Arazzi -1-

L’arazzo è un tessuto eseguito a mano con telai chiamati, a seconda del tipo di lavorazione, ad alto e basso liccio, per mezzo dei quali, fili di lana, di seta, di oro o d’argento, avvolti nell’ordito, costituiscono una trama che forma un disegno.                                                                L’arazziere sta dietro il telaio, dalla parte del rovescio dell’arazzo, ed osserva il risultato del suo lavoro con uno specchio, mentre cerca di riprodurre il disegno del cartone che sta alle sue spalle, eseguito spesso da un artista famoso. E’ un lavoro lungo e difficile che richiede non solo un’eccellente abilità manuale e un’infinita pazienza ma anche notevoli capacità artistiche. E’ un’opera d’arte che si somma ad un’altra opera d’arte rendendo gli arazzi elementi preziosi che solo i re e i potenti potevano permettersi. Infatti possedere un arazzo era simbolo di ricchezza e di potenza. Le richieste che di questi tessuti fecero i re di Francia ed i personaggi famosi, a partire dal XIV fino al XVI secolo, trasformarono quest’arte in una delle più importanti e ricche del Nord Europa dove l’arazzo godette di largo favore perché, oltre all’aspetto estetico, aveva  il compito di riparare dal freddo. Nelle cattedrali gotiche le pareti umide e fredde avrebbero rovinato in poco tempo gli affreschi e quindi le si ricopriva con gli arazzi che avevano anche il merito di essere facilmente spostabili.                                                                                                                                                   Il centro più importante per la creazione degli arazzi è stata sicuramente la cittadina francese di Arras, che diede il nome a queste opere d’arte. Il XVI secolo segna il dominio incontrastato degli arazzi di Bruxelles quando Pieter van Aelst, pseudonimo di Pieter van Edinghen -arazziere di tutti i re d’Europa- riceve l’incarico da parte del papa Leone X, di tessere la serie degli Atti degli Apostoli su cartoni di Raffaello Sanzio.                                                TN 300                         Al Museo Diocesano di Trento esistono gli arazzi della -Passione di Cristo- creati da van Aelst ed acquistati da Bernardo Cles nel 1531. Gli arazzi decorarono dapprima la camera del Torrione di Sopra del Castello del Buon Consiglio, quindi l’aula conciliare ricavata nel coro della cattedrale di san Vigilio. L’acquisto del Cles è successivo alla commissione di papa Leone X e fa parte stilisticamente dell’epoca indicata come -pré Renaissance- una combinazione tra l’arte gotica fiamminga e nuove tendenze del Rinascimento italiano introdotte dall’incisione fiamminga tedesca. Lo stile di questi arazzi è quindi decisamente anacronistico quando Cles li compera. E l’acquisto di Cles, uomo tipico del Rinascimento, si spiega solamente con il fatto che un principe vescovo del Tirolo, anche se Gran Cancelliere imperiale di Carlo V, non aveva le risorse finanziarie dei papi o dei re d’Europa e quindi si doveva accontentare di una serie offerta in vendita sul mercato di Anversa o di farla tessere su cartoni preesistenti, senza poter introdurre elementi voluti dal committente. Gli arazzi del vescovo sono ugualmente molto belli ed affascinanti, a mio parere, e li mostrerò in questo post, mentre nel prossimo potremo ammirare , almeno in parte, quelli del palazzo ducale a Mantova e confrontarne lo stile.TN 152                        Il primo arazzo -della Passione- tratta della nascita di Cristo. Come in tutti questi teli la scena principale occupa la parte inferiore mentre quella superiore contiene scene secondarie spesso divise da colonnati.TN 153                     Particolare della Sibilla Ellespontica.TN 155                       Particolare della Sibilla Libica.                                                                                                              Il secondo arazzo tratta della lavanda dei piedi.TN 157                      Nei particolari:  la preparazione al tradimento:TN 160                                       Cristo nell’ortoTN 159                   e il bacio di Giuda

TN 158            Nel III telo Cristo è davanti a Caifa.TN 162TN 163 TN 165                   Particolari con -Cristo deriso- e -Cristo davanti ad Anna-

Nel IV Cristo è davanti a PilatoTN 175                      e quindi due particolari di Cristo incoronato di spine.TN 176 TN 178                               Nel V abbiamo la -salita al Calvario-TN 172                                  particolare:TN 173                   Nel VI la deposizione.TN 180                      con la discesa al Limbo in alto a sinistraTN 181                  e la sepoltura di Cristo in alto a destra.TN 183                       Nel VII la resurrezione.TN 185                     E i particolari: Cristo incontra san PietroTN 187               Cristo incontra la Maddalena.TN 188

San Giovanni a Patmos è un arazzo di dimensioni ridotte rispetto agli altri e non si sa con certezza se faccia parte della stessa commissione.TN 190 TN 191

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2 risposte a Arazzi -1-

  1. lois ha detto:

    Spesso gli arazzi sono bistrattati e considerati alla stregua di “arte applicata”, ma come dici tu assolutamente per l’impegno, la tecnica, la perizia e l’arte dello stesso operatore, devono considerarsi delle vere e proprie opere d’arte. A vederli c’è da restare incantati a pensare alla quantità di fili ed alle ore di lavoro certosino impiegato per produrre quei capolavori. Qui a Napoli, a Capodimonte abbiamo la famosa serie degli Arazzi della battaglia di Pavia datati al 1530 ca.

  2. elena ha detto:

    Lo so che avete degli arazzi bellissimi a Capodimonte, infatti la mia invidia per le vostre bellezze non conosce limiti! E non solo per quanto riguarda gli arazzi….

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