La città degli scacchi

marostica 002                     La città degli scacchi colpisce a prima vista per le immense mura che si innalzano nella parte bassa del centro storico in cui si entra attraversando il cortile del castello inferiore; un enorme edificio che richiama alla mente i castelli lombardi.marostica 072                     La vista delle mura, ancora intatte dopo parecchi secoli, è veramente impressionante.marostica 045                       Sono lunghe 1756 metri e si estendono dall’alto al basso racchiudendo il centro storico in un abbraccio protettivo.marostica 042                    Già nel 1226, come si legge nel -Regestum Possessionum Comunis Vicencie- un poderoso volume che si trova nella biblioteca Bertoliana a Vicenza, Marostica possedeva torri e castelli sul monte Pauso in cui risiedeva il podestà. E’ con Cangrande della Scala, signore di Verona dal 1311 al 1329, che si ricostruisce Marostica come avamposto dell’espansione ad est degli Scaligeri e come presidio di confine. A Cangrande si deve la ricostruzione del Castello Superiore,marostica 090                  del mastio e della grande piazza centrale aperta per gli scambi fra le persone e sede, ogni due anni, del famoso torneo degli scacchi.marostica 050                      La cinta che circonda tutta la città fu fatta edificare da Cansignorio tra il 1359 e il ’75 e congiunge il castello superiore con l’inferiore, eretti sulla stessa linea in modo da essere visibili in caso di necessità. Tutta la città è compresa in un disegno perfetto in cui le torri corrispondono tra loro e la proiezione degli allineamenti si trova nel centro della piazza.marostica 065                  Non si conosce il  nome del geniale progettista, si sa solamente che gli Scaligeri, oltre al presidio militare, volevano creare un importante centro di produzione agricola ed artigianale. La signoria degli Scaligeri termina con le scorrerie delle compagnie di ventura che costringono, nel 1387,  Antonio della Scala a rifugiarsi a Venezia. Al dominio degli Scaligeri si sostituirà quello della Serenissima, quindi arriveranno le truppe napoleoniche e il dominio austriaco.                                                                                                                                   Il castello inferiore, già restaurato ed abbellito durante il dominio veneziano, è stato aperto ai visitatori dopo l’ultimo restauro del 2001/06. Vi si può ancora ammirare l’affresco di san Cristoforo del XV sec. nella corte d’armi.marostica 006 marostica 005                   Le logge, orientali e settentrionali, presentano una serie di affreschi raffigurantimarostica 017 marostica 007                    stemmi gentilizi dei podestà veneziani che si sono succeduti a Marostica dal XV al XVIII secolo.marostica 013                     Vi è pure il busto del medico-filosofo-botanico  Prospero Alpini ed una stele votiva , di epoca romana, dedicata a Diana, rinvenuta nei pressi di Marostica.marostica 016               L’attuale sede del consiglio comunale presenta pareti floreali del ‘300 e stemmi affrescati tardo rinascimentali.marostica 021                    Nella sala del camino si conserva l’affresco della scuola del Montagna del XVI secolo, recuperato da un’antica dimora ruralemarostica 024                    e gli stemmi dei Savoia e della città.marostica 025 marostica 026                      Nella sala dei costumi sono presenti i costumi utilizzati durante la partita a scacchi che si svolge nella piazza centrale ogni due anni.marostica 030                   L’immenso salone degli scudi e dei vessilli espone scudi e vessilli utilizzati durante la partita a scacchi.marostica 036                     Affascinante la vista che si gode dal cammino di ronda che comprende 4 torri.marostica 049                      Per giungere al castello superiore si attraversa la città in linea rettamarostica 061                         marostica 078 marostica 079                 ammirando quello che resta dell’antico chiostro di Sant’Antonio del XV secolomarostica 083            e dopo aver lasciato sulla destra la chiesa del Carmine,marostica 080              si sale un delizioso sentiero tra  olivi e piante mediterranee .marostica 113 marostica 089                   In cima al monte Pauso, dalle imponenti rovine si gode un paesaggio incredibile su tutta la piana.marostica 095 marostica 098                          Al centro di quello che resta dei due possenti mastimarostica 096 marostica 101 marostica 104                             oggi c’è un bel ristorante.marostica 093                       Un ultimo sguardo alle mura dall’altomarostica 108 marostica 112 marostica 114                     prima di ridiscendere il sentiero che riporta in centro.marostica 116                  Confesso che mi ero recata a Marostica con la speranza di trovare in qualche osteria o bar una bella scacchiera e qualche vecchietto disposto a giocare a scacchi con me. Invece nulla! Sembra che anche nella città degli scacchi non si pratichi più questo splendido gioco. Dovrò rassegnarmi a giocare con il computer, subendo scacco matto dopo una decina di mosse, il che è abbastanza deprimente.

La città è veramente bella anche se nel castello non ci sono più i quadri e le statue  rinascimentali che credevo di trovarvi (il che è ovvio vista la dominazione francese e austriaca) in compenso ho scoperto che ha dato i natali al grande medico Prospero Alpini , un tipico medico rinascimentale, per i suoi interessi in ogni campo; dalla medicina, alla storia, alla botanica. Alpini nasce a Marostica  nel 1553, studia medicina a Padova  e poi va in Egitto per 3 anni al seguito del patrizio Giorgio Emo, console veneziano in Egitto. Là studia soprattutto la botanica e per primo nella storia scopre la differenza sessuale nelle piante da dattero, un lavoro che diventerà fondamentale per la classificazione scientifica di Linneo. E’ conosciuto soprattutto per il suo libro –De medicina Aegyptiorum– (si trova in -Openlibrary org- in edizione integrale) in cui parla, tra l’altro, della pianta del caffè e delle sue proprietà, facendo conoscere per la prima volta il caffè in Europa.  Nello stesso libro  parla della salute degli Egizi, delle cause della loro longevità, delle loro malattie e della cura con le piante. Molto belle sono pure le illustrazioni del  –De plantis Aegypti liber– in cui descrive ogni singola pianta, le sue caratteristiche e le sue proprietà. –De praesagienda vita et morte aegrotantium- è il primo trattato di semeiotica della storia. Vi si parla della prognosi, dei sintomi e delle cure delle diverse malattie. Naturalmente Prospero Alpini fu fatto prefetto del famoso orto botanico di Padova e fu nominato docente di ostensione dei semplici (l’odierna farmacologia) dell’università di Padova. Una figura affascinante alla quale dobbiamo pensare con riconoscenza ogni volta che ci avviamo al bar a bere una tazzina di caffè…

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