Una brillante operazione economica

A proposito di -Fifty Shades of Grey-                                                                                                                  Come tutti i topi di biblioteca che si rispettino io non mi risparmio mai l’acquisto e la lettura di un libro che non conosco. Questo ha fatto sì che in un angolo della mia libreria ci sia un ammasso di testi di cui ho letto solo 10 pagine, ma nello stesso tempo, grazie alla mia insaziabile curiosità, ho scoperto idee e scrittori meravigliosi che mi hanno migliorato l’esistenza. L’ultimo tomo che ho acquistato avrebbe dovuto finire sul pavimento dopo le prime pagine, accanto ai libri pessimi e scadenti. Invece l’ho letto tutto cercando di controllare la rabbia che sentivo crescere dentro di me per questa volgare operazione commerciale, degna di essere descritta in modo dettagliato ne –I persuasori occulti- L’ho letto tutto perché, da una rapida ricerca su Internet, ho visto che il tomo, di ben 514 pagine, aveva venduto più di 20 milioni di copie e quindi dovevo cercare di capire quali motivi avevano spinto tante persone ad acquistarlo.                                                                                        Ho incominciato ad analizzare me stessa e sono giunta alla conclusione  che l’ho acquistato per il nome dell’autrice: E.L. James ed io amo Henry James, ho letto tutto di lui. Poi mi ricordava anche i gialli dignitosi che ho divorato alcuni anni or sono di P.D. James. Mi sono bastate però poche righe per capire, anche con il mio inglese mediocre, che non poteva esserci nessuna parentela o legame fra i tre. Non è stato difficile scoprire che l’autrice si chiama Erika Leonard, un nome che poteva benissimo essere usato senza ricorrere a pseudonimi. E’ evidente quindi che la scelta del nome James è un modo per attirare i gonzi par mio.                                                                                                                                             Ma veniamo alla storia, di una banalità infinita, rivelatrice però degli istinti più usurati del nostro poco nobile inconscio. Una studentessa americana, Anastasia Steele (anastasia come resurrezione in greco  e steele come acciaio  in inglese?) va ad intervistare un ricchissimo imprenditore per conto di un giornaletto universitario. Il tipo, un bellissimo esemplare maschio di 27 anni si chiama Christian Grey ( grey come grigio oppure si cerca un’altra assonanza interessante con il Dorian Gray di Oscar Wilde?) si interessa  subito della studentessa, la va a cercare e lei dopo un po’ cade follemente innamorata del ricchissimo magnate che le fa molti regali e la porta in giro con l’elicottero e con l’aereo privato. Ovviamente il C. Grey sa fare tutto benissimo. Sa suonare il piano divinamente, è colto, raffinato, veste benissimo, abita in un appartamento da sogno ricco di opere d’arte di cui purtroppo non si nomina nemmeno un autore, ama la musica classica tra cui, ci viene ripetuto, Thomas Tallis e Léo Delibes. Ha un unico neo; è un sadico che ama sottomettere le donne e la poveretta dovrebbe sottoscrivere un contratto, preparato da un avvocato ( il ridicolo non ha limiti) in cui dichiara di accettare le sue imposizioni e punizioni fisiche. Le scene sessuali con leccate, sculacciate, polsi legati, penetrazioni si succedono in tutte le salse per circa 400 pagine. Il mio primo pensiero è stato per -La Philosophie dans le boudoir– ma nel testo non c’è nulla di filosofico, quindi ho pensato che si poteva richiamare, anche se in modo molto edulcorato e decisamente casalingo, al testo di Pauline Réage – Histoire d’O- che è circa di 150 pagine, quanto basta ed avanza per un argomento di questo tipo.                                                                                                                                  Il testo è un insieme di elementi che non hanno bisogno del grande Vance Packard per farci capire che cosa si trova nel nostro inconscio che ci spinge a comperarlo. La caratteristica pornografica è senza dubbio importante ma non credo sia fondamentale. I lettori del libro non sono lettori di riviste pornografiche, ci sono altri aspetti che giocano, secondo me, un ruolo determinante. Il protagonista è il principe azzurro di tutti i sogni femminili. Si comporta come un gentiluomo a 27 anni, è pieno di attenzioni e di cure nei confronti della sua vittima la quale cerca di difendersi con battute salaci ma cade inevitabilmente nella rete di un amore infelice e disperato. Amore infelice che è reso possibile solo dal fatto che lui è ricchissimo. Un poveretto squattrinato non potrebbe sicuramente attirare tutto questo languido interesse, non solo nella protagonista, ma nemmeno nei lettori. Per cercare di inquadrare la situazione in una visione un po’ più moderna si racconta che il Grey da piccolo era poverissimo ed era stato maltrattato e poi violentato da una donna di una certa età, ma la visione culturale resta la stessa. E’ l’eterno ruolo della donna indifesa, debole e povera, in balia del potente e ricco maschio. I riferimenti culturali  ‘raffinati’ sono appiccicati nel testo per mostrare la profonda cultura dell’autrice e nello stesso tempo lusingare i lettori che senza dubbio conoscono –Spem in Alium– di Thomas Tallis o –The flower duet–  da Lakmé di Léo Delibes ( ho controllato su You Tube; il primo brano ha avuto più di 2.200.000 visite, il secondo più di 7.000.000)

Riferimenti culturali e relative esibizioni a parte, i 20 milioni di testi venduti mi hanno fatto capire che il femminismo deve ancora camminare molto prima che si possa dire di aver raggiunto una qualche forma di uguaglianza tra i sessi.

Ma per terminare con una nota positiva ho rielaborato la ricetta da offrire ai miei lettori per diventare scrittori famosi. Eccola:                                                                                                Un 40% di sesso, meglio se condito con giochi sado-masochisti.                                                  Un 40% di amore disperato con ripensamenti, angosciose attese, fughe e ritorni con baci e abbracci sull’elicottero o nella macchina con autista.                                                                 Un 5% di elementi culturali raffinati e poco conosciuti.                                                                 Un altro 5% di ambientazione in posti esclusivi e molto belli. Non importa se non ci siete mai stati, usate Google Earth.                                                                                                               Un altro 10% deve essere dedicato al vostro pseudonimo che si deve richiamare a qualche personaggio famoso (vi darà il lustro che non avete) E cercate di pubblicare il tutto in inglese, la platea dei gonzi è molto più vasta.                                                                   

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