La Leonessa ferita

Immagine   Piove. Piazza della Loggia è gremita di persone che partecipano alla manifestazione antifascista indetta dai sindacati. E’ la mattina del 28 maggio 1974 e alle ore 10,02 esplode una bomba nascosta nel cestino della pattumiera. Si sentono le urla e poi si ritrovano i corpi straziati di 8 persone e 102 feriti. Sono gli -anni di piombo- e quello di Brescia non è che uno della serie di attentati che sconvolgono l’Italia in quegli anni. La società civile mostrava chiaramente di voler scrollarsi di dosso il vecchio regime ottuso e bigotto e minacciava di ragionare con la propria testa, dimenticando le direttive della religione ufficiale con il voto al referendum sul divorzio e non votando più in massa il partito allora di maggioranza. Una situazione veramente pericolosa per chi temeva di perdere il potere e per chi di questo potere si serviva in modo più o meno palese. Ancora oggi non sappiamo chi abbia ordinato queste stragi e non sarò certo io a suggerire ipotesi complottistiche non provate, nemmeno in sede di tribunale. Mi limito a riprodurre alcuni passi del  Manuale da Campo  dell’esercito degli Stati Uniti redatto da W. Westmoreland nel 1970 che possono sollevare  inquietanti ipotesi.      Immagine                MF 30-31 ” Possono esserci momenti in cui i governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista e, secondo l’interpretazione dei servizi segreti americani non reagiscono con sufficiente efficacia. I servizi segreti  dell’esercito degli Stati Uniti devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l’opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi americani devono formare gruppi d’azione speciale tra gli elementi più radicali” (1)                                                                                                                                                                                                              La strategia della tensione che si era manifestata in modo atroce già nella strage di piazza Fontana a Milano il 12.12.1969 aveva sicuramente come compito quello di manipolare l’opinione pubblica facendo leva sulle paure inconsce che stanno dentro di noi. Chi ha paura vive esclusivamente cercando di sopravvivere limitando le sue attività alle esigenze elementari e cancellando dalla sua mente il pensiero e qualsiasi forma di ribellione. Chi crea allarme e tensione nella popolazione vuole renderla passiva  di fronte alle reazioni estreme come l’instaurarsi di un regime di polizia o una dittatura. Ci sono molti scritti di psicoanalisi e psichiatria sul comportamento dell’individuo nella folla (2) ma non esistono studi sulla reazione degli individui presenti nella folla al momento degli attentati ed è anche per questo che ho trovato particolarmente affascinante l’audio-video-installazione di due giovanissimi artisti nella Sala del Grande Miglio nel Castello di Brescia.Immagine               Nella loro opera SOGNI CAPOVOLTI analizzano lo stato d’animo di chi è presente ad un attentato e raffigurano artisticamente la paura che si manifesta in un primo momento, la desolazione che segue, l’angoscia ed il terrore che incombe per anni sulle persone ed alla fine il risveglio ed il ricostruirsi della forza e della pace interiore inutilmente distrutta dal barbaro attentato. Un lavoro superbo dal punto di vista estetico che smentisce in modo plateale l’affermazione hegeliana che l’arte sia morta. L’arte è ancora viva, ha solamente ritrovato modi di espressione diversi dai tradizionali e simboleggia contenuti profondi e talvolta laceranti in forme nuove ma non per questo meno suggestive. Cercherò di descrivere l’installazione con l’uso di tre foto decisamente brutte che non rendono certo giustizia al lavoro di Martina Rocchi e Alessandro Mascia, autore anche della musica che ad un primo ascolto mi ha fatto pensare alla Sinfonietta di Janaceck che domina l’opera di Murakami -1Q84- dove, come in questa rappresentazione, appaiono due  mondi che si sovrappongono e si escludono.

Ai due ingressi di una stanza buia e stretta dominano due cestini illuminati in modo sinistroImmagine                e quindi si devono alzare gli occhi al cielo perché dal soffitto pendono tanti ombrelli capovolti sui quali sono proiettate immagini di vita quotidiana che si trasformano un po’ alla volta in immagini di disperazione e di morte.Immagine               E’ uno sguardo scomodo ed innaturale quello di chi è obbligato a guardare in alto , ma nello stesso tempo invita a vedere il mondo diversamente e a riflettere sul nostro modo di porci di fronte alla realtà. Gli ombrelli che ricoprivano la piazza 40 anni fa, ora sono lì capovolti a rappresentare il legame tra i sentimenti e le emozioni che univano le persone pacifiche e democratiche che ascoltavano i loro sindacalisti. La bomba spezza questi legami e cancella le certezze dell’individuo togliendogli le emozioni, gli affetti, la sua anima. Gli dice insomma che noi non siamo altro che corpo; ci mette davanti al fatto inoppugnabile che i nostri valori non sono altro che valori corporali che possono essere annullati  in pochi istanti. Macchie e pezzetti di pelle sono tutto quello che resta di noi. Ma queste immagini si ricompongono un po’ alla volta e rinascono gli affetti ed i legami spezzati. Due mani separate cercano di riunirsi per dare forma ad una vita nuova e ad una realtà in cui il pensiero e la ragione siano possibili.Immagine                   Al centro dell’istallazione  una cascata di fili che pende da un ombrello  ricorda la pioggia che cadeva 40 anni or sono e che assieme al boato ed alle urla dei feriti non si potrà mai cancellare dalla nostra memoria. Ma il compito che si era prefissato il terrorista non ha raggiunto il suo obbiettivo. La paura che ha instillato nelle menti dei presenti in un primo momento  è stata superata e gli affetti, le emozioni, il desiderio di capire e la voglia di sconfiggere l’irrazionale ed il mostruoso che incombe su di noi è rinata con forza.

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1) Wiki -False flag                                                                                                                                 2) vedi post: 25.10.2013

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