ZZZANG TUMB TUM

Immagine                  Il Futurismo non è la mia corrente artistica preferita ma devo riconoscere che nessun altro movimento culturale mi ha mai fatto ridere così tanto. -Il Manifesto del Futurismo- di Marinetti è un insieme di frasi ad ognuna delle quali io riesco ad associare automaticamente  un’immagine comica. Ad esempio leggendo “In areoplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi  ereditata da Omero”  immagino il Futurista su uno degli aerei del Museo Caproni di quel periodo (ci sono le foto nel post del 3.5.2013)Immagine                 L’opera letteraria -Il bombardamento di Adrianopoli- mi riporta all’infanzia, quando intorno ai 4-5 anni, giocavo alla guerra con i miei amichetti nei boschi “Ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrrrrare spazio con accordo  ZZZANG TUMB TUM ammutinamenti di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo all’infiiiiiinito nel centro di quel zzzang tumb tum spiaccicato (ampiezza 50 kmq….che gioia vedere udire fiutare tutto tutto taratatatata delle mitragliatrici…” E mi ritornano in mente i miei rientri a casa con le ginocchia sbucciate , i vestiti sporchi ed il tentativo disperato di non farmi vedere da nessuno mentre mi infilavo in bagno per cercare di cancellare le tracce del combattimento.                                                                                                                                         La pittura dei Futuristi invece mi piace molto. Amo i quadri di Boccioni e di Balla.Immagine                          In questo periodo poi leggo su molte riviste d’arte articoli osannanti a Fortunato Depero.Immagine                                                                                            Le sue opere sono esposte alla Guggenheim di New York, al Museo Archeologico di Aosta e a Barcellona. Quindi ho sentito il bisogno di approfondire un po’ l’argomento andando a visitare la sua Casa Museo di Rovereto e devo dire che anche qui mi sono divertita molto. Intanto uno dei principali obbiettivi dei Futuristi  era quello di “…distruggere i musei, le biblioteche, le accademie di ogni specie…” ed ecco qui un museo futurista con il suo archivio e la biblioteca. Ma forse era il museo degli altri che volevano distruggere e Depero era sì un futurista convito ma era anche nato a Fondo in Val di Non  (nel 1892) ed era dotato dello spirito pratico e parsimonioso tipico degli abitanti di questa valle. Infatti, alle mostre collettive, quando tutti gli altri artisti si presentavano accompagnati da critici famosi ed articoli elogiativi , lui portava il catalogo delle sue opere con i relativi prezzi. A chi, finita la guerra, gli rimproverava di essere stato fascista, lui rispondeva semplicemente -Dovevo pure mangiare- La sua mancanza di retorica mi ha fatto guardare alle sue opere con maggiore attenzione ed ho finito col trovare interessanti e belli i suoi arazzi lavorati sotto la supervisione dell’amata consorte Rosetta.Immagine                                                                  i mobili e le suppellettili per la casaImmagine                                                       ImmagineImmagine                                                                                                       Al  Mart di Rovereto, la ricostruzione dell’ambiente creato da Depero per -L’Esposizione di arti decorative e industriali moderne-  a Parigi nel 1925, ci mostra la sua passione per gli oggetti colorati e vivaci che impressionano immediatamente il visitatore.Immagine                 La pubblicità lo interessa in modo particolare (ad Aosta è esposto il suo disegno della bottiglietta Campari soda, proveniente dal museo Campari) e molti suoi lavori si concentrano in questo campo, creando anche dell’autopubblicità per i numerosi prodotti che lui  disegnava e l’atelier di Rosetta eseguiva. Nel 1933 scrive sulla rivista -Futuro- “L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria. L’arte della pubblicità è un’arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi. Arte fascinatrice  che arditamente si piazzò sui muri, sulle facciate dei palazzi, nelle vetrine, nei treni, sui pavimenti delle strade. dappertutto…Essa è fatalmente necessaria, attuale e rapidamente pagata. Sono convinto che un solo industriale dà maggiore incremento all’arte nuova ed alla sua evoluzione, più di cento critici o di cento collezionisti appassionati”Immagine                     Nel 1928 si trasferisce a New York la città che corrisponde maggiormente alle aspettative dei Futuristi dove cerca di aprire la DEPERO FUTURIST HOUSE.Immagine                 L’arrivo stesso nella città agognata è un trauma  che descrive con parole accorate “disegni ed arazzi requisiti e mandati in dogana dove sostano per ben due mesi e sono poi rilasciati dopo cento consulti e con il pagamento del dazio di ben 15,000 lire (diconsi quindicimilalire) che non possedevo. Incomincia così la mia entrata in New York” Vi resterà solo due anni lavorando soprattutto per importanti riviste come Vogue e Vanity Fair, quindi ritorna nella vecchia Rovereto, nella casa d’arte che aveva aperto nel 1919, guarda caso nella parte più antica della cittadina, quella che serba ancora le tracce del dominio veneziano.Immagine                                                                 Confesso che mi piace molto anche la ricostruzione del film -Alberto- che si proietta nelle sale del Mart, fatta da Cinzia Rizzo, tratto da Gloria conquistata su soggetto cinematografico di Depero – un film di vita vissuta e trasfigurazione sognante- di cui posto alcuni tentativi di foto.ImmagineImmagineImmagineImmagine

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