Nella foresta

carisolo 008Nel comune di Carisolo, in mezzo agli abeti ed ai larici, si intravede la chiesetta di Santo Stefano, ricca di affascinanti affreschi dei Baschenis, una famiglia di artisti provenienti da Averaria in provincia di Bergamo. I Baschenis hanno lavorato per molti anni ed in molti luoghi in Trentino ma il loro lavoro a Carisolo colpisce soprattutto perché si trova in mezzo alla foresta ed a picco su uno strapiombo.carisolo 032Come è scritto nelle tabelle esplicative Santo Stefano è una chiesa cimiteriale appartenente alla Comunità di Carisolo e dalla Comunità assai amata e protetta tanto che 25 volontari, dopo aver seguito gli appositi corsi, prestano la loro assistenza ai visitatori, spiegando il significato delle varie opere. E’ grazie alla pazienza e preparazione della signora Domenica se ho potuto capire molti particolari degli affreschi e della struttura della chiesa che altrimenti mi sarebbero sfuggiti.                                                                                                                           Il sito era frequentato già in età romana ed è stato rimaneggiato già parecchie volte. Anteriore all’XI secolo è la cappella dedicata a San Michele Arcangelo situata a nor-est.carisolo 015carisolo 069L’edificio assume la sua configurazione attuale nel XVI secolo dopo una una serie di modifiche ed ampliamenti.                                                                                                                    La storia di Santo Stefano accoglie il visitatore all’esterno, in alto, sopra la rappresentazione della danza macabra eseguita da Simone Baschenis nel 1519-20.carisolo 085 carisolo 037 carisolo 093 carisolo 092 Impressionante il San Cristoforo che copre quasi tutta la parete dall’alto in basso. La tradizione vuole che il santo protegga i viandanti e qui è stato raffigurato in dimensioni eccezionali per poter essere visto anche da coloro che attraversavano le montagne che circondano il luogo sacro.carisolo 036 Ma è all’interno che ho apprezzato maggiormente la qualità degli affreschi dei Baschenis e l’originalità delle loro rappresentazioni.carisolo 050Ecco un’Ultima Cena che occupa quasi tutta la parete in alto, sopra una teoria di santi  con il Bambino Pantocratore che ha in mano il globo indicante la signoria del mondo e che sembra sostenere tutto l’affresco.carisolo 051carisolo 054Vi è rappresentato il cibo tipico della valle in quel periodo; i granchi di fiume che ora non esistono più e il vino ed il pane. Il personaggio vestito di scuro, sistemato in primo piano ed inginocchiato, è il Muto, ossia Giuda, colui che non ha scritto.                                                                        Interessante anche dal punto di vista storico il grandioso dipinto della leggenda del passaggio di Carlo Magno in Rendenacarisolo 066che narra della spedizione di Carlo Magno attraverso la Val Camonica, Val di Sole e Val Rendena. Dipinto tra il 1533 e il 1539 rappresenta Carlo Magno attorniato dalla sua corte che assiste al battesimo di un catecumeno. Il battesimo è amministrato dal papa.carisolo 042Sulla destra in basso Simone Baschenis si è raffigurato assieme ad altri giovani, probabilmente i suoi fratelli, in tunica bianca mentre si sfila le calze forse per prepararsi alla cerimonia. Da lontano il dipinto ricorda le grandi costruzioni rinascimentali ma guardando con più attenzione  si resta colpiti dagli sguardi severi e statici dei personaggi. Un’aria di minaccia pervade tutta l’opera che i colori brillanti non riescono a dissimulare. Lo sguardo del battezzato sembra stravolto dal dolore e i soli personaggi dall’espressione serena e tranquilla sono lo stesso Simone ed i giovani che stanno dietro di lui. Un enigma di cui ho trovato la soluzione a casa leggendo la traduzione del testo scritto in volgare che sta sotto il dipinto e che mi ha permesso di capire meglio tutta l’opera.                                                                 Il testo conosciuto  come -privilegio di Santo Stefano in Rendena- racconta il passaggio nella zona di Carlo Magno. Il sovrano, partito da Bergamo per giungere fino in Trentino, avrebbe, lungo il percorso, compiuto miracoli, ucciso eretici, ebrei e pagani che non si convertivano, confiscato i loro beni, abbattuto castelli e costruito chiese al loro posto. In cambio  alle popolazione convertite lasciava la possibilità di ottenere le indulgenze. Ecco alcune frasi prese a caso dal testo scritto da Baschenis sotto il dipinto che sono molto utili per capire la nostra storia .   “E il predetto Carlo venne in val Oriola dove c’era un castello che si chiamava Jensen, di cui era un signore un giudeo, Ercole, che Carlo uccise perché non voleva convertirsi. E lì fece edificare una chiesa in onore della Santissima Trinità, alla quale sette vescovi concessero 40 giorni di indulgenza e il pontefice 1500 giorni di indulgenza . Il predetto Carlo attraversò una valle chiamata Valiana e giunse ad un monte che si chiamava Moschera e giunse nella valle Rendena; e mandò a dire al maggior giudeo che doveva, o credere alla fede cristiana o consegnare il castello. Questi si ritirò e andò oltre il mare. La mattina Carlo distrusse il castello…” (dalla trascrizione di Luciano Imperadori)  Il libretto esplicativo dice che è difficile stabilire la veridicità del racconto raffigurato e scritto dal Baschenis, credo invece che rifletta in modo chiaro le modalità con cui sono state convertite  le popolazioni locali alla fede cristiana e che Simone non faccia altro che riferirlo ai fedeli nel modo più consono alla sua arte. Lo sguardo sereno del suo autoritratto non è altro che lo sguardo del pittore che osserva i fatti storici.carisolo 068Il presbiterio è opera, ai lati, di Antonio Baschenis. Vi sono scene dell’Annuciazione,carisolo 055con un San Michele,carisolo 060La volta con i papi, vescovi e santi e una crocifissione.

carisolo 064

Scendendo le scale si arriva nella piccola sacrestia con i ritratti dei santi e della Madonna.carisolo 078

carisolo 074carisolo 071carisolo 079Dalla chiesetta si domina tutta la vallatacarisolo 091mentre in alto l’eremo di San Martino sorveglia i numerosi visitatori della chiesa di Santo Stefano.carisolo 017

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