Freud-Mosè-Akhenaton

Immagine                         “Non è impresa né gradevole né facile privare un popolo dell’uomo che esso celebra  come il più grande dei suoi figli: tanto più quando si appartiene a quel popolo. Ma nessuna considerazione deve indurre a subordinare la verità a presunti interessi nazionali, quando dal chiarimento di un problema obbiettivo possiamo attenderci un progresso delle nostre conoscenze” (1) Incomincia così uno degli scritti più affascinanti di Freud. Un libro che è il testamento del grande studioso e nello stesso tempo la dimostrazione della sua  onestà intellettuale e del desiderio di conoscere e di capire che ha guidato tutta la sua vita. -L’uomo Mosè e la religione monoteistica-  è stato scritto di nascosto, prima a Vienna e poi pubblicato in Olanda nel 1938. E’ suddiviso in 3 parti che spesso si ripetono, quasi a dimostrare la difficoltà ed il problema della trattazione. Freud era affascinato dall’Antichità e possedeva una notevole collezione di reperti archeologici, soprattutto egizi e non se ne separò nemmeno in esilio. A Roma visitò tutti i giorni, per un mese intero, la statua del Mosè di Michelangelo che lo affascinava in modo particolare e lesse con avidità tutti gli scritti di J.H. Braested ed altri studiosi sull’argomento. Nel testo sopra citato le tesi sono analizzate con la massima serietà prendendo in considerazione tutte le possibili obiezioni che possono esservi rivolte. Le conclusioni appaiono evidenti: Mosè era un egiziano fuggito dall’Egitto dopo la morte di Akhenaton (1358 a.C) Il nome stesso di Mosè è egizio e significa bambino o figlio ed è un suffisso che si riscontra spesso in molti nomi egiziani. La nascita di Mosè ed il suo essere salvato dalle acque è la replica esatta della storia di Sargon, salvato dalle acque nel 2540 a.C e diventato re degli Accadi. I dieci comandamenti sono una sintesi dei 42 peccati che il ka doveva dichiarare di non aver commesso davanti ai 42 giudici ed ad Osiride (v. Libro di Tasnakht -post 19/1/2014) L’arca dell’alleanza che dio aveva ordinato di edificare nel tempio di Salomone, riproduce la barca degli dei del tempio egiziano. E la circoncisione, praticata in Egitto durante l’adolescenza per motivi igienici, divenne una delle caratteristiche che distingueranno il popolo ebraico dagli altri, assieme al divieto di magiare carne di maiale, un animale sacro in Egitto. Il libro dei Proverbi, forse le pagine più belle dell’Antico Testamento derivano da un papiro del 2000 a.C. -La saggezza di Amenope- ora conservato al British Museum. Per non parlare della somiglianza dei Salmi della Bibbia con gli inni al dio Sole di Akhenaton. La morale civile e sociale è nata quindi molto prima che Mosè salisse sul monte e ne scendesse con i pietroni scritti da dio. Fa parte dell’umanità da quasi 5000 anni ed è una scoperta civile ed umana che si tramanda nel secoli. ” La virtù dell’uomo è il suo monumento, ma sarà dimenticato l’uomo malvagio” Si trova scritto su una pietra tombale egizia  del 2200 a.C.

Ma allora chi era Mosè?

Per capirlo dobbiamo ritornare ai tempi del faraone Amenothep IV salito al trono dopo la morte di Thumtmose III, grande condottiero che aveva rafforzato militarmente il potere dell’Egitto su tutti i popoli confinanti. Il figlio Amenothep non era però un militare; il suo unico interesse era quello religioso ed in particolare l’adorazione di un unico dio: Aton, il sole -padre e madre di tutto quello che sta sulla terra e che abbraccia tutta l’umanità- Non è una sua invenzione, il concetto di logos era già presente un millennio  prima nella religione egizia. Il logos (la parola) era la forma in cui l’intelligenza di Ptah, il dio degli architetti, si manifesta in tutte le cose ed in tutti gli esseri viventi: la novità consiste nel fatto che il giovane faraone per la prima volta nella storia impone un rigoroso monoteismo; il primo tentativo del genere nella storia mondiale. Con la fede in un unico dio nacque l’intolleranza religiosa, fino ad allora sconosciuta e che ritroveremo solamente 14 secoli dopo in tutta la sua virulenza. Il faraone monoteista fa distruggere i templi degli dei e perseguita con particolare durezza i seguaci del dio Amon. I templi  furono chiusi e proibite le funzioni religiose soprattutto quelle in onore di Osiride e si impose l’adorazione esclusiva del dio Sole. Il giovane faraone cambia persino il suo nome in Akhenaton (=colui che è utile ad Aton) Il suo regno dura 17 anni, non molti, ma sufficienti a ridurre in pezzi l’Egitto. All’interno cresce la rabbia del popolo contro colui che gli aveva tolto Osiride, il dio che consolava ed aiutava i defunti. I sacerdoti di Amon, potenti e colti, cospiravano per toglierlo di mezzo. Le città al confine venivano saccheggiate, gli abitanti depredati ed uccisi ma il faraone non rispondeva alle loro richieste di aiuto. Contrario all’uso della forza permise che gli Hittiti invadessero, saccheggiassero e massacrassero le popolazioni di gran parte del Regno. Considerava pure irrilevante che Palestina e Siria uscissero dal controllo dell’Egitto, rispetto all’importanza di costruire templi in onore di Aton. Mentre scrive i suoi inni anche l’Asia esce dal controllo dell’Egitto. E quando il Sud è in preda all’anarchia lui fa costruire edifici e città in onore del dio Sole in tutto il Paese. Finalmente, dopo più di 16 anni di disinteresse per le cose di questo mondo, affida il potere dell’esercito ad Harmhab, un militare che cercherà di conquistarsi le simpatie dei sacerdoti e del popolo. Akhenaton muore nel 1358 e dopo Tutenkaton, che cambierà il nome in Tutenkamon, andrà al potere il militare Harmhab che cercherà di rimettere in piedi il Paese caduto in mano della corruzione dei funzionari, che nessuno aveva più controllato, e che avevano vessato in tutti i modi i più poveri ed i più deboli. Quindi fa distruggere i templi costruiti da Akhenaton, chiamato ormai -il criminale- anche se non ne proibisce  la religione. E’ in questa situazione di profonda anarchia e disordine sociale che Freud colloca l’esodo degli Ebrei, i quali, guidati da Mosè, un alto funzionario di Akhenaton, caduto in disgrazia alla morte di costui, lasciano l’Egitto per trovare una loro vera patria. Meta della migrazione doveva essere la terra di Canaan dove avevano fatto irruzione le orde dei bellicosi Aramei, chiamati Habiru ed il cui nome fu poi trasferito agli Ebrei. Freud suggerisce pure che Mosè un grande personaggio egizio, abbia portato con se i suoi scribi egiziani, ossia i Leviti.

Ma il passato, anche se remoto non ci abbandona così facilmente  e Freud, costretto a fuggire dalla sua Vienna per colpa della persecuzione nazista, trova una spiegazione dell’odio dei Cristiani europei contro gli Ebrei nella storia: “...I motivi dellodio per gli Ebrei sono radicati nel passato più remoto, agiscono nell’inconscio dei popoli….non dimentichiamoci che tutti questi popoli che oggi hanno il primato dell’odio per gli Ebrei sono diventati cristiani solo in epoca storica tarda, spesso spinti da sanguinosa coercizione. Si potrebbe dire che sono tutti -battezzati male- e che sotto una sottile verniciatura di cristianesimo sono rimasti quello che erano i loro antenati che professavano un barbaro politeismo. Non hanno superato il loro rancore contro la nuova religione che è stata loro imposta, ma l’hanno spostata sulla fonte donde la nuova religione è loro venuta” pag. 103 (1)  Sono d’accordo con lui ma aggiungerei  che la persecuzione nei secoli non ha riguardato solo gli Ebrei ma pure i pagani, quindi le donne che tramandavano le cure naturali in disaccordo con la terrificante medicina ufficiale, e considerate perciò streghe, coloro che cercavano di ragionare con la propria testa come Campanella, Giordano Bruno o Galilei, i serpenti, i gatti, praticamente tutti gli aspetti della natura in cui gli Egizi vedevano l’espressione della divinità. Sembra che l’imperante monoteismo abbia voluto cancellare  con queste migliaia, anzi milioni di vittime, ogni traccia del pensiero egizio dalla nostra esistenza.

Bibliografia

1) Freud -L’uomo Mosè e la religione monoteista- Boringhieri                                                   2) Freud -Totem e tabù- Boringhieri                                                                                                3) Freud -L’avvenire di un’illusione- Boringhieri                                                                           4) J.H. Braested -Development of religion and thought in ancient Egypt- Scribner                 5) J.H. Braested – The dawn of coscience- Scribner                                                                       6) J. H. Braested – A History of Egypt- Scribner

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3 risposte a Freud-Mosè-Akhenaton

  1. musa inquietante ha detto:

    questo post è davvero illuminante.. il tuo parallelismo tra la formazione dell’identità ebraica e i fondamenti della civiltà egiziana di Akhenaton è magnifico!!! il fatto che Mosè fosse un alto funzionario del faraone monoteista spiegherebbe molte cose…
    intelligente anche la tua considerazione finale, sono pienamente d’accordo con te…

    • musa inquietante ha detto:

      devo comprare quel libro di Freud su Mosè e il monoteismo!!

      • elena ha detto:

        Grazie Musa! Sei sempre molto gentile ma di mio in questo post c’è solo una pasticciata sintesi ed un riassunto di quello che ho letto nel -Mosè- di Freud e in Braested che ho scoperto grazie alle citazioni di Freud, il quale spesso si richiama a lui. I tre libri di Braested che ho messo nella bibliografia si possono trovare in internet, qui:https://archive.org/details/historyofegyptfr00brea. Sono veramente affascinanti. Ti consiglio comunque la lettura del -Mosè- perché io non ho parlato delle conclusioni psicoanalitiche che Freud trae dalle sue ricerche, non mi sembrava in tema., ma sono veramente interessanti. Grazie ancora

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