Sguardi alchemici

Immagine             60 tavole ricche di colore e di immagini fantastiche accolgono il visitatore sulle pareti che fiancheggiano le scalinate del Mart. Sono il lavoro dell’artista Giusy Calia che ha fotografato le iridi di tutti coloro che lavorano nel museo e le ha collocate vicino alle immagini più significative dell’alchimia. Una sintesi affascinante con cui l’autrice cerca di spiegare il modo di percepire la realtà non solo dei dipendenti del Mart ma anche di noi miseri mortali.Immagine              Infatti il nostro occhio ci permette di vedere e di conoscere, ma noi vediamo e conosciamo solo attraverso la nostra mente nella quale sono racchiuse le immagini, i ricordi e le esperienze di un’umanità primordiale. Ogni processo psichico nasce come espressione della nostra psiche e rispecchia la condizione della nostra anima.Immagine               Attraverso ricordi e sedimenti ancestrali di cui noi quasi mai siamo a conoscenza diamo forma e significato ai processi naturali e li rendiamo possibili per la nostra conoscenza. Le nostre condizioni psichiche sono determinate dai miti primitivi che sono dentro di noi e dagli dei sepolti nel nostro inconscio e proiettati nel cielo nel mondo degli astri.Immagine                     E se gli dei hanno trovato rifugio nell’astrologia diventando i nomi dei pianeti per sfuggire alla persecuzione monoteista, nello stesso tempo l’alchimia ha proiettato gli archetipi, che non potevano essere accettati dalla religione ufficiale, in un mondo lontano, protetto dall’oscurità del suo linguaggio che poteva venire considerato come semplice allegoria.Immagine               Quando gli alchimisti lavoravano con la materia per spiegarne i segreti, modellavano nello stesso tempo il loro processo psichico. Il metodo per ottenere la pietra filosofale equivale all’itinerario mentale che conduce alla conoscenza di sé ed alla liberazione dell’io  dai conflitti interiori. Ciascun fenomeno alchemico è contemporaneamente materiale e psicologico perché l’alchimia è metafora ed analogia e nulla si può prendere alla lettera nel linguaggio alchemico. Inoltre si rivolge a pochi iniziati i quali sanno cogliere i significati che si stratificano uno sull’altro, unendo simili con dissimili, contrapponendo opposti e sistemandoli insieme, come ad esempio con il bianco ed il nero, dove il primo, l’albedo, è simbolo della vita, il secondo, la nigredo, della morte, ma nello stesso tempo il nero gioca un ruolo importantissimo nell’opus alchemico ed entra a far parte anche della parola alchimia la cui radice khem significa terra nera nell’egiziano antico dove l’alchimia era chiamata arte o scienza nera. L’albedo, il bianco o la luna, si rimandano reciprocamente; infatti il bianco-argento è il metallo della luna e porta con sé il femminile.Immagine                 Credo sia inutile sottolineare l’importanza dell’alchimia per gli artisti, non solo per i simboli che costoro possono rappresentare nelle loro opere, ma pure per lo spirito stesso di questa strana scienza che come l’arte scava nel profondo dell’animo umano e trasforma i nostri istinti e le nostre memorie in immagini e forme.

Compito ufficiale dell’alchimista era essenzialmente la ricerca della pietra filosofale che avrebbe fornito: 1) l’elisir di lunga vita  2) avrebbe fatto acquisire la sapienza 3) avrebbe trasformato in oro i vili metalli. Ma anche qui dobbiamo tener presente che l’oro non è solamente un metallo; rappresenta il sole e l’origine della vita.

Immagine               Mercurio, figlio dei filosofi (così si chiamavano gli alchimisti) nella tradizione alchemica è un fanciullo. Il puer, nato dalla sintesi del giorno e della notte, nuota nell’argento vivo lunare e mercuriale. L’urina di fanciullo vergine è spesso citata come sostanza iniziale dell’opus alchemico e -urina di fanciullo- è pure uno dei molti nomi della materia prima.Immagine                                     Cristo risorto è simbolo del filius philosophorum.Immagine                Adamo è la materia prima e viene trafitto dal dardo di Mercurio e dal suo corpo cresce l’albero filosofico. L’albero poi corrisponde al fallo ed Adamo corrisponde a Thot, il dio egizio fondatore dell’alchimia, diventato in seguito Ermete Trismegisto (ma tutta l’alchimia egizia è andata persa nell’incendio della biblioteca di Alessandria)Immagine            Il Mercurio penetrante è la materia-spirito che come l’argento vivo si introduce nei metalli e li trasforma. Chi lo possiede lo può proiettare su altri corpi e farli passare dallo stato imperfetto a quello perfetto. Lo stato imperfetto è come il sonno dove i corpi sono incatenati e dormienti nell’Ade. Vengono risvegliati dalla morte ad una vita più bella per mezzo di una tintura divina estratta da una pietra miracolosa impregnata di spirito.Immagine             Le 4 orbite governano il lavoro del fuoco che è indispensabile per trasformare la materia. I filosofi nominano spesso 4 diverse sorta di fuochi necessari al lavoro alchemico.

Per approfondire:

Atalanta fugiens   Michael Majer -Internet-                                                                               C.G. Jung -Psicologia ed alchimia- Boringhieri                                                                           J. Hillmann – Psicologia alchemica- Adelphi

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14 risposte a Sguardi alchemici

  1. francesco ha detto:

    Complimenti per questo post e per tutto il tuo grande lavoro sul blog! Ancora grazie

    • elenaedorlando ha detto:

      Grazie a te per la pazienza infinita con cui segui i miei scritti. Ed essendo questo il centesimo post considero i tuoi gentilissimi complimenti come un regalo di compleanno per il mio blog!

      • francesco ha detto:

        Buon compleanno per il tuo blog! Cento post, di contenuto così diversificato e così ben documentati, in poco più di un anno sono un vero primato. Di cui puoi essere giustamente orgogliosa. Ti ripeto i miei, più che gentili, sentiti complimenti!

    • elenaedorlando ha detto:

      Grazie Francesco anche per il secondo commento! Ora i regali stanno diventando veramente troppi e devo dire immeritati anche considerando il fatto che dopo 100 post avrei dovuto imparare ad impaginare meglio i testi, ma con la scusa che lo stare troppo seduta davanti al computer rovina la mia linea continuo a pubblicare come capita contando sulla pazienza dei miei gentili lettori. Grazie ancora!

  2. talpa ha detto:

    Se non siamo a conoscenza dei nostri “sedimenti ancestrali” come facciamo a dire che sono loro che ci condizionano!? Eh??

    • elenaedorlando ha detto:

      Mi piace l’idea di una Talpa filosofica. In realtà noi possiamo raggiungere i nostri ‘sedimenti ancestrali’ attraverso i sogni per Jung e l’analisi psicoanalitica ed i sogni per Freud. E’ un lavoro molto difficile e lungo quasi come i trattati di Jung sull’alchimia ed il principio di individuazione. Si può mettere in dubbio che esistano dentro di noi esperienze ancestrali ma per il momento sono l’unica spiegazione a certi modi di comportarsi e vedere la realtà degli esseri umani. Ma come ben sai, la scienza è tale perché può essere messa in discussione e solo così l’umanità può progredire (?) Quindi, visto che gli archetipi possono fornire una spiegazione a molte manifestazioni umane per il momento io li considero un’ipotesi valida. Neh?!

  3. simonarinaldi ha detto:

    Ben fatto! L’ho appena inviato all’artista!

      • Giusy Calia ha detto:

        uno sguardo attento e profondo…una visione che oltrepassa la soglia “imposta ” dalle immagini…Grazie veramenet! il tuo sguardo ha scandagliato in modo consapevole le mie visioni..com-prendendole…Ti sono Grata…Giusy C.

  4. Giusy Calia ha detto:

    Grazie a Simona Rinaldi per la puntualissima segnalazione

  5. elena ha detto:

    E’ stata una bellissima sorpresa vedere le tue immagini al Mart. Purtroppo sono riuscita a fotografare solo quelle situate più in basso. E ti ringrazio per il gentilissimo commento che mi fa veramente molto piacere.

  6. Giusy Calia ha detto:

    Elena è un commento che viene dal cuore..colmo di gratitudine per l’attenzione con cui ti sei avvicinata alle mie opere…Grazie

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