Architettura e poesia

ortoearsenale 343Alla Biennale di Architettura di Venezia ci sono molti padiglioni nazionali belli ed interessanti dei quali sarebbe doveroso parlare, ma per terminare ho scelto i due che , secondo me, sono i più ricchi di poesia ed i più originali.

Nel padiglione dell’Albania sono rimasta affascinata dal video di Adrian Paci -The Column-              In un’officina, in mezzo al mare, mentre la nave sembra proseguire il suo interminabile viaggio, un grande blocco di marmo viene lavorato da un gruppo di operai che si ricoprono di polvere bianca ed alla fine, realizzata la colonna, sembrano parte dell’opera stessa. Nella piccola cucina un cuoco prepara il cibo aggiungendo un po’ di umana e banale vita di tutti i giorni al lavoro titanico degli scalpellini. Alla fine la colonna viene abbandonata nello spazio esterno dell’Arsenale suscitando in chi la guarda gli interrogativi più strani a proposito del suo futuro.ortoearsenale 264  Affascinanti pure i disegni di Edi Hila che costruisce su plinti le sue abitazioni come poetiche case di sogno.ortoearsenale 189 ortoearsenale 190 ortoearsenale 192 ortoearsenale 193  Architetture oniriche nate dal mondo reale ma ormai facenti parte della nostra memoria collettiva.

Bellissimo il padiglione cinese sia nella parte interna che nel giardino delle Verginiortoearsenale 334 ortoearsenale 335 ortoearsenale 336Rappresenta un intero villaggio costruito con elementi modulari; strisce di tessuto bianco ottenute dalle confezioni di latte riciclate, legate con elastici bianchi a telai metallici.ortoearsenale 322L’esposizione intitolata -Mountains beyond mountains- è stata ideata dall’architetto Jun Jiang. All’interno di ogni edificio sono rappresentati i vari aspetti della vita umana e le ortoearsenale 323idee che sottintendono la costruzione architettonica in Cina.ortoearsenale 332A disposizione del visitatore ci sono 400 cartoline che trattano tutti gli aspetti legati ai fondamentali dell’architettura e del pensiero filosofico che la ispira: lo -Yi Xiang- ovvero la forma ed il significato, lo spazio come manifestazione del contenuto. In una delle cartoline si paragonano i giardini della Città Proibita a quelli di Versailles: in quest’ultimi tutto è artificiale, composto da strutture geometriche mentre i giardini orientali si adeguano al paesaggio. Questo mostra le differenze fondamentali tra le due culture. L’Est si basa sulla cultura taoista e buddista in cui l’architettura (l’uomo) e il giardino (la natura) stabiliscono un rapporto di intima relazione. Nella cultura occidentale appare chiaramente il concetto di superiorità dell’uomo sulla natura che la costringe in strutture geometriche ed isola gli edifici dall’ambiente naturale.                                                                                                                In un altro foglietto l’architetto  Qi Xin  si chiede se la Cina non stia facendo gli stessi errori che ha fatto l’Occidente dopo la II guerra mondiale. “Sicuramente abbiamo fatto molti sbagli e questo sarà un problema per le future generazioni. Ma che cosa è il futuro? Lasciamo che sia il futuro stesso a risolvere il problema” Osserva inoltre che si costruisce per un periodo di tempo limitato della vita umana e che tutto è rimpiazzato prima o poi da altri materiali o da altre forme. Quello che resta costante è lo spirito cinese. Per millenni le singole opere architettoniche si sono evolute pochissimo e solo un esperto può distinguere le varie epoche: “Abbiamo copiato per secoli e millenni le opere precedenti e lo facciamo ancora oggi continuando ad usare e riprodurre quello che i nostri antenati ci hanno insegnato”                                                                                                                                                 Chang Yung Ho nota che nella nuova generazione di architetti esiste un rinnovato interesse per i  materiali. Prima ci si limitava a definire la forma dell’edificio senza preoccuparsi della qualità del materiale, ora si analizza per prima cosa il materiale che può aiutare a migliorare l’estetica dell’edificio come è successo per il museo di Suzhou dove le tegole nere risaltano sul bianco dell’edificio.ortoearsenale 315Affascinanti anche i disegni ad inchiostro di Jiang Zhang nel volume intitolato – Mountains beyond mountains- che da il titolo a tutta l’esposizione.ortoearsenale 316 ortoearsenale 317 ortoearsenale 318 ortoearsenale 319I disegni che ricordano i paesaggi degli antichi maestri, sono poi riprodotti sulle pareti di un edificio.ortoearsenale 333Poco poetico ma molto interessante il padiglione dedicato all’Arsenale stesso, spiegato ai visitatori tramite enormi pannelli in tutte le sue parti. Qui mi limito a solo due elementi: la gru Armstrongortoearsenale 286installata nel 1881 per costruire le prime grandi navi da guerra a Venezia. Pesa 160 tonnellate ed è l’unica rimasta di 9 esemplari,ortoearsenale 287e le Gaggiandre, imponenti tettoie nella Darsena Novissima, costruite tra il 1568 e il 1573.  Servivano per il ricovero delle galere a remi che non necessitavano di un’alberatura imponente (le capriate sono alte 25 mt) Il nome deriva dalle zattere armate a forma di testuggine (gagiandra in veneziano) che servivano in tempo di guerra a sorreggere le grosse catene che chiudevano le bocche di porto.

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4 risposte a Architettura e poesia

  1. ALDO ROSSI - MESTRE - ha detto:

    Non so chi abbia fatto la foto delle Gaggiandre. Chiedo il permesso di inserire la foto nel mio prossimo libro sul Sestiere di Castello. Grazie. Cordiali saluti

    • elena ha detto:

      Le foto sono tutte mie, sempre, non sono molto belle perché ne scatto circa 100 all’ora, Puoi utilizzare tutto quello che vuoi, ma ti ringrazio per avermelo chiesto. Se ti fa piacere puoi scrivere che provengono dal mio blog. Spero di poter leggere presto il tuo libro che sarà sicuramente interessantissimo.

      • Aldo Rossi ha detto:

        Elena ti ringrazio. Nelle bibliografia indico Elena e Orlando o mi indichi tu che cosa mettere? Ciao. Aldo

      • elena ha detto:

        Grazie Aldo, puoi anche non scrivere nulla, ma se proprio lo desideri puoi scrivere -elena-

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