Salire

Immagine                 La passeggiata Tempesta- Nago Busatte gareggia in bellezza con quella del Ponale che ho descritto tempo fa e che si trova proprio di fronte sull’altra sponda del lago. Il difficile è trovare un posto per la macchina a Tempesta, anche durante la settimana, ma appena risolto il fastidioso problema ci si ritrova in un paesaggio splendido fra rocce e boschi a picco sul lago.Immagine                     Quando sono qui non posso che dar ragione ai Cinesi che considerano bello un paesaggio quando sono presenti sia la montagna che l’acqua.Immagine              Dopo una salita di circa 20 minuti per per una larga strada forestale si arriva ad un bivio in cui è collocato il primo di una serieImmagine                di cartelli esplicativi situati lungo il percorso. Questo spiega  come il sentiero Busatte-Tempesta sia una parte integrante del sistema antincendio realizzato dal servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento. Il compito di tutta l’opera consiste nel salvaguardare dal fuoco il patrimonio naturale dell’area. Il bosco di lecci si trova in effetti su un versante particolarmente ripidoImmagine                     del Lago di Garda dove il vento soffia costantemente ed il clima è decisamente mediterraneo.Immagine                Si prosegue quindi nel bosco di lecci ammirando un paesaggio mozzafiato sulla sinistra e si giunge al secondo cartello opera dell’ormai famoso Muse che ci spiega come i crepacci delle rocce che fiancheggiano la stradina siano carsici. Immagine                             Ovvero profonde fessure aperte, larghe circa 10 cm e lunghe 50-60.   Immagine               Arrivo senza molta fatica alla prima scalinata composta solamente da 116 gradini ed apprendo, sempre grazie al Museo delle Scienze, che accanto al leccio cresce pure il terebinto (Pistacia terebinthus) un alberello amante del caldo che produce in autunno dei frutti rossi che un tempo veniva raccolti e macinati dagli abitanti del lago ed usati in sostituzione del pepe. Apprendo pure che il Ruscus Aculeatus, è chiamato pungitopo perché i contadini lo usavano anticamente per proteggere gli alimenti dalle incursioni dei topi. Molto diffuso nella zona, ne è vietata la raccolta perché è ormai una specie protetta.Immagine              Terminata la scalinata proseguo per un po’ e noto con piacere che il mio bagaglio culturale aumenta ad ogni centinaio di metri, infatti ora su un altro tabellone leggo che il lago di Garda  si è formato nel Neogene (25-5 milioni di anni fa) quando imponenti movimenti tellurici hanno sovrapposto le montagne più giovani alle più vecchie, soprattutto nella parte nord del lago.Immagine                       Di fronte, sull’altra sponda, si vede l’inizio della valle di LedroImmagine               ma proseguo velocemente e trovo un altro interessante cartello dedicato alla volpe ed al tasso, o meglio, a come leggere la loro presenza nell’ambiente attraverso le loro -fatte- Apprendo che il tasso depone i suoi escrementi  in un luogo scavato appositamenteImmagine                                                  mentre la volpe lascia i suoi in bella vista per segnalare la sua presenza.Immagine                                          Osservando con attenzione possiamo pure capire che cosa ha mangiato; i semi indicano bacche  e piccoli frutti, i pezzetti color blu metallico gli insetti e la colorazione biancastra  ed i peli indicano che ha consumato della carne. Dopo qualche metro ecco apparire la seconda scalinata, quella di 238 gradini, la più lunga.Immagine                                                                Ancorata in molti punti sulle rocce,Immagine                                           si avvolge intorno alla montagnaImmagine              sospesa sopra il ripido bosco a picco sul lago.Immagine               Da lì si domina tutto il lago di Garda con tutte le sue tonalità di grigio, blu ed argento.Immagine                    In alto si trova la solita accogliente panchina ed il cartello che ci segnala le specie erbacee presenti sul luogo.Immagine                 Vi si trova pure la Sesteria Varia, un’erbacea tipica delle steppe Immagine e numerose orchidee selvatiche.Immagine                                                        Il clima particolarmente mite  permette la vita di molti uccelli delle zone mediterranee come la ghiandaia e la sterpazzola.Immagine                    Ed in estate, quando torna dal Sahara, dove ha emigrato in inverno, è facile vedere il Nibbio bruno che volteggia in colonie sopra gli alberi o sul lagoImmagine                     ed il Falco timaculus capace di restare fermo a mezz’aria per scorgere le prede.Immagine                                                                     Immagine                                                                 Arrivo alla terza ed ultima scalinata composta da 33 scalini e da una lunga balconata che fiancheggia la montagna. E’ forse la più suggestiva perché è quella in cui si notano in modo più evidente gli ancoraggi eseguiti sulle rocceImmagine                   e quella che sporge di più nel vuoto.ImmagineImmagine                  Tutte le volte che arrivo qui non posso evitare di pensare che tutta la zona dell’Alto Garda è altamente sismica e che in caso di terremoto le probabilità che la scala resti agganciata alle rocce e che queste non franino a valle sono abbastanza limitate, allora percorro gli ultimi gradini a grande velocità dimenticando il fiatone e la stanchezza. In alto, rassicurante, trovo un altro cartello istruttivo dedicato al Cercis Siliquastrum o albero di Giuda,Immagine              un’altra pianta amante dei climi caldi  che in autunno si ricopre di baccelli contenenti dei semi commestibili.Immagine              Ed eccoci infine alle Marocche di Nago, affascinanti pietraie che dominano il paesaggio.Immagine               Sono formate da strati calcarei franati a valle nel Giurassico, frantumandosi in una miriade di blocchi.Immagine                       Dopo un ultimo sguardo alla punta nord del lago, ritorno sui miei passi Immagine                                               con negli occhi i colori del tramonto.Immagine

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2 risposte a Salire

  1. lois ha detto:

    che meraviglioso percorso! salutare poi… vista l’altezza|

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