Nel chiostro

sabiona 244                   Il più bell’esempio di pittura gotica tirolese è senza dubbio il chiostro di Bressanone adiacente al duomo barocco. Le sue origini si possono collocare intorno al X secolo quando il semplice porticato serviva per le processioni ed il terreno interno quale luogo di sepoltura per gli ecclesiastici. La sua essenziale struttura a pianta quadrata è circondata da pilastri rialzati sui quali sorgono colonnine appaiate che sostengono le arcate costruite in stile gotico, dopo l’incendio del 1174 che semi distrusse l’edificio. sabiona 188                    Su ogni arcata è praticata un’apertura che illumina gli affreschi in modo diverso a seconda delle ore della giornata.sabiona 218                   L’angolo sud-orientale del chiostro non ha mai avuto nessuna raffigurazione , infatti era considerato un luogo profano destinato alle bancherelle degli ambulanti. Le altre 15 arcate sono invece tutte affrescate da artisti diversi, incaricati da committenti, spesso canonici, che volevano mostrare la loro fede e la loro cultura biblica ad un pubblico elevato. Le opere sono state eseguite dalla fine del 1300 al 1500.                                                        Incominciamo dalla prima arcata dove le scene rappresentano San Paolo e San Giovanni. Il committente, Benedikt Fieger, è inginocchiato davanti a San Giovanni. Sullo sfondo , nel paesaggio marino, si può intravedere la donna dell’apocalisse. L’affresco è opera di Rupretch Potsch che lo realizzò nel 1490.sabiona 221                      I dipinti della seconda arcata sono concentrati sulla passione di Cristo e raffigurano episodi dell’Antico Testamento che la richiamano. Semei dileggia il re Davide e scaglia pietre. Isacco porta la legna sul monte Horeb per il suo sacrificio. La scena principale è la coronazione di spine. I lavori sono stati eseguiti verso il 1465 da Leonardo di Bressanone e dalla sua bottega per volere di Johann Seiler, ritratto nella parete sud.sabiona 215 sabiona 216 sabiona 217 sabiona 208                     Nella terza arcata  prosegue il tema della passione di Cristo. Le opere sono state eseguite dalla bottega di Mastro Leonardo intorno al 1473. Vi si trovano Giobbe tentato dal diavolo e schernito dalla moglie, Assalonne appeso per i capelli ad un ramo; il tutto commentato in latino per i dotti canonici. Da notare lo strano elefante immaginato dal pittore, che non aveva mia visto un pachiderma, come un cavallo con una lunga proboscide.sabiona 211 sabiona 210                     La IV arcata ricorda il maestro di scuola Johann Hausmann e sua moglie che commissionò gli affreschi in parte rovinati. Nella parte sottostante abbiamo la storia di Santa Caterina; sulla destra si nota San Giorgio ed il drago. Sulla sinistra Guglielmo d’Aquitania parte per le crociate. Nel cielo stellato appaiono santi, evangelisti e profeti che  stendono nastri con scritte morali e religiose. Rimane incerto l’autore, taluni pensano che sia Hans di Brunico che li realizzò intorno al 1417.sabiona 205 sabiona 203 sabiona 204                            Nella V arcata le opere della bottega di Leonardo, eseguite intorno al 1472, narrano della resurrezione e sono state volute dal committente von Firmian. Vi si trovano; Giuseppe che si fa riconoscere dai fratelli, Cristo che scende agli inferi, il -Noli me tangere- e Sansone che vince il leone.sabiona 196 sabiona 195 sabiona 198                       Le scene della VI arcata, dedicata alla Madonna, sono prese da scritti apocrifi e paleocristiani. Ecco l’annuncio dell’angelo ai genitori di Maria, la tavola aurea simbolo del sole ritrovata in mare… Sono state realizzate intorno al 1482 probabilmente da R. Potsch per il canonico Brechtold Soltwedel.sabiona 191 sabiona 190 sabiona 192                  La VII tratta di Maria e della sua verginità con una serie di episodi strani e fantasiosi provenienti dalle leggende antiche; come ad esempio quella della vestale Tuscia che per dimostrare la sua innocenza porta acqua con un setaccio, oppure quello dell’orsa che lecca i suoi cuccioli per farli diventare belli. I gemelli neonati che aprono le serrature delle porte solo toccandole. In basso la pietà di Maestro Leonardo con il committente Gregor Sybar  davanti a Santa Caterina  e sulla destra il re Davide e il profeta Isaia.sabiona 187 sabiona 182 sabiona 185                      L’VIII tratta dell’albero dei vizi e delle virtù. L’albero delle virtù è stato cancellato dalle infiltrazioni mentre rimane l’albero dei vizi. Gli affreschi sono di autore ignoto e furono eseguiti probabilmente in periodi diversi; una parte agli inizi del 1400, gli altri nel 1477.  L’albero del vizio cresce tra Adamo ed Eva che hanno appena commesso il peccato originale. Cristo è nell’orto degli ulivi con gli apostoli in un campo che ricorda da vicino quelli della zona.sabiona 179 sabiona 180                   La parte adiacente al duomo ha subito pesanti danneggiamenti quando questo è stato trasformato in barocco.sabiona 224

Nella IX volta le pitture sono degli inizi del 1400 e rappresentano l’incarnazione di Gesù con l’adorazione dei Magi. Nella parete sud mostrano, in toni cupi, il martirio di  sant’ Acazio e dei suoi compagni impalati. Ignoti sono i committenti e gli autori.

snsabiona 260sabiona 265sabiona 264                   La X arcata mette l’uomo davanti alla scelta fra il bene ed il male, fra il vizio e la virtù. Numerose sono le scritte murali su testi retti dagli angeli. Gli affreschi della volta risalgono al 1390 mentre quelli delle pareti al 1410. I vizi si confrontano con le virtù e i peccatori vengono salvati dalla croce. In alto una bella annunciazione di ignoto autore italiano.sabiona 254 sabiona 255 sabiona 257 sabiona 253                   L’XI arcata comprende l’antico ingresso al duomo e le opere di misericordia corporale per disporre al bene le anime di coloro che entrano nella chiesa. Vi si noti la distribuzione del pane agli affamati e due donne che assistono un malato. La X e l ‘XI  arcata sono probabilmente dello stesso ignoto autore.sabiona 237 sabiona 250 sabiona 249                   Nella XII troviamo i santi diocesani dipinti  verso il 1410. In alto ecco un Cristo affiancato da Maria, Giovanni ed Agnese; sotto il committente Peter Hagenor inginocchiato con il pellicciotto. A destra un san Cristoforo che attraversa il fiume in cui si trovano strane figure  fra cui un pesce a due teste che suona il violino . I patroni di Coira e di Zurigo, in alto, stanno ad indicare che il committente Johann von Sengen era anche canonico di queste due città.sabiona 254 sabiona 246 sabiona 242                   Nella XIII, dell’adorazione dei Magi rimane soltanto la volta, tutto il resto è andato distrutto durante i lavori del 1770. L’affresco rimasto risale al 1410 e richiama influenze boeme soprattutto nel personaggio vestito di verde che indica con il braccio la Madonna.sabiona 241 sabiona 240                   Sulla XIV arcata  la bottega di Leonardo da B. dipinse le 7 gioie di Maria. La settima gioia spicca sulla parete est nell’incoronazione in cui è presente il committente, Iohannes Grizimola, inginocchiato.sabiona 233 sabiona 232                       Sulla XV ci sono frammenti della vita di Gesù ed episodi biblici fra cui il piccolo Mosè  che spezza la corona del faraone  e mangia carboni ardenti. La Madonna con il bambino assistita da san Leonardo che le presenta il committente e a destra i santi Uldarico, Caterina e Barbara. In basso la Sibilla profetizza ad Augusto la venuta di Cristo, quindi il povero Adamo nudo. Il tutto arricchito da scritte esplicative in latino.sabiona 225sabiona 227sabiona 231

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2 risposte a Nel chiostro

  1. lois ha detto:

    Ho visitato il chiostro qualche anno fa e mi affascinó molto quella sua pulizia di forme sostenuta riccamente ma con ordine dagli affreschi molto ben conservati soprattutto nei colori.
    Veramente a girarlo tutto questo nostro Paese ci sarebbe da restare incantati ad ogni cinque metri per la bellezza e la storia. Peccato peró poi….

  2. elena ha detto:

    Hai ragione, la bellezza si trova in ogni piccolo borgo del nostro Paese. In fondo siamo il popolo che ha l’arte nel DNA il che potrebbe essere una fonte inesauribile di ricchezza culturale ed economica. Purtroppo nel nostro DNA non c’è una politica seria ed efficiente. Che fare?

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