Arte, battaglie e astrologia

palazzo ducale 116                     La sala del Pisanello è situata al piano nobile di un palazzo tardo medioevale compreso nella reggia dei Gonzaga. Nel 1969, togliendo i ritratti dei Duchi, si misero in luce i resti di un grandioso ciclo cavalleresco eseguito da Antonio Pisano, su commissione di Gian Francesco Gonzaga, intorno al 1422. Le storie raffigurate narrano le gesta dei cavalieri della Tavola Rotonda. Del ciclo rimane la decorazione sui tre lati. Sulla parete breve è illustrato il torneo che si è svolto alla corte del re Bragoire in cui il cavaliere Bohort sconfisse 60 avversari. Purtroppo l’affresco è pesantemente rovinato.palazzo ducale 107 palazzo ducale 109               in condizioni  migliori sono i disegni realizzati a sinopia destinati a rimanere a vista palazzo ducale 115                    che raffigurano la cavalcata dei cavalieri erranti in un paesaggio fantastico.palazzo ducale 133                 Le gallerie e le sale seguenti raccolgono pale d’altare provenienti dalle chiese e dai monasteri. Ne segnali alcuni:palazzo ducale 121                                                             Il Cristo redentore del 1480 di anonimo mantovanopalazzo ducale 131                    La Sibilla Tiburtina del Caroto.palazzo ducale 144                Anton Maria Viani che presenta il modello della chiesa di Sant’Orsola a Margherita Gonzaga di Domenico Fetti.palazzo ducale 146 palazzo ducale 147                    La moltiplicazione dei pani e dei pesci di Domenico Fetti. Un’enorme tela proveniente dal monastero di Sant’Orsola.palazzo ducale 148                    La famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità, di Rubens era collocata nella chiesa della Trinità. Subì gravi manomissioni alla fine del 1700 quando i due dipinti che la accompagnavano vennero asportati. La trasfigurazione di Cristo si trova ora a Nancy, mentre il battesimo di Cristo è ad Anversa. Si cercò di rubare anche il pezzo centrale ma i cittadini riuscirono a salvarlo. Quello che resta rappresenta, in basso a sinistra, il committente Vincenzo Gonzaga con il padre Guglielmo e sulla destra le rispettive consorti Eleonora d’Austria e Eleonora de’Medici.palazzo ducale 151 palazzo ducale 153                   Quest’opera è importante anche per la storia pittorica di Rubens che qui mostra di aver assimilato nel suo lungo soggiorno in Italia l’arte del Correggio, di Tiziano, dei Carracci e del Veronese.palazzo ducale 165                    Uno sguardo veloce alla sala del labirinto che deve il nome al soffitto ligneo in cui è scritto il motto del duca Vincenzo -forse che sì forse che no– ed altre scritte che alludono alla sua partecipazione infelice alla battaglia di Kanijsia in Ungheria contro i Turchi.palazzo ducale 168 palazzo ducale 171                   In alto sono conservate 4 grandi tele provenienti dalla reggia della Mirandola di proprietà dei Pio, rappresentanti le 4 età del mondo, opera di Palma il Giovane e di Sante Peranda. Anche gli arredi provengono dal palazzo della Mirandola. I beni appartenenti ai Pio furono infatti sequestrati dagli Austriaci nel 1716 e furono suddivisi tra Vienna e il palazzo di Mantova utilizzato come sede di rappresentanza. Ma a proposito ecco che cosa scrive Montesquieu (1) che verso la fine del luglio 1729, a conclusione del suo viaggio in Italia, si era fermato a visitare Mantova e il Palazzo Ducale: “ Il complesso grande come una città appariva quasi completamente privo di mobili, tranne la parte occupata dal governatore, arredata con i mobili presi alla Mirandola…Si può veramente dire che l’imperatore è imperatore romano per le spoliazioni che ha fatto ai principi da lui soggiogati. I Tedeschi hanno arredato il palazzo con tutti i ritratti degli antenati dei Duchi della Mirandola, un’intera galleria: e servirsi in questo modo dei ritratti di famiglia mi sembra un’azione molto bassa. Ma del resto i Tedeschi si meritano solo bicchieri e bottiglie; lasciano andare tutto in rovina…. Questo palazzo è in condizioni deplorevoli; ho visto dei quadri rovesciati a terra, e che lì resteranno per sempre, tutto il resto è all’aperto. Dov’era la biblioteca, ci sono ancora delle ossa mastodontiche, pietrificazioni, scheletri di pesci mangiati dalla polvere” (i resti delle collezioni scientifiche dei Gonzaga)                                                                                                                         Alcuni dei ritratti provenienti dalla collezione dei Pio sono ancora presenti nelle salepalazzo ducale 186                                                                           come il ritratto di Laura d’Este Pico opera di Sante Miranda.                                                 Attraverso la camera di Amore e Psiche  si arriva in quella delle allegorie con gli oli di Giorgio Anselmi.palazzo ducale 194                    l’allegoria dell’Ariapalazzo ducale 196                     allegoria della Terra.                                                                                                                                Si arriva poi in vista della Galleria degli Specchi che si poteva osservare solamente dal corridoio.palazzo ducale 202                    Fu decorata in stile neoclassico tra il 1773 e il 1779 e gli affreschi, realizzati durante il ducato di Ferdinando Gonzaga (1612-1626) furono restaurati intorno al 1773 dai pittori Felice Campi e Andrea Mones. Accontentiamoci di guardare due particolari tratti dal famoso testo -Iconologia- del Ripa del 1593.   palazzo ducale 203 palazzo ducale 204             Ed eccoci infine nel corridoio dei Mori fatto affrescare dal duca Vincenzo dai pittori Viani e Orazio Lamberti                                                                    palazzo ducale 214             La lettura degli affreschi deve partire dal basso dove sono raffigurati grilli, animali fantastici,uomini che combattono tra loro mentre nella parte alta sono raffigurate specie arboree corredate ciascuna da un motto che allude ad una virtù, sia delle piante che degli esseri umani.palazzo ducale 208 palazzo ducale 209 palazzo ducale 211 palazzo ducale 212 palazzo ducale 210                      Si entra quindi nella loggetta di Santa Barbarapalazzo ducale 218                   ornata intorno al 1580 circa con satiri e putti che danzano.palazzo ducale 219                   Il gabinetto del Mori ha uno splendido soffitto intagliato e dorato ed era stato creato come studiolo all’epoca del duca Guglielmo. Nel 1557 il pittore van den Dyck eseguì la Venere sostenuta da amorini.palazzo ducale 221                        La camera dei Falconi fu realizzata su disegni di Lorenzo Costa dal 1581 in poi. palazzo ducale 223                   La stanza era l’anticamera degli appartamenti del duca Guglielmo.palazzo ducale 227 palazzo ducale 229                 Nella stanza sono presenti splendidi ritratti delle dame di famiglia fra cui il ritratto dipalazzo ducale 226                       Margherita Gonzaga di Guastalla di un pittore anonimo eseguito intorno al 1580                   palazzo ducale 231               Ed eccoci nell’incredibile stanza dello Zodiaco, dipinta nel 1579-80 da Lorenzo Costa il Giovane con l’aiuto dell’Andreasino. La grande volta a stucco raffigura, al centro, la costellazione di Astrea vicino al carro di Diana su un cielo blu notte. La volta celebra la continuità della casata attraverso riferimenti astrologici. Diana, che al centro guida il carro trainato dai cani ed ha sulla fronte una mezzaluna, era spesso usata come emblema del ducapalazzo ducale 235                   Vorrei ricordare l’importanza dell’astrologia nel Rinascimento. Infatti questa disciplina che oggi non gode di particolari attenzioni da parte del mondo intellettuale, è stata un elemento fondamentale nella cultura filosofica a partire dall’Umanesimo in poi. Rivolgersi all’astrologia vuol dire credere che il destino dell’uomo non dipenda più dalla volontà divina ma dall’influenza dei corpi celesti e il cammino degli astri determina il nostro destino.palazzo ducale 236                    Ciò che per il Medioevo era volontà divina riceve ora una spiegazione naturale nel mondo delle costellazioni. Il destino dell’uomo dipende solo dalla natura e non ha alcun fine al di fuori di essapalazzo ducale 233               L’oroscopo placa la curiosità dell’uomo per il proprio destino e solo gli astri sono colpevoli delle nostre disgrazie e delle nostre fortune. La volta ricoperta di segni zodiacali, che si trovava all’ingresso degli appartamenti di Guglielmo, ricordava ai Duchi che la loro fortuna era voluta e protetta dagli astri.                                                                                                   1) pag. 9 –Gonzaga: la celeste galleria- Skira

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2 risposte a Arte, battaglie e astrologia

  1. glasmundo ha detto:

    Adoro la sala del Pisanello a Mantova! Il suo blu mi ha quasi commosso…

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