L’Architetto e la sua città

vicenza 563        Villa Almerico Capra detta la Rotonda è una villa ed un tempio. Un’immagine della teoria neoplatonica che collega il mondo materiale con le idee celesti e con l’armonia universale.vicenza 552                          E’ orientata con gli spigoli verso i 4 punti cardinali ed è un cubo ed una sfera nello stesso tempo.vicenza 548                    Destinata ad abitazione privata, diventa per il Palladio il modello ideale della propria architettura.vicenza 556                   La più celebre delle ville palladiane è situata su una collinetta della città ed il portico è ripetuto su tutte e 4 le facciate perché, come scrive Palladio nel II Libro del suo trattato a pag. 18: “ Onde perche gode da ogni parte di bellissime viste, delle quali alcune sono terminate, alcune più lontane, et altre che terminano con l’Orizzonte; vi sono state fatte le logge in tutte e quattro le facce”vicenza 562 vicenza 564                 Vicenza è la città museo di Andrea Palladio, il luogo in cui realizzò la maggior parte delle sue opere, circa 40 delle quali 30 ancora presenti.vicenza 015                      Nel palazzo Barbarano, una delle più affascinanti dimore palladiane, situato in contrà Porti, una stretta e sinuosa via, è aperto il Palladium Museum in cui sono esposti i suoi disegni, i modelli tridimensionali delle sue opere,vicenza 024 vicenza 041           i video di grandi studiosi palladiani, tra cui J.S. Ackerman e H. Burns, che spiegano i principi della sua arte proiettati sulle pareti in scala ridotta; il tutto sotto gli affreschi di Giovanni Battista Zelotti, un pittore famoso ai tempi di Palladio.vicenza 050 vicenza 029                      Il punto centrale di tutta l’esposizione resta il celebre trattato pubblicato da Palladio a Venezia nel 1570; -I quattro libri dell’architettura– diventati famosi grazie a Inigo Jones, in tutto il mondo anglosassone che li trasformò nella Bibbia degli architetti inglesi ed americani. Alcuni dei disegni del testo sono proiettati  o riprodotti sulle pareti a dimostrazione delle idee e dei principi che regolavano la progettazione degli edifici.vicenza 051            Nel primo libro si tratta della scelta dei materiali, delle tecniche costruttive, delle forme e degli ordini architettonici, dei pavimenti, dei soffitti e delle scale, ecc… il tutto illustrato con una serie di esempi e di disegni esplicativi.                                                                                  Nel secondo ci sono i progetti dei palazzi e delle ville, alcuni dei quali realizzati, altri no.      Nel terzo si spiega come costruire le strade e le basiliche e si parla di quella di Vitruvio a Fano e della Basilica di Vicenza.                                                                                                             Nel quarto si continua la descrizione dei templi e dei fori romani iniziata nel terzo, con le piante e le proiezioni ortogonali degli stessi.

Le opere che Palladio portò a termine sono quasi sempre diverse le une dalle altre ma tutte si adeguano al paesaggio e sono governate da idee e principi comuni che regolano la costruzione e creano quindi la bellezza e l’armonia degli edifici. Come la natura è regolata da un ordine divino, così devono esserlo le opere umane e l’architetto è una sorta di filosofo della natura alla ricerca dei principi astratti che dominano la creazione perfetta.        Mi limiterò a citare solo alcuni di questi principi indispensabili per capire l’opera di Palladio ed il suo tempo. La composizione di un edificio deve essere in tre parti (ci sono poi le eccezioni come la Rotonda ma non voglio imperversare) un corpo sull’asse centrale e due corpi simmetrici laterali. Tra il corpo centrale ed i laterali c’è una connessione di tipo organico che corrisponde al corpo umano. Come sull’asse centrale del corpo umano si trovano il naso, la bocca e le fondamentali parti celate, così nell’edificio la collocazione delle singole stanze dipende dalla loro importanza. Quelle più vicine all’asse centrale sono le più importanti, come la testa per il corpo umano e quindi vi troviamo i saloni di rappresentanza e le scalinate, le meno importanti, come la cucina e la lavanderia, sono situate lontano dal centro, spesso nei sotterranei (come a Lonigo)                                               Per creare le sue opere Palladio si serve delle proporzionalità armoniche, le stesse che regolano le armonie musicali, perché tutto l’universo è retto da  una forma universale  che si può svelare con la matematica. Ecco alcuni esempi: la proporzione tra due quantità, come l’altezza e la lunghezza di una parete, la lunghezza o larghezza di una stanza, è il rapporto 6:4. Il rapporto che collega più termini come altezza, profondità, lunghezza è 9,6,4 legati tra loro da una proporzionalità geometrica perché 9:6=6:4                                         Le dimensioni delle stanze variano a seconda dei rapporti geometrici collegati tra loro ed il rapporto dei portali e delle finestre sarà sempre 2:1vicenza 382                     Palazzo Chiericati, in cui Palladio si richiama alle terme di Caracalla, è l’esempio evidente di questi principi. Situato, allora, ai margini della città, era una via di mezzo tra la villa di campagna ed il palazzo. Ha grandi logge al piano nobile da cui guardare il paesaggio allora campestre. Il nucleo centrale è costituito da un immenso atrio e da scalinate a chiocciola. Oggi il palazzo è sede della Pinacoteca Civica e naturalmente ha subito all’interno numerosi restauri e modifiche. Ma ecco un rapido sguardo ad alcune opere contenute all’interno.                                                                                                                       Nella stanza della virtù morale troviamo una serie di affreschi del Brusasorzi contemporanei alla costruzione del palazzo.vicenza 395                Nella stanza della colonna Traiana, un incredibile affresco monocromo che percorre tutte e 4 le pareti, riproduce la colonna Traiana, il monumento che ricordava la battaglia di Traiano contro i Traci e di riflesso celebrava le virtù militari dei Chiericati. Si attribuisce l’opera a Battista del Moro.                          vicenza 414 vicenza 415 vicenza 419                       Nella sala del mappamondo vicenza 425                  fra le molte opere pittoriche segnalo il quadro di Balestra -La virtù difende il sapere dall’ignoranza e dal vizio-vicenza 434                      -Rinaldo libera la foresta dall’incantesimo- del Cittadella.vicenza 437                     Le 4 età dell’uomo di A. van Dyckvicenza 452             I soffitti della stanza di Apollo sono stati decorati a stucco da maestranze provenienti dalla Valsolda intorno al 1690. Le tele sono attribuite al Cittadella ed esaltano l’amore dei Chiericati per le arti, raffigurando Apollo al centro e 4 muse di lato.vicenza 453                     Nella stanza dove si celebra l’apoteosi dei Chiericati la figura con la torre (Vicenza?) tiene in mano un serpente che si morde la coda, simbolo di eternità. La Prudenza tiene in mano la sfera con il serpente e si rivolge alla Forza che affiancata dal leone regge lo scudo dove appare l’immagine del palazzo. Attorno ci sono le figure allegoriche della Temperanza, della Forza virile, del Tempovicenza 459 vicenza 460

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in architettura e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...