Nel Rinascimento per poche ore

Immagine                     Non avevo mai visto Feltre che dista solo un centinaio di chilometri da casa mia, quindi in una domenica di sole, quando tutti si dirigevano verso la montagna od il lago mi sono ritrovata nella città di Vittorino da FeltreImmagine                il celebre umanista che nel 1432 aveva fondato una scuola modernissima; la Ca’ Gioiosa, in una villa che Francesco I Gonzaga gli aveva messo a disposizione. Ho sempre provato una grande ammirazione per Vittorino, uno dei pochi personaggi in cui alle idee corrispondevano in modo coerente le azioni. Sosteneva infatti che gli esseri umani hanno gli stessi diritti e doveri a qualsiasi classe sociale appartengano e che l’educazione scolastica doveva raggiungere tutti. In modo coerente, quindi, nell’accettare gli alunni nella sua scuola preferiva sempre i più poveri e meritevoli ai ricchi ed arroganti. Aveva pure abolito le punizioni corporali e la pena consisteva nella perdita dell’affetto da parte del maestro.Immagine                  La sua città mi fece un’impressione indescrivibile, credevo di trovare la tipica architettura semplice di montagna, in fondo scusavo la mia ignoranza perché siamo ai piedi delle Dolomiti, invece mi sono ritrovata in una città di palazzi rinascimentali prevalentemente in stile veneziano, che si susseguono uno accanto all’altro.Immagine                      Fu un balzo nel Rinascimento anche perché la città era semi deserta e quindi io potevo immaginare quello che volevo a proposito dei suoi abitanti e dei loro costumi.

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Immagine                          Ci sono pure tre musei molto interessanti: il primo, il Museo Civico,Immagine                 contiene opere di Pietro de’ Marescalchi, di Cima da Conegliano e due opere di Lorenzo Luzzo, un affascinante pittore che Vasari chiama Morto da Feltre (1)  Interessante pure la sezione archeologica ma non posso mostrare nulla perché era proibito fotografare e non è stato fatto nessun catalogo. Diverso il discorso per quanto riguarda il Museo di Arte Sacra diocesano dove si poteva fotografare tutto; purtroppo sopra ogni quadro era installata una lampada che come risultato ha dato una brutta macchia di luce su ogni foto. Ne mostro ugualmente alcune  come il -Giacobbe che riconosce le vesti del figlio Giuseppe- di Gaspare Diziani.Immagine                                        il battesimo di Cristo di Sebastiano Ricci,Immagine                              Il San Girolamo penitente di Luca GiordanoImmagine                  Il San Gottardo vescovo, opera di un Maestro Tedesco del 1400,Immagine                                                                                         San Pietro e Paolo apostoli, opera di Andrea da Cividale di BellunoImmagine            la Madonna con bambino, San Giovanni Crisostomo e San Francesco d’Assisi di ambito cretese del XVI secoloImmagine              E i dodici apostoli in legno scolpito in ambito bellunese provenienti dalla chiesa di San Gottardo.Immagine                                                            Esiste poi il Museo di Arte Moderna -Carlo Rizzarda- che espone tra l’altro, le opere in ferro degli artigiani locali e che mi riservo di visitare la prossima volta.Immagine                Musei e palazzi circondano la piazza principale dove si trovano ; il leoncino di San Marco,Immagine                la chiesa di San Rocco e Sebastiano, la fontana lombardesca e la statua di Panfilo Castaldi (1394-1468) che diede a Gutenberg l’idea dei caratteri mobili a stampa portati a Venezia dalla Cina da Marco Polo. Vi si trova pure il Teatro Sena Immagine                                                                   Immagine                  ed il palazzo di Alboino sulla sfondo come ricordo delle invasioni dei LongobardiImmagine               Per recarsi nella parte inferiore della città che si estende praticamente su tre piani, si percorrono delle splendide scalinate di marmo rosso, fiancheggiate da colonne su di un lato mentre sull’altro si intravedono ancora i resti di antichi affreschi.Immagine                                                                         Immagine                                                            Immagine                        Si esce dalla porta e ci si ritrova nella parte più bassa della città che si allarga e mostra le antiche mura con i palazzi , nella parte alta,Immagine                                                                   il duomo nella parte bassa.Immagine                    Immagine                               Un salto per poche ore nel passato glorioso della Serenissima in cui non ho certamente evitato i dolci tradizionali alle mandorle di una famiglia di pasticceri (gli unici aperti) che si tramandano la ricetta da generazioni.

1) G. Vasari -Le vite….- Ed. Einaudi-                                                                                                    pag. 783: -MORTO DA FELTRE- Pittore                                                                                    “Coloro che sono per natura di cervello capriccioso e fantastico sempre nuove cose ghiribizzano e cercano investigare, e coi pensieri strani e diversi dagli altri, fanno l’opere loro piene et abondanti di novità…….Né restò che in Campania , antica strada di quel luogo , piena di sepolture antiche, ogni minima cosa non disegnasse; et ancora al Trullo, vicino alla marina , molti di quei tempii e grotte sopra e sotto ritrasse……Poi se ne andò nel Friuli a fare opere , né molto vi stette che, facendosi i signori viniziani soldati, egli prese danari; e senza avere molto esercitato quel mestiero , fu fatto capitano di dugento soldati. Era allora lo essercito d’i Viniziani  condottosi  a Zara di Schiavonia dove, appiccandosi un giorno una grossa scaramuccia , il Morto, desideroso d’acquistar maggior nome in quella professione, che nella pittura non aveva fatto, andando valorosamente innanzi e combattendo in quella baruffa, rimase morto, come nel nome era stato sempre all’età d’anni XLV.”

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