Scendere

Immagine                                                    Quello che resta dell’antica fortezza di origine romana, caduta definitivamente in rovina dopo il bombardamento da parte dell’armata francese del generale Vendome nel 1703, è stato magistralmente restaurato dal 1986 in poi ed ora , dalla sommità della rocca si può ammirare il paesaggio. Ad est abbiamo il Basso SarcaImmagine                                                                 il monte Stivo a sud,Immagine                          l’Alto Garda ad ovestImmagine                             e delle strane costruzioni che non avevo mai visto prima, a nord.Immagine                Il castello di Arco era un luogo importante per la difesa del territorio e dalla torre più alta, chiamata la Renghera, che si trova sulla sommità della rupe, si può notare con facilità che comprendeva un borgo fortificato in cui si potevano svolgere tutte le attività artigianali richieste  per la sopravvivenza in caso di invasioni. Mattias Burgklechner lo definisce il castello delle 120 stanze dotato evidentemente anche di una cappella per la Messa e le cerimonie religiose.ImmagineImmagine                      Scendendo verso il basso si fiancheggia la struttura muraria  a picco sulla valle e quella che divideva in due la rocca chiamataImmagine                                                                    del Rivellino, costruita come seconda difesa in caso gli aggressori fossero riusciti ad entrare dalla parte ovest.Immagine                                     Si scende attraverso il percorso delle Torri chiamato cosìImmagine                                                                   perché fiancheggia la Torre Grande,Immagine                                         la Torre della Stua con quello che resta degli affreschi,Immagine                                                                    e  la Torre di Guardia.Immagine                         Si possono pure ammirare le antiche cisterne per la raccolta dell’acqua che costituivano un elemento vitale in un posto così elevato  e spesso sotto assedio.Immagine                   In un castello non può certo mancare la prigione ricavata in un anfratto di roccia ricoperto con un avvolto. E’ decisamente piccola  e non doveva essere un ambiente molto confortevole. Immagine                                                                      Si scende lentamente verso il basso Immagine                                                                                      attraverso un sentiero fiancheggiato da olivi, agavi e cipressi  e si giunge ad una prima manifestazione  delloImmagine                                                       spirito contemporaneo: una balconata si protende  nel vuoto, costruita, nella parte più esposta, in vetro, in modo che il turista possa provare i brividi dell’altezza in tutta sicurezza. Mi guardo in giro per vedere se l’amministrazione comunale non ha pure pensato ad una ruota con i seggiolini sospesi nel vuoto, come quelle del circo. Non la trovo, ma girandomi vedo un’altra espressione dell’estetica comunale contemporanea che avevo distrattamente visto dall’alto.Immagine                 Un mostruoso insieme di costruzioni color azzurrino ha preso il posto della roccia e dei cipressi che sovrastavano l’Arboreto di Arco e l’unico pensiero che mi viene in mente è la famosa frase di Philip Roth che l’uomo è il cancro della terra. Mi chiedo che cosa succederà in futuro dell’Arboreto e delle antiche mura che fiancheggiano il borgo medioevale quando si insedieranno gli abitanti dei nuovi appartamenti. Infatti la stradina che collega la provinciale con le nuove costruzioni è strettissima e permette il passaggio solo di un’automobile per volta.Immagine                    Ma preferisco abbandonare i tristi pensieri guardando la cittadina dall’alto con la vecchia chiesa,Immagine                                                                    le agavi abbarbicate alla rocciaImmagine           e scendo le antiche scale del borgo medioevaleImmagine                       per giungere al parcheggio dove posso ammirare un’altra delle statue situate nel Comune di Arco e che fino ad ora mi era sfuggita. Il monumento a Gianni Caproni fatto edificare da una banca del luogo.Immagine                 La testa del costruttore dei primi aerei esce da una palla sormontata da un oggetto oblungo che dovrebbe, penso, rappresentare un’ala dell’elica ma che a prima vista fa sembrare il tutto un monumento alla lumaca (alla povera bestiola uccisa fra atroci tormenti nell’acqua bollente si dovrebbe prima o poi dedicare un monumento) Ma dopo la vista del mostro azzurrino nulla mi può più sconvolgere ed anzi osservando l’oggetto riesco a giungere a due conclusioni positive: la prima è che i monumenti non possono essere visti dalle persone a cui sono dedicati , per ovvi motivi, la seconda che io non ho un conto corrente in quella banca e quindi non ho ragione di soffrire per l’impiego del mio denaro.

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2 risposte a Scendere

  1. talpa ha detto:

    Adesso non ti resta che -correre- e saltare- ma è meglio se lo fai fuori del Comune di Arco

  2. elenaedorlando ha detto:

    C’è anche scavare ed affossare e posso farlo facilmente da casa.

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