La libertà e le sue forme

biennale architettura 2014 059      RE-CREATION è il titolo dell’installazione dello studio Anssi Lassilla per il padiglione della Finlandia progettato da Alvar Aalto nel 1956.                                                                                   L’opera si divide in due parti create, una in Finlandia, Paese notoriamente calmo e meditativo,biennale architettura 2014 049    l’altra a Shenzhen, una città cinese nel cuore del delta del fiume delle Perle, nota per la sua frenesia e velocità.biennale architettura 2014 057    Sono due capanne primitive, nate dalla collaborazione e dal dialogo tra architetti ed artigiani, in cui il visitatore può entrare ed esperimentare lo spazio rifugio nella sua forma più concreta. Una celebrazione dello spazio intimo individuale che sottolinea l’interazione tra identità privata personale e quella nazionale e globale. Le opere sono state costruite basandosi sulle tradizioni artigianali locali, inserite nella realtà della globalizzazione. La capanna finlandese è fatta con il legno di abete, quella cinese con i bambù, ma entrambe dialogano tra loro rappresentando la stessa idea di spazio intimo e circoscritto. I progetti sono a disposizione di chiunque voglia realizzare il suo personale spazio privatobiennale architettura 2014 052biennale architettura 2014 055                         per ritrovare la libertà di pensare e di essere che solo la solitudine può dare.

FORMS OF FREEDOM -African Indipendence and Nordic Models- è il titolo del lavoro presentato nel padiglione degli Stati Nordici, ossia Norvegia, Svezia e Finlandia.biennale architettura 2014 268   dove, nel 1960, si costituisce una fondazione che ha lo scopo di aiutare i Paesi in via di sviluppo che hanno appena ottenuto l’indipendenza, ossia la Tanzania, il Kenia e lo Zambia. I leaders dei nuovi Stati africani volevano partners senza un torbido passato coloniale e quindi si rivolsero agli Stati Nordici per una collaborazione capace di modernizzare i loro Paesi in modo democratico. I giovani architetti scandinavi si trovarono nella necessità di costruire la libertà, ossia infrastrutture per l’educazione,biennale architettura 2014 262biennale architettura 2014 267      per la salute,biennale architettura 2014 266      per la vita di tutti i giorni.biennale architettura 2014 264biennale architettura 2014 265           Progettarono pure grandi edifici per le abitazioni, per la scuola e per le risorse idriche che non furono mai realizzati, come spiegano le curatrici della mostra Nina Berre e Gro Bonesmo

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in architettura biennale 14 e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...