Giardini

Immagine                       A Verona, il severo palazzo del conte Agostino Giusti, cavaliere della Repubblica Veneta e gentiluomo del Granduca di Toscana, Immagine                                   nasconde all’interno un delizioso giardino creato a partire dalla fine del 1400. Si entra attraverso un atrio cinquecentesco in cuiImmagine                               si possono ancora ammirare i resti degli affreschi di quel periodoImmagine               e si resta colpiti dalla bellezza del muro merlato e delle statue che affiancano il cancello.ImmagineImmagine                                             La prima cosa che si nota entrando è il maestoso viale dei cipressi sopravvissuti a guerre e calamità naturaliImmagine                  e soprattutto il famoso cipresso di Goethe, già venerando ai tempi del viaggio in Italia del più grande poeta tedesco e da lui ricordato nel suo famoso libro -Viaggio in Italia- Immagine                                      Il giardino è stato spesso rimaneggiato secondo il gusto delle varie epoche. La parte più antica è quella pianeggiante, divisa dai filari dei cipressi in modo geometrico e disegnata attorno alle fontane.Immagine                Alla fine del viale, in alto, sullo stesso asse del cancello e dell’ingresso del palazzo, si trova il mascherone, dalla bocca del quale un tempo si faceva uscire il fuoco per dilettare gli ospiti.Immagine                                           Le statue delle divinità greche, scolpite da Luigi Muttoni, sono state collocate nel giardino verso la metà del SettecentoImmagine                             mentre la statua muliebre di Alessandro Vittoria (1524-1608), che era al centro di uno specchio d’acqua, ora si trova sopra un fusto di pietra.Immagine                                            Sin sale verso l’alto fiancheggiando ad ovest le antiche mura cittadine fatte costruire nel 1130-1153 dal Comune di Verona a protezione dell’abitato.Immagine                            Alle mura erano addossate le serre per gli agrumi, riscaldate con stufe in ceramica. Delle tre statue che proteggevano gli agrumeti, collocate nelle nicchie, se ne conservano solo due: quella di Bacco, sotto il quale si trova  la rassicurante scritta:Immagine                 -Viandante, non ti preoccupare, il proprietario ha posto Bacco, il dio dell’amore, non il dio della guerra, a difesa di questo luogo- L’altra statua rappresenta Venere ed Amore. Il giardino, sede della bellezza non poteva essere privato di una statua  dedicata alla dea della bellezza. Della terza statua rimane solo la dedica a Cerere, la dea della fertilità che traduco approssimativamente – Affinché non manchi nulla a Venere e Bacco è associata Cerere-     Le statue sono attribuite a Bartolomeo Ridolfi.                                                                                 Sotto la collina si apriva una serie di stanze scavate nel tufo per la lunghezza di 16 metri che terminavano in un cunicoloImmagine                 che consentiva di arrivare in cima alla collina. Ricordano  le antiche spelonche dei Greci e dei Romani in cui l’eco che riecheggiava sulle pareti permetteva di trarre oracoli ed auspici e di perpetrare riti propiziatori.Immagine                  Le caverne erano una volta rivestite di conchiglie, arazzi, mosaici, madreperla e vi si trovavano i famosi giochi d’acqua per spruzzare i visitatori. Inoltre nel 1500 le grotte  nei giardini rappresentavano la sede del genius loci, la divinità tutelare della casa ed in una delle grotte c’era la cappella della famiglia Giusti.Immagine                  Una torretta completamente scavata nel tufo permette di raggiungere la parte superiore del giardino. In alto troviamo  sulla sinistra un armonioso padiglioneImmagine                                     dal quale si gode una vista superba della bellissima città.Immagine                                                            uscendo sulla sinistraImmagine                                  si arriva sopra un balcone balaustrato  che si trova esattamente sopra il mascherone.                                                                                                                                                   La parte più alta del giardino era coltivata ad orto  nei secoli passati, ora è un giardino all’inglese da cui si gode una splendida vista. Scendendo dalla parte ovest si trovano i resti di una colombaiaImmagine                                  e quindi, passando attraverso un boschetto di pungitopiImmagine                                 si arriva nel labirinto ricostruito da Luigi Trezza nel 1786.Immagine                                                                 Come le grotte, anche il labirinto era uno degli elementi più diffusi  nei giardini del 1500. Rappresentava l’iniziazione ai misteri dell’aldilà dai quali si poteva ritornare solamente se dotati di ragione e conoscenza.Immagine                               Esco con un ultimo sguardo alla scultura posta sul lato est..Immagine

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2 risposte a Giardini

  1. lois ha detto:

    Meraviglioso! Come non invidiare chi lo ha posseduto e le giornate trascorse. Diciamo che anche il peggior poeta sarebbe divenuto un protagonista ispirato da tanta natura!

    • elenaedorlando ha detto:

      Sono d’accordo con te, il giardino è veramente affascinante. Forse non abbiamo una classe politica decente ma possiamo consolarci guardando le cose belle che ci ha lasciato il passato.

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