo, palpandone le membra, studiandone la reazione ed ascoltando il cuore.                                     La diagnosi si manifestava sempre con uno dei 3 verdetti:                                                            1- favorevole =male curabile                                                                                                              2- incerto = che si può tentare di curare                                                                                          3- sfavorevole = privo di speranza. In quest’ultimo caso al medico è ordinato di seguire il     malato: “prenditi cura di lui, non abbandonarlo”                                                                               Si può dedurre, leggendo il papiro, come il medico intervenga sul paziente dimostrando sempre una radicale fiducia nella natura lasciata libera di migliorare o regredire fino alla morte. Le procedure mediche del papiro mostrano un livello di conoscenza superiore a quello di Ippocrate (1000 anni più tardi) e non facciamo un tristo confronto con la medicina europea fino al secolo scorso, o forse fino ad oggi…                                                                          Nel papiro Smith, per la prima volta nella storia, appare la parola cervello ed il chirurgo descrive minuziosamente le circonvoluzioni cerebrali, la struttura cranica con le meningi, il fluido cerebro spinale, le pulsazioni intracraniche. Si parla di emisferi cerebrali e si osserva come le ferite al cervello abbiano ripercussioni sulle altre parti del corpo. Si sottolinea l’importanza della colonna vertebrale per il controllo del sistema nervoso, la cui  lesione è capace di compromettere le funzioni sensoriali e motorie. Sono descritti anche muscoli e tendini ed una parte importante è dedicata al cuore, considerato fondamentale per determinare le condizioni del paziente.   Nel papiro sono descritti pure gli strumenti chirurgici, alcuni dei quali sono ancora in uso oggi e la farmacopea indispensabile nelle operazioni. Vi appaiono inoltre garze assorbenti, tamponi di lino, cerotti adesivi, stecche e gesso per riparare le fratture ossee, unguenti per curare le ferite, decotti di salice usati come disinfettanti, impacchi di ammoniaca contro le infiammazioni, sali di rame e sodio a scopo astringente, la cannabis e l’oppio contro i dolori, ecc… Il Papiro di Ebers, un rotolo lungo 20 m e alto 20 cm, porta la data del 1534 a.C. Scritto in ieratico, la lingua degli scribi e dei sacerdoti, è la collezione di una miriadi di testi differenti alcuni dei quali, come il paragrafo 856 si riferiscono chiaramente agli scritti medici della prima Dinastia (3000 a.C.) Contiene lunghe descrizioni delle malattie dello stomaco, dei parassiti intestinali, delle malattie della pelle, delle malattie dell’ano, e della sezione digestiva con i relativi rimedi. I paragrafi 188-207 sono inclusi nel -Libro dello Stomaco- Nel paragrafo 207 si parla delle malattie del cuore e si prosegue con le malattie della testa. I rimedi consistono soprattutto nell’uso delle erbe. Si analizzano lo stato della lingua, dei denti, le malattie del naso e della gola ed i problemi contraccettivi aggiungendo ai suggerimenti di Kahun di tre secoli prima la seguente ricetta anticoncezionale: “Inizio delle ricette fatte per le donne allo scopo di provocare che una donna smetta di concepire per un anno, due anni o tre anni. Germogli di acacia.Triturare con una misura di miele, bagnare in esso della garza e collocarla nella sua vagina” (Le cime degli arbusti di acacia contengono gomma arabica che in fermentazione libera anidride di acido lattico, l’agente attivo che si usò fino alla metà del secolo scorso come anticoncezionale in Gran Bretagna ed in USA (1) I problemi oculistici erano assai diffusi in Egitto a causa del forte sole e della sabbia, quindi la trattazione al riguardo è particolarmente dettagliata. Non mancano le analisi dei tumori e delle bruciature, degli ascessi, dei disturbi intestinali e dei relativi rimedi.                                                                                                                                                                                                                      Consci che prevenire è meglio che curare  dedicano un intero paragrafo all’igiene personale, regolata attraverso numerosi precetti religiosi. C’era l’obbligo di lavarsi regolarmente al mattino  (le brocche per la doccia sono state trovate in tute le tombe) di pulirsi bene la bocca ed i denti, di lavarsi le mani prima di mangiare, di cambiare spesso le vesti. Anche le regole per una sana alimentazione erano piuttosto rigide. Non si doveva mangiare carne di maiale né indulgere al vino. Era disdicevole ingrassare (anche per gli animali, si cita l’episodio del sacerdote che mette a dieta il bue Api che stava diventando una palla di grasso).                                                                                                                                                                                                  Nel papiro Ebers sono citati più di 900 medicamenti fra cui la trementina, l’olio di ricino, il timo, la celidonia. Come anestetico si usava in dosi molto basse il giusquiamo che contiene scopalamina, potente sedativo del sistema nervoso centrale. Ma il rimedio più importante fu sicuramente la birra, sia come veicolante di numerosi medicamenti sia come cura per i disturbi intestinali, per le infiammazioni e per le ulcere delle gambe. L’effetto disinfettante era senza dubbio dovuto al lievito ed ai complessi di vitamina B in esso contenuti che producevano un’azione antibiotica, così come il pane ammuffito, normalmente usato per questi scopi. Sarebbe interessante parlare anche del papiro di Berlino che si occupa di pediatria o di quello di Hearst che tratta di medicina generale, ma credo di aver dimostrato, anche se in modo assai lacunoso, la grandezza di questo popolo di cui sono rimasti solamente i papiri ritrovati nelle tombe. I loro scritti, numerosi ed importantissimi, raccolti da Tolomeo nella Biblioteca di Alessandria nel III a. C., affinché restassero a disposizione dell’umanità, furono bruciati dai Cristiani. Nel 391 d. C. Teodosio, imperatore romano, con il decreto di Tessalonica fa del Cristianesimo l’unica ed obbligatoria religione. Viene interdetto l’accesso ai templi pagani, spesso rasi al suolo, vengono emanate pene amministrative per coloro che si riconvertono al paganesimo, si punisce con la morte la consultazione dei visceri (pratica eminentemente greco-romana) e soprattutto si ordina la distruzione delle biblioteche egiziane fra cui quella di Alessandria con i suoi 700.000 volumi dichiarati eretici o satanici, facendo piombare l’umanità nella barbarie dalla quale non ci siamo ancora sollevati e dalla quale non ci risolleveremo forse mai più. Il  pensiero degli antichi Egizi si basava sull’osservazione e sul ragionamento, nemici dichiarati della fede, tanto utile a chi vuole governare indisturbato.                                                                                                         Bibliografia:                                                                                                                                                         1)  Norman E. Nimes -Medical History of Contraception- Gamut Press 1963 pag. 69             2) James H. Breasted -A History of Egypt- N.Y. Scribne 1905                                                       3)      ”      ”        ”        -”       ”          of ancient  Egypt-      ”        ”                                                         4) The Edwin Smith Surgical Papyrus – University of Chicago                                                       5) The papyrus Ebers. The greatest Egyptian Medical document. Translated by Ebbell Levin & Munksgaard.                                                                                                                            7) Francesca Contini -La medicina nell’antico Egitto- Antrocom 2005

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