Jacopo e il suo museo

bassano 032                        Il Museo Civico di Bassano è situato dal 1840 nell’ex convento della chiesa di san Francesco.bassano 152                     Contiene importanti reperti archeologici paleoveneti, romani, medioevali. Nel chiostro c’è un interessante lapidariobassano 151                    e la pinacoteca possiede più di 500 dipinti. Ne segnalo solamente alcuni:                                il crocifisso del Guarientobassano 072                          la madonna con bambino di Michele Giambono,bassano 070                              la Susanna con i vecchioni di Artemisia Gentileschi.bassano 131                          Contiene la più grande raccolta esistente di opere di Jacopo da Ponte e della sua famiglia. Una miniera d’oro per chi , come me, ama il grande pittore.                                     Jacopo nasce a Bassano nel 1510 da Francesco da Ponte chiamato il Bassano (come poi tutti i suoi figli e nipoti) un valente artista di cui sono conservate parecchie opere nel museo.bassano 049 bassano 051                         Jacopo mette al mondo 7 figli ma gliene sopravvivono solo 4 e tutti e 4 diventeranno pittori. Francesco nasce nel 1547, Giovanni Battista nel 1553, Leandro nel ’57 e Girolamo nel ’66. La loro bottega divenne rapidamente famosa e diede origine alla pittura di genere detta -bassanese- la cui fama finì coll’offuscare la grandezza di Jacopo che non era mai riuscito ad avere importanti incarichi dalla Repubblica veneta, restando isolato rispetto agli altri pittori  del suo tempo. La sua pittura strana ed il disegno imperfetto impedivano di vedere l’intima poesia delle sue opere.                                                              Andò molto giovane alla scuola di Bonifacio de’ Pitati e nei suoi lavori giovanili è chiara l’influenza di Tiziano, del Pordenone, del Savoldo e del Lotto. Durante la maturità le sue tele si caricano di violenti ed aspri accostamenti di colore in cui esprime la drammaticità delle scene rappresentate. Si notano in molte sue tele giovanili le influenze dei grandi pittori veneti  e nello stesso tempo un’adesione  tutta personale, soprattutto verso l’ultimo periodo della sua vita, ad una pittura drammatica, aspra, dai colori scuri e dai significati sconvolgenti che supera tutti gli schemi artistici imposti in quell’epoca dal classicismo veneto del 1500.  Ma visto che disponiamo delle immagini dei suoi quadri , realizzati in tempi diversi, seguiamo l’evolversi della sua pittura dalla giovane età in poi.bassano 082                   Nel 1534 Jacopo realizza per la chiesa di san Girolamo  la -Fuga in Egitto- una delle sue prime opere. L’atmosfera incantata del gruppo centrale  della Madonna la collocano tra i lavori che maggiormente risentono dell’influenza veneta, ma la figura del viandante a sinistra e di san Giuseppe a destra, mostrano una ricerca realistica che crea una certa discordanza con il gruppo centrale. Il giovane artista è alla ricerca di un suo stile personale che lo distanzi dal grande Tiziano.bassano 085                              La -Madonna in trono- è del 1536. Con quest’opera il giovane Jacopo cerca di assimilare l’arte di Tiziano imitando la Madonna di ca’Pesaro in modo semplice e dimesso, quasi avesse paura di accostarsi al grande artista. Nell’opera sono presenti anche influenze del Lotto, soprattutto nel paesaggio e nell’atteggiamento di umano abbandono della Vergine. Un’opera importante per capire lo sviluppo pittorico del Nostro ed il suo rapporto con i grandi del suo tempo.bassano 090                    Sant’Orsola tra i santi Valentino e Giuseppe si può far risalire al 1540. E’ purtroppo assai sciupata. I colori sono luminosi e freddi e si nota il tentativo di liberare la composizione da ogni legame con la tradizione. Ci lascia intuire che l’autore è alle soglie di una nuova forma di espressione più consona alla sua personalità anche se in contrasto con gli indirizzi ufficiali.bassano 098              -Santa Caterina e i martiri di Alessandria- si colloca dopo il 1540 e si può considerare tipico della maniera di Jacopo. E’ evidente l’influsso del manierismo romano  nell’intrigo di corpi, armi e cavalli e oggetti vari che si accalcano ai piedi della figura della vergine , serena in mezzo al caos che la circonda. Un dipinto che fa seguito alla riflessione del Bassano sui seguaci di Raffaello e sugli affreschi genovesi di Perin del Vaga. (Il quadro è immenso per cui il risultato fotografico è assai scadente, chiedo umilmente scusa)bassano 107                  -L’adorazione dei pastori- datata 1568, è un quadro importante, forse il più conosciuto delle opere di Jacopo perché mostra in modo evidente lo sviluppo artistico dell’autore che si sta allontanando dalle forme espressive tradizionali. La composizione attira l’attenzione sulla Vergine e si dilata sui pastori e sui santi che stanno attorno a lei. La luce è fredda e ricorda l’arte del Veronese  anche per il senso di armonia che riesce ad infondere con i contrasti di luce ed ombre e la pennellata immediata che sottolinea i giochi cromatici.bassano 100                   -San Giovanni Battista- datato 1569, è un’altra opera famosa che sembra abbia ispirato le opere de El Greco per le forme allungate del santo. Da notare i colori accostati  in modo da suscitare un’impressione di violenza e di tragedia. Le pennellate, brevi e nervose,  sembrano cancellare ogni valore plastico alla figura per sottolinearne  la profonda ed angosciante drammaticità esistenziale.bassano 102                   -La Pentecoste- o discesa dello spirito santo, ricorda il quadro della Pentecoste di Tiziano che si trova nella chiesa della Salute a Venezia. Risale al 1570. Le forme si dissolvono nell’irrompere della luce. La Vergine è trasfigurata dai raggi luminosi che cadono su di lei. Gli strali luminosi e l’impasto cromatico a tinte sovrapposte, attribuiscono al quadro una grande tensione. Le teste degli apostoli, tutte di profilo, ricevono la luce dall’alto. Siamo sicuramente davanti ad un’opera di eccelsa qualità.bassano 109                    -Il podestà Sante Moro e san Rocco ai piedi della Vergine- risale al 1577. Il colore è completamente intriso di luce che toglie consistenza alle cose ed alle figure che si stemperano sullo sfondo quasi fossero irreali. Di reale rimane la lampada che si staglia contro il cielo e Sante Moro il podestà di Bassano. E’ un’opera che si allontana dallo stile drammatico del periodo artistico che Jacopo stava vivendo.bassano 114                    Del 1577 è pure il piccolo ritratto del doge Sebastiano Venier, il vincitore della battaglia di Lepanto del 1571. Con brevi pennellate di colore che si stemperano  su uno sfondo scuro, il pittore ci presenta un mirabile ritratto psicologico del vecchio condottiero, triste ed affaticato dagli anni e dal peso delle cariche politiche, che sente giungere la fine della sua esistenza.bassano 105        -Rachele al pozzo- In quasi tutte le pitture di Jacopo sono presenti gli animali, ma in questa, come in molte altre soprannominate a carattere ‘pastorale’ sono decisamente i protagonisti più importanti. La luce proviene dallo sfondo e filtra tra gli alberi visti in contro luce, creando piccoli accenti luminosi  che attirano l’attenzione sulla pecora e sul bambino in primo piano. La storia di Giacobbe, che arrivato ad Haran chiede notizie dello zio Labano ai pastori e questi gli indicano Rachele, passa in secondo piano. Uno splendido gioco di colori scuri che si susseguono creando gli animali e le persone con poche intense pennellate.bassano 113            -San Martino a cavallo- terminata nel 1580, è una delle ultime opere di Jacopo. La scena si svolge in una oscura grotta mente sullo sfondo il paesaggio è acceso dalla luce. La luce illumina pure il cavallo di San Martino ed il libro che sta leggendo sant’Antonio abate. Un’opera estremamente moderna.bassano 119                    -Gesù nell’orto- di cui esistono numerose repliche, è stato eseguito dal vecchio Jacopo in collaborazione con il figlio Francesco. E’ un’allucinante visione di grande effetto pittorico. E’ difficile distinguere l’apporto di ogni pittore ma si può sostenere che l’idea compositiva è sicuramente del padre. Termino con due quadri dei figli di Jacopo -L’adorazione dei Magi- di Leandro Bassanobassano 043                   e il -Ritratto del cavaliere di Malta- del 1592 di Francesco Bassano il giovane.bassano 127

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