Barocco vicentino

Il seicentesco palazzo Leoni Montanari è stato costruito in epoche diverse, aggregando edifici già esistenti. Nel 1658 è stato sottoposto ad un imponente restauro barocco proseguito fino al 1703 per opera di maestranze lombarde.                                                                    L’edificio, maestoso all’esterno, mostra all’interno un paesaggio magico in cui stucchi, sculture, affreschi e statue si susseguono sala dopo sala cercando di suscitare la meraviglia dello spettatore.vicenza 292                   E tutto ruota attorno al cortile inteso come spazio teatrale sul quale si affaccia la loggia d’Ercole.vicenza 157 vicenza 151                        L’ingresso del palazzo avviene attraverso la grotta di Eolo, un ambiente ispirato alla potenza generatrice della natura.vicenza 084 vicenza 082                   Al centro è rappresentata l’azione dei venti, benefica anche se terrorizzantevicenza 088                     ed il tutto è posto sotto la protezione di Venere da cui inizia il percorso di visita.vicenza 090                      Gli affreschi sono opera di Giuseppe Alberti, gli stucchi di Aliprandi. Venere, con le 4 statue delle stagioni, che si trovano sulle scalinate, sono opera di Marinali.vicenza 094                      Nelle tre sale del piano nobile troviamo una splendida collezione di pittura veneta del Settecento.vicenza 099                     Nella sala dei Fauni si può ammirare una notevole esposizione di opere del Canaletto fra cui -Capriccio con chiesa gotica-vicenza 100                     Il -Paesaggio con casa rustica e torre- di Francesco Guardi.vicenza 103               Di F. Zuccarelli il -Mito di Palladio e Vicenza- in cui Palladio seduto, con in mano il suo trattato si rivolge all’architetto Inigo Jones e a Thomas Howard, protagonisti della nascita in Inghilterra del mito palladiano.vicenza 108                 Sempre di Zuccarelli possiamo ammirare il -ratto d’Europa-vicenza 116                    e la -Diana e Callisto- di Fontebassovicenza 126                  Nella sala dell’Eneide, sotto il fregio, ridotto a pochi frammenti, che illustra le gesta del capostipite della civiltà romana, opera di Luis Dorigny, vicenza 127abbiamo il giudizio finale di Gian Battista Tiepolo, un’immensa tela che merita di essere osservata in tutti i suoi particolari.vicenza 131 vicenza 132 vicenza 133 vicenza 134                      G.B. Rossetti citava nel 1765 l’opera dello scultore padovano Agostino Fasolato come la maggiore attrazione della città. La -Caduta degli angeli ribelli- è infatti un’opera di incredibile bravura.vicenza 141                     In alto è raffigurato l’arcangelo Michele con la spada sguainata. Di fronte a lui, in basso, Lucifero con il forcone e l’indice puntato verso l’alto. Fra i due il groviglio incredibile dei 60 corpi degli angeli scacciati dal paradiso, il tutto ricavato da un unico blocco di marmo di Carrara. Confesso che vi ho girato intorno a lungo. Mi sembrava impossibile riuscire ad ottenere da un unico blocco un tale groviglio di corpi, scolpiti ciascuno in modo eccellente. L’abilità dei nostri artisti aveva sicuramente qualche cosa di divino.

Il palazzo è di proprietà della Banca Intesa San Paolo che lo ha destinato ad attività culturali. In un’ala vi è pure una splendida mostra di ceramiche della Magna Grecia, di proprietà della Banca, che espone a turno alcuni dei 500 reperti provenienti dagli scavi di Ruvo di Puglia. Le opere prodotte in loco o provenienti da Atene o dalla Lucania tra il VI e III secolo a.C. erano beni di prestigio della raffinata aristocrazia apula. I vasi, usati come contenitori di cibo o come urne cinerarie, sono esposti a turno a seconda dell’argomento suggerito dalla pittura in modo  da far comprendere la vita  e le abitudini di questo antico e civilissimo popolo.                                                                                                                                            Il tema dei vasi esposti in questo periodo si intitola: Il viaggio dell’eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all’immagine.vicenza 255                  Eracle e Teseo sono gli eroi che fondarono la patria  distruggendo i mostri che la minacciavano.  Nel cratere a volute e  figure rosse  del 360-350 a.C sul lato A, si narra dell’apoteosi di Eracle che ascende all’Olimpo nella quadriga guidata da Nike.vicenza 258                                   Nell’oinochoe a figure rosse del 375-359 a.C. Eracle è raffigurato come trionfatore di tutte le imprese nelle quali si era cimentato. Nella mano tiene un pomo conquistato nell’ultima fatica mentre Nike lo incorona vincitore.vicenza 259                                  Nel cratere a colonnette del 400-380 a.C. Teseo combatte contro le Amazzoni che erano venute a liberare Antiope -regina delle guerriere-che egli sconfiggerà ad Atene.vicenza 262                          Nel cratere a volute apulo a figure rosse del 360-350 a.C. Teseo uccide il toro che devasta la pianura di Maratona afferrandolo per le corna, mentre la Nike è pronta ad incoronarlo dopo la sua vittoria.vicenza 263                      Nel cratere a volute del 400-380 a.C. i dioscuri Castore e Polluce sono raffigurati come giovani atleti. Su di un sacco da viaggio siede la sorella Elena che i due fratelli vogliono riportare in patria per salvarla dal rapimento di Teseo.vicenza 267                     Nel cratere a figure rosse del 400-375 a.C. si narra della partenza di due giovani guerrieri uno dei quali indossa l’elmo e il copricapo a calotta tipico della zona apula.vicenza 270                    I tre vasi del 370-340 a.C rappresentano gli omaggi al guerriero indigeno ritornato vittorioso.

Dopo aver ammirato l’esposizione dedicata agli eroi della Magna Grecia ed ai loro viaggi, si passa nella galleria della Veritàvicenza 276                    dove un impressionante susseguirsi di stucchi, statue e pitture che raffigurano muse, dei ed eroi dell’antichità, celebra il trionfo della Verità sottratta ai Vizi (ignoranza, invidia, frode) ed innalzata dal Tempo verso la Fama.vicenza 284                   Gli affreschi sono di G. Alberti, gli stucchi di Girolamo Aliprandi e di Andrea Pelli.vicenza 285 vicenza 283 vicenza 282

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