Riscaldarsi con arte

Immagine             Il bipede incomincia ad inquinare appena nato. Non è colpa sua, qualsiasi cosa lui faccia lascia una traccia indelebile sulla faccia della Terra; una macchia come scrive Philp Roth (1) Mentre tutti gli altri esseri viventi, a meno che non siano il risultato dell’intervento umano, entrano nel sistema della natura collaborando alla sua esistenza quasi fossero parte di un unico organismo, l’essere umano distrugge ed inquina senza scampo.Immagine       Date queste premesse le persone che si credono sensibili nei confronti dell’ambiente hanno un’unica soluzione: cercare di inquinare il meno possibile. L’inverno molti animali vanno in letargo affrontando così il freddo, a noi questo non è permesso quindi dobbiamo riscaldare le nostre abitazioni e procurare così in ogni caso una notevole quantità di danni all’ambiente. Se utilizziamo l’energia elettrica considerata ‘pulita’ dobbiamo ricordarci che per produrla sono state distrutte intere vallate, sia con le dighe che con i tralicci. L’estrazione del metano, in sé poco inquinante, genera la subsidenza dei terreni. Il riscaldamento a legna genera un pesante inquinamento atmosferico e la distruzione dei boschi anche quando gli alberi sono tagliati nel modo opportuno. Persino la costruzione di pannelli solari e fotovoltaici non evita problemi all’ambiente in quanto per costruirli è necessario comunque il petrolio.

La sensibilità nei confronti dell’ambiente non è nata ai giorni nostri, è sempre stata presente soprattutto nelle popolazioni delle Alpi che dovevano sopravvivere ai lunghi inverni.ImmagineL’invenzione della stufa ad olle rientra in questi principi. In realtà le sue origini si possono far risalire ai tempi dei Romani che avevano capito come utilizzando l’argilla si possa ottenere del calore salubre che dura nel tempo, sfruttando l’80% dell’energia prodotta invece che il 20% di una stufa normale. Ma il vero boom delle stufe ad olle si deve far risalire al XVI secolo, almeno nel Tirolo italiano, quando a Sfruz, un paesino di 300 abitanti (ora) arrivarono i Faentini sfuggiti alla repressione del papa Pio V. Infatti Faenza era diventata il centro delle dottrine calviniste in Italia e la Santa lnquisizione aveva incominciato a torturare e condannare a morte numerosi abitanti della città che si erano convertiti al protestantesimo. Pio V, ex Grande Inquisitore aveva anzi pensato ad una deportazione in massa di tutti i Faentini chiamati con disprezzo Anabattisti. L’arrivo degli Anabattisti Ollari di Faenza fu una grande fortuna per il paesetto di Sfruz che aveva dell’ottima argilla per costruire le stufe  ma non gli artisti e gli artigiani capaci di lavorarla in modo adeguato ed abili nel creare delle formelle in maiolica che si possono considerare delle autentiche opere d’arte.ImmagineImmagine             Con la crisi energetica la stufa ad olle sta ritrovando un altro momento di gloria e ritorna a riscaldare le case di molte abitazioni soprattutto in montagna, infatti permette un notevole risparmio energetico grazie al materiale con cui è costruita ed alla sua struttura.  Viene realizzata sul posto con mattoni di argilla ( i migliori sono quelli che contengono poca sabbia) sovrapposti in modo che la fiamma ed il calore siano costretti a compiere una serpentina che parte dal basso ed arriva in alto fino al tubo di scarico inserito nella canna fumaria ed è proprio questo -girofumi- interno che permette una notevole riduzione del consumo di legna. Si accende il fuoco nella parte bassa e quando la stufa sarà completamente riscaldata  e resteranno solamente le bracia si chiude il portello e per circa 12 ore la stufa riscalderà l’ambiente per irradiazione. Sono sufficienti 15 kg di legna per alzare la temperatura di 15 gradi in un ambiente di circa 150 mq (almeno secondo i miei esperimenti)Immagine                  Secondo le raccomandazioni dei migliori costruttori di olle si deve usare della legna essiccata all’aperto da almeno due anni; infatti, nella legna appena tagliata con il volume in acqua del 60% il potere calorico equivale  a 2,0 KWH/kg mentre per la legna essiccata da due anni, dove il volume in acqua è del 20% il suo potere calorico è di 4,0 KWH/kg. Aggiungo, per completare la statistica che sono sufficienti 3,5 kg di legna di faggio essiccata per ottenere le calorie di un kg di gasolio e quindi 1000 litri di gasolio corrispondono a circa 5-6 metri cubi di legna.                                                                                                                        La olle può essere anche un elemento di arredo, infatti la parte esterna è rivestita di piastrelle in ceramica che possono essere decorate in molteplici modi.Immagine                      Ci sono quelle molto belle dei vescovi-conti che avevano la caratteristica di poter essere caricate dai corridoi esterni in modo che la combustione non consumasse l’ossigeno dell’ambiente in cui si abitava.Immagine                    Esistono quelle della borghesia, decorate in modo meno elaborato ma comunque sempre molto belle e c’erano e ci sono quelle semplici adatte ad un arredamento minimalista e contemporaneo.Immagine

1)Philip Roth -La macchia umana- Ed. Einaudi

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4 risposte a Riscaldarsi con arte

  1. musa inquietante ha detto:

    wow non conoscevo proprio questo tipo di stufa… si impara sempre qualcosa sul tuo blog!! grazie mille!!!!!

  2. Ermione ha detto:

    La mia stufa a olle si carica una sola volta al giorno: ancora più pratica.

    • elenaedorlando ha detto:

      Grazie per la segnalazione. La qualità delle olle è sicuramente varia. Quelle che ho io non sono sicuramente come la tua, ma tieni presente che da me fa molto più freddo che da te e questo ha la sua importanza.

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