Passato e presente

bassano 013                  Oggi il famoso ponte -che permette di attraversare il Brenta dal 1209- e che è stato ricostruito più volte sul progetto di Andrea Palladio del 1569, è l’elemento più conosciuto della cittadina, ma nei secoli scorsi Bassano del Grappa era famosa soprattutto per l’attività dei suoi valenti ed operosi abitanti.bassano 002 bassano 003             Numerose sono le ville che testimoniano la trascorsa grandezza, mi limito per ora a citarne solo alcune come villa Rezzonico, Angarano Bianchi, Giusti…                                             Il castello che si può ammirare anche da lontano, risale al XII secolo e fu donato dal vescovo di Vicenza a Ecelo I, capostipite della famiglia degli Ezzelini.bassano 011    Era costruito così solidamente che resistette agli attacchi di Sigismondo di Lussemburgo che utilizzò le prime bombarde della storia, durante la guerra del 1411, tra la Repubblica di Venezia e l’Ungheria.bassano 021                     Nel bellissimo Museo Civico sono raccolte numerose opere della famiglia da Ponte e di Antonio Canova nato nella vicina Possagno (ma di loro parlerò prossimamente)bassano 014    bassano 154              Ora entriamo a palazzo Sturm per visitare velocemente due esposizioni dedicate agli aspetti più caratteristici dell’antica Bassano e che la resero famosa in tutto il mondo per più di due secoli; la ceramica e la stampa.                                                                                                              I Manardi crearono la loro famosa fabbrica di ceramiche sul sito del ritrovamento di ceramiche cinquecentesche, dal 1669 in poi, quindi ottennero dal Senato veneziano l’esclusiva per la produzione di ceramica in tutto il territorio della Repubblica. La loro fabbrica fu sostituita nel 1744 da quella degli Antonibon, famiglia di artisti, oltre che di ceramisti, che divennero famosi soprattutto per i loro prodotti in maiolica azzurra, simile a quella olandese di Delft.bassano 193   bassano 194               I frammenti più antichi, esposti al primo piano del palazzo, e provenienti da ritrovamenti urbani, risalgono  al XIII secolo e sono di origine bizantina. I preziosi oggetti sono giustamente racchiusi in vetrine  che impediscono con i loro riflessi le fotografie, per cui mi devo limitare a mostrare solamente i due esempi di cui sopra e a dare qualche immagine delle sale di palazzo Sturm dove sono esposte.bassano 196bassano 192 bassano 189                     I soffitti sono opera di Giorgio Anselmi che vi lavorò nel 1765, i quadri alle pareti di Gaetano Zampini (1700-1778)bassano 184                         Ma la sezione per me più interessante è quella dedicata ai Remondini, bassano 155                  una famiglia di stampatori, originaria di Padova, che operarono a Bassano dal XVII al XIX secolo ed ai quali è riservato il piano terra del palazzo. Vi si trovano alcuni  bassano 180                        dei loro torchi, e, soprattutto, una grande collezione di acqueforti e di incisioni racchiuse in enormi armadi che si possono aprire e dai quali si possono estrarre  le teche    che conservano i lavori dei più grandi incisori italiani ed europei, fra cui le splendide opere di Tiepolo, Durer, Mantegna e altri (la collezione comprende più di 8.000 incisioni di autori diversi, in parte ancora conservate al Museo Civico)  La luce rovina la carta per cui le opere si possono ammirare nella penombra e quindi le foto sono impossibili. Solo alcune acqueforti sono sistemate sui tavoli o alle pareti come i due splendidi Mantegna,bassano 165 bassano 166                                                            le differenti età della vita,bassano 170              il paese della cuccagna,bassano 168                    ed altre…bassano 157 bassano 158                                                 Giovanni Remondini si stabilì a Bassano nel 1634 ed incominciò a vendere, tra l’altro, xilografie di santi e di oggetti popolari ai quali aggiunse poi i giochi, famoso quello dell’oca. Organizzò i poveri ambulanti del Tesino in compagnie  ed affidò loro il commercio delle stampe. Un po’ alla volta la diffusione divenne enorme in tutta Europa. L’erede, Giuseppe Remondini, fu molto abile nell’intrattenere rapporti con il potere politico veneziano ed ottenne la libera commercializzazione, esente da dazi, delle stampe religiose su tutto il territorio della Repubblica veneta. Nel 1730 fondò pure una scuola di incisione e chiamò a dirigerla Giuliano Giampiccoli di Belluno che istruì numerosi allievi diventati poi famosi nel loro campo. Lavorava per Remondini anche la suora Isabella Piccini (1646-1734) abilissima nell’arte dell’intaglio e che creò numerose opere religiose.                                                   Tra il 1760 e il 1780 la ditta assunse dimensioni impressionanti; per produrre libri (fra cui -Dei delitti e delle pene- di Beccaria) stampe, carte da parati, ecc.. operavano 4 cartiere, 18 torchi calcografici e 4 per le carte miniate. Vi lavoravano un migliaio di dipendenti senza contare la distribuzione; dalla piccola libreria di Bassano, alla grande di Venezia, alle agenzie che rifornivano i venditori di Pieve Tesino in Trentino e di Natisone in Friuli. I ricchi cataloghi erano diffusi in tutta Europa. La fine della gloriosa ditta avvenne con la caduta della repubblica di Venezia e con le guerre napoleoniche.bassano 167                 L’incisione è un’arte molto importante, a mio avviso, perché media tra i livelli artigianali ed artistici, si rivolge a tutti gli strati sociali, veicola concetti, immagini,bassano 178                                                   invenzioni e teorie. Contribuiva e contribuisce alla diffusione della cultura in tutte le classi sociali. E’ arte e nello stesso tempo attività commerciale . Una sintesi tra il passato ed il presente.bassano 017

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2 risposte a Passato e presente

  1. francesco ha detto:

    Davvero i miei complimenti per l’eleganza dello stile, la documentazione e le immagini. Una bella gita a Bassano che fai rivivere con leggerezza.

    • elena ha detto:

      Temo soprattutto la mancanza di leggerezza ed il rendere pesante e noioso quello che l’arte antica aveva creato divinamente leggero, con molta abilità e talento. Quindi non posso che ringraziarti con riconoscenza per il tuo gentilissimo commento decisamente immeritato ma gradito.

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