La città e il suo Architetto

vicenza 517                     La piazza dei Signori deve il suo nome al fatto di essere stata la sede del podestà e del capitano rappresentanti la signoria di Venezia. Sorge sull’antico foro romano, centro oggi come allora di mercati e attività finanziarie.vicenza 490            Ha su un lato breve due colonne, una con il leone di san Marco, eretta nel 1464, come simbolo della Serenissima.vicenza 518                La Basilica palladiana si trova lungo un lato maggiore affiancata dalla torre Bissona.vicenza 510              mentre sul lato opposto si trovano la loggia del capitaniato, la chiesa di san Vincenzo e il Monte di Pietà.vicenza 516                  La Basilica palladiana non è una chiesa ma un centro dove si trattavano gli affari e le attività finanziarie e dove, al piano superiore, si riuniva il consiglio della città. La definizione di Basilica è dello stesso Palladio che voleva paragonare il palazzo della Ragione alle strutture dell’antica Roma dove si discuteva di affari e di politica. “Si come gli antichi fecero le loro Basiliche acciò ch’l verno e la state gl’huomini havessero ove radunarsi à trattar commodamente le loro cause & i loro negozi così a tempi nostri ciascuna città d’Italia e fuori si hanno alcune sale pubbliche le quasi si possono meritatamente chiamare basiliche . Et un altra ven è in Vicenza della quale solamente  ho posto i disegni, perche i portichi ch’ella ha d’intorno sono di mia invenzione e perche non dubito che quella fabbrica non possa essere comparata à gli edifici antichi  & annoverata  tra le maggiori e le più belle fabbriche che siano state fatte dagli antichi in qua, si per la grandezza e per gli ornamenti suoi: come anco per la materia che è tutta di pietra viva durissima  e sono state tutte le pietre commesse e legate insieme con somma diligenza” scrive nel III libro del suo trattato.                                                                                       La nomina di Palladio ad architetto del palazzo della Ragione  avviene nel 1546 grazie all’appoggio incondizionato dei notabili della città tra cui Trissino, Valmarana e Chiericati. Per il restauro Palladio propone una soluzione elastica che si basa su strutture composte da un arco e da aperture laterali rettangolari di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire  il peso delle campate (le serliane)vicenza 504 vicenza 509                    Con il cantiere della Basilica  Palladio diventa ufficialmente l’architetto della città; responsabile di un’opera costosa anche perché tutta in pietra e che gli frutterà il salario di 5 ducati al mese per tutta la vita. Nel 1571, ormai sessantenne, è chiamato a restaurare la loggia del Capitanio, sede del responsabile militare della città per la Repubblica Veneta.vicenza 499                   I due edifici, restaurati da Palladio, che si trovano uno di fronte all’altro, sono completamente diversi. Il Palladio della maturità inserisce nel nuovo restauro colonne di mattoni ricoperte di intonaco chiaro (ora scomparso) che incorniciano una ricchissima decorazione a stucco, una caratteristica dell’ultimo linguaggio palladiano.

Se si sfogliano i Quattro libri dell’architettura si resta colpiti  non solo dalla serietà con cui Andrea nel primo libro analizza i materiali edili ma pure alla precisione e bellezza dei suoi disegni dei templi romani e quindi dalla varietà dei suoi progetti, tutti diversi, tutti influenzati dal mondo classico ma nello stesso tempo tutti palladiani. In lui si esprimono tutte le caratteristiche dell’uomo  rinascimentale: l’amore per gli Antichi, la ricerca del bello, l’inventiva, la razionalità e una forte e gradevole personalità dominata da un’insaziabile sete di conoscere. Vive inoltre in un’epoca e in un luogo in cui i titoli nobiliari sono costituiti  dalle capacità individuali e per queste si viene giudicati.                                                      Andrea di Pietro della Gondola nasce nel 1508 a Padova da una povera ed umile famiglia. Il padre Pietro era un mugnaio la madre una casalinga.  A 13 anni iniziò a Padova il suo apprendistato come scalpellino e poi si trasferì con la famiglia a Vicenza dove risulta iscritto alla fraglia dei muratori. Ed è mentre lavora come scalpellino che incontra il conte Gian Giorgio Trissino che lo prenderà sotto la sua protezione. Trissino era un valente intellettuale, autore di opere teatrali, di poesie e un filatropo che cercava di diffondere la cultura tra i giovani e quindi si propose di istruire in tutti i modi il povero scalpellino in cui riconosce una grande abilità ed intelligenza. Lo chiama Palladio come l’angelo liberatore e vittorioso del suo poema –L’Italia liberata dai Goti– Sotto la guidia di Trissino Andrea apprende l’amore per la cultura umanistica  e quindi per il mondo classico andando con il suo maestro a Roma a studiare gli edifici degli antichi Romani e quindi a disegnarli. Anche l’incontro con Alvise Cornaro, un colto imprenditore agricolo che aveva fatto bonificare paludi ed acquitrini per ricavarne terreni da coltivare, fu molto importante  per il Palladio. Fra i suoi amici si trova pure Silvio Belli, fra l’altro grande matematico, che scrive –Il trattato della proporzione–   vicenza 351          I colti e nobili amici del Palladio fondarono nel 1555 l’Accademia Olimpica in cui lo ammisero come unico artista.vicenza 359vicenza 352                 L’Accademia, tuttora esistente, si proponeva di approfondire i temi culturali   con conferenze, studi, letture poetiche, lezioni di matematica e di scienze e soprattutto con  rappresentazioni teatrali.

vicenza 363                  Fu per quest’ultimo scopo che si decise di costruire il Teatro Olimpico che sarà la colta ricostruzione di un teatro romano, nato da uno studio profondo sui testi di Vitruvio e sulle rovine dei teatri di Roma, Verona, Pola e Vicenza. Questa è, in fondo, la sola opera di Palladio strettamente legata alle regole costruttive dell’antica Roma e che l’autore non riuscirà a vedere terminata perché morirà pochi mesi prima della conclusione dei lavori.vicenza 375                   Il teatro sarà terminato dall’architetto Scamozzi che apporterà alcune modifiche nei fondali.vicenza 373          Le statue che ornano il teatro rappresentano i membri dell’Accademia vestiti da antichi romani.vicenza 369vicenza 370

Il teatro, completamente ligneo, si è salvato grazie alla cura continua dell’Accademia Olimpica

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6 risposte a La città e il suo Architetto

  1. lois ha detto:

    Vicenza è bellissima con le sue architetture e la forza di Palladio si avverte in quell’ordine che si legge nella basilica che pur nel suo rigore si inserisce in amniera armonica nell’intero contesto cittadino.

    • elena ha detto:

      Vicenza è bellissima come tutte le nostre città rinascimentali in cui, come dici bene tu, domina l’armonia e il rigore matematico delle costruzioni dei nostri grandi artisti.

  2. almerighi ha detto:

    il Veneto tutto, anche il padovano non è da meno, è disseminato di gioielli architettonici ragguardevole, la cui cura generalmente non viene mai meno: peccato che la speculazione edilizia degli ultimi decenni da “locomotiva del Nord” abbiano un po’ appannato questa visione, sono romagnolo, ma anche un po’ veneto

    • elena ha detto:

      A proposito di speculazione edilizia ho visto, mentre mi incamminavo verso la Rotonda, l’enorme scheletro di quello che avrebbe dovuto essere un condominio. Uno spettacolo quasi comico, la vendetta degli dei contro gli speculatori. Ma nonostante la speculazione io trovo il Veneto ancora bellissimo anche se la Romagna e tutto il resto dell’Italia non è da meno.

  3. almerighi ha detto:

    Sì, il Veneto è bellissimo, peccato per tutti quei capannoni lasciati a mezzo, ne vedo molti nel trevigiano, figli delle sciagurate finaziarie di Tremonti, quando facevano credere a molti poveretti che “il popolo delle partite iva” rea una classe trainante e privilegiata

  4. elena ha detto:

    Sono d’accordo con te e credo che il video del comico Natalino Balasso -La crisi in Veneto- sia il miglior modo di descrivere e spiegare la situazione.

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