Libertà e prugne secche

mart 14.2 027                      Il motto della Rivoluzione francese -Liberté egalité et fraternité- è forse uno degli slogan più importanti mai inventati nella storia. E’ stato capace di muovere le folle, di spingerle alla ribellione  contro  un potere assurdo e prepotente ed ha creato un modo nuovo di vedere la realtà. Mi ha sempre emozionato e l’ho ripetuto tante volte anche se in fondo non vuol dire assolutamente nulla. O meglio, ad ogni parola non corrisponde in alcun modo un dato effettivo. La fraternità tra i popoli e tra gli esseri umani esiste solamente quando costoro non ci affliggono con la loro presenza. L’uguaglianza è un termine a cui non corrisponde in pratica nulla se non un’ipotetica uguaglianza dei cittadini davanti alla legge che si vanifica se una parte di costoro può pagare un buon avvocato. Resta la libertà che ciascuno di noi crede di possedere soprattutto quando si tratta di scelte e decisioni autonome basate sulle nostre eccelse capacità razionali. In realtà basta un’analisi superficiale  per capire che anche questo concetto è un mero giudizio di valore  che svanisce come una bolla di sapone al primo soffio di vento.                                                            Che la libertà sia una mera illusione e che noi viviamo in un mondo creato dalla nostra immaginazione, senza un reale fondamento nella realtà è detto chiaramente nello splendido libretto, sempre attuale, scritto da Vance Packard nel 1957 –I persuasori occulti- che tutti dovrebbero leggere anche considerato il fatto che è scritto e tradotto benissimo (in varie edizioni economiche) e che la lettura è sempre estremamente piacevole. Meno piacevole è quello che Packard dice si mormori  nel mondo commerciale su noi consumatori ed esseri umani in generale. Leggendolo si scopre un po’ alla volta che l’immagine positiva che avevamo di noi stessi era solamente un’immagine. Essi -i pubblicitari- ci vedono come un miscuglio di vaghe aspirazioni, di segrete e confuse velleità, complessi di colpa e blocchi emotivi irrazionali. Siamo adoratori di immagini dediti ad atti impulsivi e compulsivi. Al momento dell’acquisto di un prodotto il consumatore agisce di solito obbedendo ad impulsi emotivi, inconsciamente stimolato  da immagini e simboli grafici che nel suo subcosciente si trovano associati con il prodotto.mart 14.2 066                     Il libro analizza tutti gli aspetti della vita sociale perché nessuno di essi è trascurato dai nostri venditori i quali partono sempre dal presupposto che la logica ed il pensiero razionale non facciano parte dei loro clienti. Il primo esempio di reazione illogica davanti ad un prodotto è quello offerto dal famoso esperimento effettuato dal Color Research Institute. Ad alcune massaie vennero consegnate 3 scatole contenenti tutte lo stesso detersivo, ma una scatola era gialla, un’altra blu e la terza a righe gialle e blu. Dopo aver fatto il bucato le massaie dichiararono all’unanimità che il detersivo della scatola gialla aveva rovinato i vestiti perché troppo forte, quello della scatola blu non aveva lavato bene perché troppo debole e che il detersivo ideale era quello della scatola con le righe blu e gialle.                                                                                                                                                                  Numerosi sono gli esperimenti effettuati sui consumatori che dimostrano la nostra incapacità di giudicare un prodotto e di scegliere liberamente. L’essere umano è una creatura dai riflessi condizionati e la persuasione si basa sul fatto che usando parole o simboli chiave si creano dei riflessi che spingono ad acquistare il prodotto ad essi associato (per fare un esempio oggi si attirano i consumatori con i termini bio ed ecologico a cui spesso corrisponde solamente un prezzo più elevato)mart 14.2 059                       Gruppi di psicologi, antropologi, psichiatri, sociologi, ecc.. studiano incessantemente la relazione tra il nostro inconscio e la nostra personalità e sono giunti quasi tutti alla conclusione poco lusinghiera che il profilo emotivo che compone il nostro inconscio è costituito:  1) dalla tendenza al conformismo                                                                                                         2) dal bisogno di stimoli orali                                                                                                                 3) dal bisogno di sicurezza                                                                                                                     4) dal narcisismo ossia dal fatto che il cliente è attratto da se stesso                                                e che quindi spesso compera l’immagine che ha di se stesso.             Altre nutrite schiere di psicologici, antropologi, sociologi, psicoanalisti, ecc..hanno individuato gli otto fondamentali bisogni  in cui è strutturato il nostro inconscio che elenco qui di seguito:                                                                                                                                            1) La sicurezza emotiva- E’ un ottimo elemento che permette di vendere una grande quantità di cibo. Coloro che si sentono insicuri hanno bisogno di tenere in casa più cibo di quanto possano mangiarne.                                                                                                                    2) Il bisogno di stima e considerazione- Per vendere i prodotti per la pulizia della casa bisogna far credere alle massaie che il loro lavoro è indispensabile per il bene della famiglia e per costringere il medico a prescrivere pillole dalla dubbia efficacia, bisogna fargli credere che la sua decisione è fondamentale nella scelta del prodotto.                              3) Le esigenze dell’ego- sono un altro dei miracolosi meccanismi sui quali far leva e lo sanno benissimo  le case editrici che vivono sui libri pubblicati a spese degli autori.                 4) Gli impulsi creativi- come ad esempio il cuocere una torta, che secondo gli psicologi rappresenta l’azione sostitutiva del parto ed è il modo con cui la mamma fa dono di sè alla famiglia, oppure il giardinaggio, che sostituisce l’attività procreativa  nelle persone anziane, sono mezzi meravigliosi per vendere prodotti di tutti i tipi.                                             5) La speculazione sull’affetto- avviene soprattutto attraverso i canali televisivi  quando si presenta ad un pubblico anziano il giovane nel quale vedere il figlio amoroso  per il quale si possono fare numerosi acquisti.                                                                                                6)    6) Con -il senso di potenza- si riescono a vendere macchine, imbarcazioni, oggetti potenti, tutti chiaramente inutili ma che hanno lo scopo di creare nell’acquirente l’illusione di esercitare del potere sulla realtà.                                                                                                             7) I legami famigliari- sono indispensabili per vendere prodotti associati alla famiglia tradizionale come il vino ed altri tipi di cibo.                                                                                       8) Il bisogno di immortalità- aiuta a vendere polizze assicurative sulla vita. Chi acquista una polizza vita in fondo decide della vita e del benessere dei suoi cari anche da morto.biennale architettura 2014 331                         I pubblicitari ci dividono poi in classi sociali perché hanno verificato che i nostri acquisti cambiano a seconda della classe sociale a cui apparteniamo.                                                    Ma come avviene lo studio della nostra personalità e dei nostri interessi più profondi al fine di rifilarci qualche meraviglia commerciale? Porterò solamente due dei numerosi esempi riferiti da Packard.   Lo studio del dottor Dichter, un famoso psicologo americano era stato incaricato della promozione delle prugne secche che i produttori non riuscivano a vendere. La prima parte  di ogni lavoro pubblicitario che si rispetti consiste nell’intervistare i clienti e cercare di capire, anche con domande indirette, quali immagini associno al prodotto che non intendono acquistare. Le risposte per le nostre prugne erano inequivocabili: le prugne secche richiamano alla mente le zitelle, le facce avvizzite, le pensioni economiche e il termine stitichezza alla quale si associava l’avarizia (lo stitico è spesso avaro). La prugna versava quindi in una situazione disperata fino a quando una pubblicità mirata non incominciò ad associare  al prodotto l’immagine della giovinezza, dei colori brillanti, della pelle giovane, di graziose fanciulle dedite allo sport. Si evitò di nominare il termine stitichezza  e la vendita delle prugne incominciò finalmente a decollare.   L’altro illuminante esempio è quello delle banche che pure hanno affidato la loro immagine ai pubblicitari i quali, attraverso una serie di inchieste e studi approfonditi hanno portato alla luce che i nostri rapporti con le banche mettono in rilievo una serie di paure; paura di vedersi negare un prestito, paura che si scopra il reale stato delle nostre finanze. Si vede nella banca un genitore capace di accusare e di muovere un rimprovero e che esercita un severo controllo sulle nostre azioni. Le agenzie di prestito, al contrario, nonostante chiedano interessi più alti, non presentano gli stessi problemi ed il loro vantaggio deriva dalla loro minore statura morale. L’agenzia diventa nel nostro inconscio la canaglia con la quale siamo costretti a stabilire delle relazioni . Dalle condizioni di adolescenti poco affidabili  davanti al severo direttore di banca siamo passati alla condizione di adulti e paghiamo volentieri un prezzo maggiore per questa strabiliante trasformazione.biennale architettura 2014 415                        Anche gli altri argomenti del manualetto sono assai interessanti, cito solamente quello riguardante la disposizione delle merci nei supermercati e quello che parla dell’utilizzo della pubblicità nelle campagne elettorali ma non mi sembra opportuno ripetere l’intero libro…..fate la fatica di leggerlo sarà un primo passo verso la libertà.

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