Arazzi -2-

palazzo ducale 016                       L’immensa residenza dei Gonzaga a Mantova, pur saccheggiata, derubata, assediata e spogliata nei secoli, presenta ancora un fascino indescrivibile sul visitatore mostrandogli, attraverso le tracce del suo passato, la storia gloriosa dei suoi abitanti forse i personaggi più colti ed amanti dell’arte di tutto il Rinascimento.                                                                                     Non tutte le sale di Palazzo Ducale sono aperte al pubblico contemporaneamente, ma nell’ultima visita ho potuto ammirare le 3 sale degli arazzi,  modificate alla fine del 1700 per ospitare i 9 preziosi arazzi cinquecenteschi divisi in 3 per sala.palazzo ducale 332                Sono gli arazzi della serie degli -Atti degli Apostoli- realizzati con i cartoni disegnati da Raffaello Sanzio per la cappella Sistina intorno al 1515. La serie di Mantova è una delle più antiche assieme a quella di Urbino ed è tratta direttamente dai disegni di Raffaello, 7 dei quali sono conservati ora a Londra al Victoria and Albert Museum.  Le tele furono realizzate nell’atelier di Pieter van Aelst a Bruxelles e furono comperate nel 1559, dal cardinale Ercole Gonzaga per la cattedrale di Mantova e poi spostate nella basilica di Santa Barbara. Gli Austriaci  trasferirono gli arazzi nel palazzo ducale e nel 1866 li portarono in Austria per decorare l’appartamento di Francesco Giuseppe. Tornarono a Mantova solo nel 1919 grazie agli accordi post-bellici.palazzo ducale 274                     Ora, come nel 1700, sono sistemati nell’appartamento-Verde- il cui rinnovamento era stato affidato nel 1780, all’architetto Pozzo, mentre gli allievi dell’Accademia Mantovana avevano curato i bassorilievi con gli stucchi di Stanislao Somazzi palazzo ducale 269                      e le tempere di Gianbattista Marconi.palazzo ducale 272 palazzo ducale 295                       Il pittore Felice Campi realizzava una serie di tele dipinte come finti arazzi nella stanza adiacente.palazzo ducale 279                     Gli arazzi di Ercole Gonzaga sono decisamente imponenti e misurano quasi tutti più di 5 metri per 7. L’illuminazione è giustamente soffusa per cui molte foto non mi sono riuscite e quindi mi devo limitare a mostrare solamente alcuni particolari che spero sufficienti a far cogliere la bellezza di queste opere.palazzo ducale 334        Nella sala -delle imperatrici- chiamata così perché all’epoca di Guglielmo conteneva una serie di ritratti di imperatrici, troviamo: -Il sacrificio a Listra-palazzo ducale 307 palazzo ducale 313 palazzo ducale 311 palazzo ducale 312                      La guarigione dello storpio,palazzo ducale 315 palazzo ducale 322                    e la morte di Anania.palazzo ducale 300 palazzo ducale 302 palazzo ducale 303                       Le bordure di tutti gli arazzi sono state realizzate espressamente per il cardinale Gonzaga da un pittore fiammingo.                                                                                                          Nella sala del Leone  troviamo la caduta di Saulopalazzo ducale 292 palazzo ducale 293                      La predica sull’Areopagopalazzo ducale 284 palazzo ducale 290 palazzo ducale 286 palazzo ducale 288            e la -Consegna delle chiavi- di cui ho solo questo particolare:palazzo ducale 296                    Nella sala -Dell’aquila- abbiamo la conversione del proconsole;palazzo ducale 265 palazzo ducale 266                    la lapidazione di santo Stefanopalazzo ducale 258                     e la pesca miracolosa.palazzo ducale 260 palazzo ducale 261 palazzo ducale 263                       Credo bastino i particolari da me riprodotti per dimostrare la vastità della cultura artistica di Raffaello e le sue conoscenze storiche.  In questi arazzi , che fanno capire come Raffaello non sia solamente il pittore delle madonne, si ritrovano gli elementi di tutta la pittura contemporanea, soprattutto di Durer.                                                                                        I suoi cartoni ebbero un successo enorme nel mondo artistico europeo e nel 1538 furono fatti riprodurre dal re Francesco I e nel 1542 da Enrico VIII d’Inghilterra.

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